Il comparto degli asset digitali sta vivendo una violenta ripresa, trainata non solo da dati economici resilienti e da un più ampio cambiamento nel sentiment di mercato, ma anche da segnali espliciti di sostegno politico ai più alti livelli del governo statunitense. Le azioni delle principali società di criptovalute hanno registrato guadagni a doppia cifra mercoledì, dopo che il presidente Donald Trump si è pubblicamente schierato con il settore nel suo crescente confronto regolatorio e di lobbying con il sistema bancario tradizionale.
Un catalizzatore politico: Trump e Coinbase in sintonia
Il principale motore del rally sono state le notizie di un incontro privato tra il presidente Trump e Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase. Sebbene i dettagli specifici della discussione rimangano riservati, l’incontro è stato immediatamente seguito da una serie di messaggi del Presidente sui social media diretti alle istituzioni finanziarie tradizionali.
Il presidente ha affermato che le banche devono “fare un buon accordo con il settore crypto”, aggiungendo che l’ostruzione dell’innovazione — in particolare per quanto riguarda la regolamentazione delle stablecoin — è “inaccettabile”. Il Presidente ha fornito un sostegno diretto alla posizione del settore sul cosiddetto Clarity Act, una legge sul mercato progettata per regolamentare i token digitali che offrono rendimenti simili a interessi.
Rally delle azioni legate alle criptovalute: Coinbase guida il gruppo
La reazione del mercato è stata immediata e decisa:
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Coinbase (COIN): le azioni del più grande exchange di criptovalute USA sono salite di oltre il 14%.
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MicroStrategy (MSTR): la società, nota per le sue vaste riserve di Bitcoin, è cresciuta del 9%.
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Circle (CRCL): l’azienda dietro la stablecoin USDC ha inizialmente guadagnato quasi il 6%, per poi ridurre i rialzi al 2%.
Settore bancario: contemporaneamente, le azioni degli istituti tradizionali come JPMorgan Chase e Bank of America hanno registrato un leggero calo. Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, rimane un critico vocale, sostenendo che le società crypto dovrebbero essere soggette allo stesso rigore regolatorio delle banche tradizionali.

Dal minimo del 13 febbraio, le azioni di Coinbase hanno registrato un apprezzamento di quasi il 50%. Fonte: xStation5
Ripresa di Bitcoin ed Ethereum
I venti politici favorevoli al settore hanno coinciso con il ritorno del momentum rialzista per i token sottostanti. Bitcoin ed Ethereum hanno cancellato le perdite dei primi giorni della settimana, avanzando rispettivamente del 7% e del 9% in una sola sessione. Bitcoin ha superato la soglia dei 73.000$, rafforzando ulteriormente la fiducia degli investitori, mentre Ethereum non solo si è consolidato sopra i 2.000$, ma ha superato oggi il livello di 2.150$.
Gli analisti suggeriscono che la determinazione del presidente Trump a stabilire gli Stati Uniti come “capitale mondiale delle criptovalute” sta fornendo una solida base fondamentale per un mercato rialzista sostenuto fino al 2026. Superare la resistenza delle banche alle stablecoin che generano rendimento potrebbe innescare un massiccio afflusso di capitale istituzionale, prospettiva già riflessa nelle valutazioni in forte crescita delle entità allineate alle criptovalute.

Bitcoin continua a rimanere indietro rispetto al Nasdaq, con il quale ha mostrato un’elevata correlazione negli ultimi 18 mesi. Qualora la regolamentazione del mercato crypto dovesse realmente accelerare, la seconda metà dell’anno potrebbe appartenere a Bitcoin ed Ethereum, piuttosto che ai tradizionali beni rifugio come oro e argento, che hanno dominato negli ultimi mesi.
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