16:54 · 6 agosto 2026

Il Nasdaq 100 arretra ancora 🚩 SanDisk crolla del 10% dopo i risultati, semiconduttori sotto pressione

Punti chiave
Punti chiave
  • L'US100 perde lo 0,7%, nonostante il sentiment più positivo registrato su US500 e US30.
  • SanDisk e Western Digital cedono rispettivamente quasi il 10% e il 14% nelle contrattazioni pre-market.
  • Prima dell'apertura di Wall Street, il comparto dei semiconduttori continua a sottoperformare il mercato nel suo complesso, rimanendo il principale fattore di debolezza rispetto al sentiment generalmente più favorevole sugli altri settori.

La debolezza dei titoli tecnologici statunitensi contrasta oggi con la performance relativamente più solida dei futures su S&P 500 e Dow Jones. I futures sul Nasdaq 100 (US100) cedono lo 0,7%, segnalando una rotazione dei capitali lontano dai segmenti del mercato a più elevata crescita. La principale fonte di avversione al rischio è rappresentata dal ritorno delle preoccupazioni sulle valutazioni delle società che hanno beneficiato del boom dell'intelligenza artificiale.

Il mercato non mette in discussione la prosecuzione della crescita degli investimenti nelle infrastrutture per l'AI. Piuttosto, gli investitori chiedono sempre più che aspettative così elevate siano accompagnate da risultati finanziari altrettanto solidi.

SanDisk e Western Digital perdono rispettivamente quasi il 10% e il 14% nelle contrattazioni pre-market. I loro risultati trimestrali non hanno soddisfatto le elevate aspettative del mercato, dimostrando come anche le aziende direttamente esposte alla crescente domanda di memorie e data center possano subire forti vendite in caso di delusioni, anche relativamente contenute.

La pressione si estende all'intera filiera dei semiconduttori. Dopo i precedenti ribassi di AMD, il Philadelphia Semiconductor Index perde l'1,4%, mentre il sentiment negativo si è diffuso all'intero comparto delle memorie. Ciò suggerisce che gli investitori considerino il problema come settoriale e non limitato a pochi risultati societari deludenti.

Nasdaq nuovamente sotto pressione?

Il principale rischio per il Nasdaq è rappresentato da una compressione dei multipli di valutazione. Dopo il forte rialzo registrato a inizio agosto, molte società tecnologiche trattavano su valutazioni che lasciavano pochissimo margine di errore. In questo contesto, risultati semplicemente solidi potrebbero non essere sufficienti: utili e guidance dovrebbero superare le attese del consenso in misura significativa.

Nel medio termine, il calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari rappresenta un fattore di supporto per il Nasdaq. Un'eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz ridurrebbe il rischio di uno shock inflazionistico legato all'energia, attenuando la pressione per ulteriori rialzi dei tassi d'interesse. Inoltre, rendimenti obbligazionari più bassi aumentano il valore attuale dei flussi di cassa futuri delle società tecnologiche.

Tuttavia, l'effetto positivo degli sviluppi geopolitici potrebbe essere limitato, poiché parte delle buone notizie sembra già incorporata nei prezzi. Il mercato dà infatti per scontati progressi nei negoziati sullo Stretto di Hormuz; di conseguenza, l'assenza di un accordo concreto o una nuova escalation potrebbero invertire rapidamente il recente calo del petrolio e dei rendimenti.

L'appuntamento macroeconomico più importante resta il rapporto sui Non Farm Payrolls (NFP) di venerdì. Un dato più debole, ma non tale da indicare un rischio di recessione, potrebbe sostenere il Nasdaq favorendo un ulteriore calo dei rendimenti. Al contrario, un dato superiore alle attese potrebbe riaccendere i timori che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva più a lungo.

Anche le trimestrali di Airbnb e Warner Bros. Discovery rappresenteranno un importante banco di prova per le società quotate al Nasdaq. Gli investitori analizzeranno non solo i risultati trimestrali, ma soprattutto le prospettive future, la crescita dei ricavi, i margini e i commenti del management sull'andamento della domanda dei consumatori.

Dopo il crollo di SanDisk e Western Digital, anche Seagate perde il 3,6%, Micron il 3,7% e gli ADR di SK Hynix il 6,2%. In ribasso anche Intel, AMD e Marvell, che cedono circa l'1-1,5%.

La reazione del mercato suggerisce che gli investitori non stiano mettendo in dubbio la domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, bensì la capacità del settore delle memorie e dell'archiviazione dati di mantenere gli attuali ritmi di crescita dei prezzi e dei margini.

Grafico US100 – Time frame giornaliero

I futures sul Nasdaq 100, rappresentati dall'US100, perdono oggi oltre lo 0,7% e stanno testando la media mobile esponenziale a 50 periodi (EMA 50) sul grafico giornaliero.

