Caterpillar (CAT.US) ha registrato un trimestre solido sia in termini di ricavi sia di utile per azione, ma i dazi emergono chiaramente come il principale fattore di rischio in vista del 2026. La società stima che l’impatto negativo complessivo dei dazi nel 2026 possa raggiungere circa 2,6 miliardi di dollari, un livello sensibilmente superiore all’intervallo comunicato nell’ottobre 2025 (1,6–1,75 miliardi di dollari l’anno).
Caterpillar è inoltre diventata un beneficiario meno immediato del boom dei data center; tuttavia, pur rimanendo un classico “barometro” del ciclo industriale globale, il business della generazione di energia sta fungendo da cuscinetto, contribuendo a stabilizzare i risultati mentre il ciclo delle costruzioni è ancora in fase di recupero.
Risultati Q4 (trimestre chiuso al 31 dicembre 2025)
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Ricavi: 19,1 mld $ vs 16,2 mld $ un anno fa
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EPS adjusted: 5,16 $ vs 5,14 $ un anno fa
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Utile operativo: 2,66 mld $, in calo del 9% (dato riportato)
Caterpillar ha indicato 1,03 miliardi di dollari di costi di produzione sfavorevoli, in larga parte legati all’aumento dei dazi. La domanda e i volumi restano di supporto, ma il contesto dei costi continua a essere impegnativo. Cosa ha quindi sostenuto in concreto il trimestre?
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Domanda sostenuta e robusta per apparecchiature di generazione elettrica e generatori di backup.
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Il driver immediato è la rapida espansione dei data center (AI → maggiori esigenze di potenza di calcolo → miliardi di investimenti infrastrutturali → domanda più elevata di alimentazione di backup).
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L’azienda ha inoltre aumentato i prezzi su parte del portafoglio di macchinari industriali, contribuendo a difendere i margini e a compensare parzialmente le condizioni più deboli nel business tradizionale delle costruzioni.
Guardando avanti, le attese per il 2026 sono più costruttive: gli analisti prevedono un ritorno alla crescita nel comparto costruzioni, sostenuto da ordini più forti da parte dei dealer, dalla stabilizzazione dell’attività nel non residenziale (non necessariamente nell’edilizia abitativa) e da una domanda in aumento da parte delle flotte di noleggio macchinari. Nel breve termine, la narrativa di Wall Street su CAT è un mix interessante: forte domanda di generatori e potere di determinazione dei prezzi contrapposti a dazi, costi di produzione più elevati e a uno scenario delle costruzioni ancora moderato. Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo tratta vicino ai massimi storici, intorno a 660 dollari per azione.

Fonte: xStation5
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