L’indice DE40 sta attualmente perdendo circa il 3%, testando un supporto chiave per il trend rialzista rappresentato dalla media mobile esponenziale a 200 giorni, che aveva fermato i cali nel novembre 2025. Il principale catalizzatore è il forte aumento dei prezzi del gas europeo TTF, che hanno superato i 50 euro per MWh con un incremento superiore al 60% dall’inizio della settimana, a causa della sospensione delle forniture di GNL dal Qatar dopo gli incidenti nello Stretto di Hormuz. Le scorte di gas in Europa, basse intorno al 30%, e le navi metaniere sospese alimentano i timori sui costi energetici, colpendo le economie dipendenti dalle importazioni.
Il mercato teme che l’impennata dei prezzi dell’energia in Europa possa far aumentare rapidamente i prezzi al consumo, facendo crescere l’inflazione complessiva e costringendo infine la BCE a riprendere il ciclo di rialzi dei tassi in Europa. Bookmaker come Polymarket hanno registrato oggi un aumento di interesse per i contratti che scommettono su rialzi dei tassi, ma gli strumenti basati su swap e rendimenti obbligazionari europei continuano a mostrare che è improbabile che la BCE aumenti i tassi di 25 punti base entro la fine dell’anno.
Fonte: Bloomberg Financial LP
Oggi gli investitori stanno anche osservando i dati preliminari sull’IPC dell’area euro per febbraio, che hanno sorpreso con valori superiori alle attese: 1,9% a/a rispetto all’1,7% previsto e all’1,7% precedente. L’IPC core è salito del 2,4% a/a (previsione 2,2%; precedente 2,2%), mentre l’IPC mensile è aumentato dello 0,7% (previsione 0,5%; precedente -0,6%). Questi dati robusti aumentano ulteriormente oggi i rischi inflazionistici in Europa, nel contesto dei prezzi energetici in crescita.
È interessante notare che una situazione simile prevale in Giappone e Corea, dove il JP225 scende di oltre il 4% e i prezzi locali del gas sono aumentati ancora più che in Europa, con il GNL JKM che ha raggiunto livelli superiori a 13 USD/MMBt, i più alti dall’inizio del 2025. Se la situazione non si stabilizzasse entro le prossime due settimane, l’euro e il DE40 potrebbero subire correzioni ancora più marcate, e la Banca Centrale Europea potrebbe teoricamente tornare a prendere in considerazione rialzi dei tassi, il che potrebbe essere disastroso per la ripresa economica e indebolire ulteriormente i mercati locali. D’altra parte, va ricordato che la ripresa del traffico completo nello Stretto di Hormuz potrebbe invertire rapidamente i movimenti attuali.
Il DE40 tedesco sta ora testando un livello chiave di supporto segnato dalla media mobile esponenziale a 200 giorni (curva dorata nel grafico). Vale la pena sottolineare che in passato questa zona è stata ripetutamente un punto di reazione della domanda, che si è ripresa dopo vendite più profonde. Ciò che accadrà successivamente al DE40 dipenderà in larga misura dall’elevata volatilità della situazione geopolitica e, soprattutto, dalla questione dei trasporti attraverso lo Stretto, attualmente relativamente deserto. Fonte: xStation
L'attuale situazione dei trasporti nello Stretto di Hormuz è molto limitata. Ad eccezione di alcune navi battenti bandiera iraniana, la maggior parte delle petroliere provenienti dai paesi produttori di petrolio ha fatto scalo in zone o porti appena prima dello stretto. Fonte: marinetraffic
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Notizie del mattino (03.03.2026)
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