Fonte: xStation5

SanDisk pubblica risultati solidi, ma il mercato si aspettava di più

SanDisk ha riportato risultati superiori alle attese del consenso e ha previsto un'ulteriore crescita dei ricavi, sostenuta dalla domanda proveniente dai data center dedicati all'intelligenza artificiale. Nel quarto trimestre fiscale, i ricavi hanno raggiunto 8,97 miliardi di dollari, rispetto ai 8,39 miliardi attesi dagli analisti, mentre l'utile per azione (EPS) rettificato si è attestato a 39,25 dollari, superando il consenso di 34,45 dollari.

I ricavi derivanti dai data center sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 2,98 miliardi di dollari, e nell'intero esercizio fiscale 2026 sono risultati superiori di oltre il 400% rispetto all'anno precedente.

Anche la guidance della società indica che la domanda dovrebbe rimanere elevata. Per il primo trimestre del nuovo esercizio fiscale, SanDisk prevede ricavi compresi tra 10,30 e 10,80 miliardi di dollari. Il punto medio della forchetta (10,55 miliardi) è superiore al consenso LSEG, pari a 10,47 miliardi di dollari. L'EPS rettificato è atteso tra 44 e 46 dollari, contro una stima degli analisti di 43,12 dollari.

Nonostante i risultati abbiano superato le aspettative, il titolo SanDisk perde circa il 9,2% nelle contrattazioni pre-market, scendendo a 1.226,04 dollari. Una reazione simile si osserva anche su Western Digital, che cede quasi il 15%, attestandosi a 440 dollari, pur avendo anch'essa pubblicato una guidance sui ricavi superiore al consenso LSEG.

Questo suggerisce che, per alcune delle principali beneficiarie del boom dell'intelligenza artificiale, superare le stime degli analisti non è più sufficiente. I risultati devono ormai andare oltre le aspettative, già molto elevate, incorporate nei prezzi di mercato e non sempre pienamente riflesse nelle stime di consenso.

Valutazioni molto elevate

La forte corsa dei titoli negli ultimi mesi ha ulteriormente alzato l'asticella. Nel 2026, le azioni SanDisk hanno registrato un rialzo superiore al 500%, mentre Western Digital ha più che triplicato il proprio valore.

A titolo di confronto, nello stesso periodo il Philadelphia Semiconductor Index è salito di circa il 70%, mentre l'S&P 500 ha guadagnato il 12,8%.

Questi rialzi indicano che il mercato aveva già scontato non solo una domanda sostenuta, ma anche una continua crescita dei prezzi delle memorie, dei margini e della redditività. Le performance passate del titolo descrivono il comportamento storico del mercato e non costituiscono un'indicazione dei risultati futuri.

Focus sui contratti pluriennali

Per ridurre l'incertezza, SanDisk sta sostituendo gli ordini trimestrali con accordi pluriennali con i clienti.

Attualmente la società dispone di otto contratti con sei clienti, per un valore minimo complessivo di 93,9 miliardi di dollari e una durata mediana di quattro anni.

Nell'esercizio fiscale che terminerà a luglio 2027, circa la metà della produzione dovrebbe essere venduta nell'ambito di questi accordi, mentre nell'esercizio successivo la quota dovrebbe salire a circa due terzi.

Da aprile, SanDisk ha firmato cinque nuovi accordi, di cui tre con nuovi clienti e due come estensione di contratti già esistenti.

I contratti pluriennali migliorano la visibilità dei ricavi e riducono l'esposizione alle oscillazioni di breve periodo dei prezzi delle memorie. Tuttavia, non eliminano il rischio che il ritmo di crescita possa iniziare a normalizzarsi, soprattutto se gli attuali margini fossero vicini ai massimi del ciclo.

I dubbi degli analisti

Anche RBC Capital Markets ha evidenziato questo aspetto.

Secondo gli analisti della banca, gli accordi di lungo termine aumentano la visibilità sul business di SanDisk, ma gli investitori potrebbero continuare a mantenere un atteggiamento prudente, poiché i margini potrebbero essere vicini al loro picco ciclico mentre la crescita dei prezzi delle memorie rallenta.

Di conseguenza, le future trimestrali saranno valutate non solo in base alla crescita dei ricavi, ma anche alla stabilità della redditività e alla capacità della società di eseguire efficacemente i contratti pluriennali.

Buyback da 14 miliardi di dollari

Un ulteriore segnale di fiducia del management è rappresentato dall'approvazione di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 14 miliardi di dollari.

L'autorizzazione complessiva residua per il buyback sale così a 15,5 miliardi di dollari.

Il riacquisto di azioni potrebbe sostenere l'utile per azione, ma non modifica la principale sfida della società: il mercato si aspetta che la rapida espansione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale continui a tradursi in risultati finanziari in grado di giustificare il forte incremento delle valutazioni registrato negli ultimi mesi.

Grafico SanDisk – Time frame giornaliero

Le azioni SanDisk potrebbero aprire oggi in area 1.200 dollari, portandosi in prossimità della media mobile esponenziale a 200 periodi (EMA 200), rappresentata dalla linea rossa sul grafico.

Questo indicatore è generalmente considerato uno dei principali riferimenti tecnici per distinguere una fase di trend rialzista da una di trend ribassista.

Fonte: xStation5

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Mercati sentono le resistenze

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