- Domani Inflazione Usa prevista al 2,7%
- Mercati azionari ancora rialzisti
- UsdJpy, attenzione ad area 158
- Domani Inflazione Usa prevista al 2,7%
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- UsdJpy, attenzione ad area 158
Disoccupazione Usa in leggero calo, quanto basta per allontanare l'ipotesi del taglio dei tassi da parte della Fed per la prossima riunione e il tutto viene rimandato di fatto a marzo. Dati che ridsultano in chiaroscuro, con il tasso di disoccupazione in calo e i nonfarm payrolls assolutamente pessimi dal punto di vista delle revisioni in negativo, i dati del mercato del lavoro continuano a risultare controversi. Questa settimana l'attenzione si sposta sull'inflazione Usa in uscita domani
Disoccupazione Usa in calo, nessun taglio all'orizzonte
Disoccupazione Usa al 4,4%, un calo che allontana il taglio dei tassi e che di fatto non suggerisce un miglioramento del mercato del lavoro Usa. Infatti, durante la scorsa settimana, abbiamo visto anche il record dei tagli di posti di lavoro del report Challenger, per il 2025 abbiamo superato 1,2 milioni di unitá, il dato piú alto dal post-pandemia e dato nettamente superiore a quello degli anni precedenti, quando tra il 2021 e il 2022 abbiamo visto circa 360k tagli annuali, mentre per il 2023 e il 2024 i tagli erano "solo" intorno ai 750k. Questo dato suggerisce quanto detto negli scorsi mesi, ossia il mercato del lavoro non é in salute ma questo non viene confermato ancora dal tasso di disoccupazione. Male anche i dati nonfarm payrolls che risultano particolarmente deboli, siamo ben al di sotto dell 100k unitá e le revisioni confermano la tendenza negativa con nessun revisione in positivo per il 2025 sui dati definitivi. Un vero e proprio rebus quello del mercato del lavoro che sembra non riuscire a sbloccare una tendenza negativa che viene evidenziata dalla maggior parte dei dati tranne che per il tasso di disoccupazione, oggetto negli ultimi mesi di varie polemiche relative alle modalitá di rilevazione dei dati.
Disoccupazione Usa, grafico mensile - Fonte: TradingView - BLS
Inflazione Usa nel mirino
Nella giornata di domani uscirá il tasso di inflazione Usa, il dato é previsto al 2,7%, dato in linea con il dato precedente. Questo dato, secondo truflation, potrebbe essere nettamente inferiore a quanto pronosticato, ma abbiamo visto nel corso del 2025 come truflation sia stato in linea di massima poco affidabile. Sicuramente sará difficile vedere una fiammata verso l'alto dell'inflazione vista anche la tendenza del petrolio che rimane palesemente in un trend negativo di lungo periodo, inoltre l'attenzione si sposta sul mercato immobiliare e sulla componente shelter, ossia quella degli affitti. Questa componente é di fatto impattante e un calo degli affitti potrebbe essere determinante per il calo dei prezzi e di conseguenza dell'inflazione. Domani vedremo quindi il dato relativo a dicembre, un dato che e sicuramente influenzato dalla stagionalitá delle festivitá natalizie e dai prezzi di fine anno, pertanto il dato stabile al 2,7% potrebbe risultare veritiero.
Mercati azionari ancora rialzisti. Occhio allo Yen
Mercati azionari ancora rialzisti, l'ultima settimana conferma le tendenze e non si formano segnali di debolezza. Il Nikkei ha avuto un forte rialzo dovuto alla possibilitá di vedere lo sciolgimento della camera bassa, notizia che nella giornata di venerdí ha spinto il Nikkei verso l'alto con un rialzo di circa il 3%. Seguono poi indici europei e americani che di fatto non scendono, non si vedono segnali di cedimento e la situazione sembra non sbloccarsi. Tutto rimane quindi invariato sul fronte azionario, mentre é da attenzione lo Yen. Il cambio UsdJpy si avvicina di nuovo a 158, livello di guardia per la BoJ e per la politica monetaria giapponese, la situazione é molto delicata. Proprio lo Yen potrebbe rappresentare il driver del mercato valutario e un forte calo di questo cambio potrebbe essere impattante su tutti i comparti del mercato.
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