13:20 · 14 luglio 2026

Cosa si aspettano gli investitori istituzionali?

Punti chiave
Punti chiave
  • Il sentiment degli investitori globali è salito al livello più alto da febbraio.
  • L’83% degli investitori non si aspetta che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di novembre.
  • I gestori di fondi hanno ridotto la loro previsione sul prezzo del petrolio a fine 2026 a 71 dollari al barile, rispetto agli 86 dollari previsti a giugno.

L’ultima Bank of America Global Fund Manager Survey (BofA FMS) suggerisce che gli investitori istituzionali rimangono sempre più ottimisti nei confronti dei titoli tecnologici e delle prospettive complessive dei mercati. Allo stesso tempo, gli intervistati ritengono poco probabile un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il sondaggio indica inoltre che un rialzo sostenuto dei prezzi del petrolio oltre i 90 dollari al barile rappresenterebbe una sorpresa fortemente negativa per gli investitori.

Sintesi dei principali risultati del sondaggio

  • Il sentiment degli investitori globali è salito al livello più alto da febbraio. I gestori di fondi sono diventati più ottimisti riguardo alle prospettive economiche, alla spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale (AI) e alla possibilità di una Federal Reserve più accomodante.
  • Le allocazioni in liquidità sono scese al 3,6% dal 4,1% di giugno. Secondo la metodologia di Bank of America, un livello così basso di liquidità attiva un segnale di vendita contrarian, suggerendo che l’ottimismo degli investitori potrebbe essere diventato eccessivo e che lo spazio per ulteriori assunzioni di rischio sia più limitato.
  • Un record del 54% degli intervistati prevede uno scenario di “no landing” per l’economia globale, ovvero una situazione in cui la crescita economica rimane resiliente senza un rallentamento significativo. Solo il 2% degli investitori prevede un “hard landing” (forte atterraggio/recessione).
  • I gestori di fondi hanno aumentato l’esposizione alle azioni statunitensi, raggiungendo il più alto livello di sovrappeso (overweight) da dicembre 2024. Questo riflette una crescente fiducia nel fatto che i titoli USA continueranno a sovraperformare i mercati globali.
  • Le posizioni rialziste sui titoli dei semiconduttori globali sono state nuovamente indicate come il trade più affollato al mondo, citato dall’82% degli intervistati per il terzo mese consecutivo. Sebbene alcuni investitori abbiano ridotto l’esposizione al settore tecnologico a luglio, nessuno ha dichiarato di mantenere posizioni nette al ribasso (net short) sul comparto.
  • La maggioranza degli investitori (61%) ritiene che i grandi operatori tecnologici (hyperscaler) non ridurranno le spese in conto capitale quest’anno, mentre il 28% si aspetta tagli agli investimenti. Questo sostiene la convinzione che gli investimenti in infrastrutture per l’AI, data center e semiconduttori avanzati rimarranno elevati.
  • Il rischio di una bolla legata all’intelligenza artificiale è stato indicato come il principale rischio estremo (tail risk) per i mercati finanziari, con il 45% degli intervistati che lo considera la propria preoccupazione principale. Ciò suggerisce che gli investitori restano molto ottimisti sull’AI, pur riconoscendo contemporaneamente il crescente rischio legato alle valutazioni elevate.
  • Circa l’83% degli intervistati non si aspetta che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, rafforzando le aspettative di un contesto monetario più favorevole per gli asset rischiosi.
  • I gestori di fondi hanno inoltre ridotto la loro previsione sul prezzo del petrolio a fine 2026 a 71 dollari al barile, rispetto agli 86 dollari stimati a giugno. Questo indica che gli investitori si aspettano pressioni inflazionistiche più contenute derivanti dai mercati energetici rispetto a un mese fa.

Grafico US100 (H1)

Osservando l’andamento dell’US100 (Nasdaq 100) da giugno 2026, ogni test del limite superiore del canale di trend prevalente è stato seguito da un forte rifiuto (rejection) e da un significativo movimento ribassista.

Se il modello storico dovesse ripetersi, un’altra respinta dagli attuali livelli potrebbe aumentare la probabilità di un ritracciamento verso l’area dei 29.000 punti.

Fonte: xStation5

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