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14:10 · 5 febbraio 2026

Grafico del giorno: BITCOIN 40% al di sotto del picco recente 🚨

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Il Bitcoin sta accentuando le perdite nel bel mezzo di una vendita senza precedenti nel mercato crypto, scendendo sotto la soglia critica di 70.000 USD in un momento cruciale (attualmente in calo di circa 2,4% a 70.800 USD). Questo forte ribasso è alimentato da diversi fattori, tra cui l’esaurimento del cosiddetto “AI Trade”, un pivot “hawkish” segnalato dalla nomina di Kevin Warsh a Chair della Fed e il crollo della “rete di sicurezza istituzionale” in concomitanza con l’accelerazione dei deflussi dagli ETF.

BITCOIN è in una forte fase ribassista, perdendo circa il 42% dal picco di ottobre. Il prezzo ha infranto livelli chiave di supporto e attualmente quota intorno a 71.150 USD, oscillando vicino alla barriera psicologica di 70.000 USD. Il MACD mostra un forte trend ribassista, con l’istogramma ben al di sotto della linea zero. Una discesa sostenuta sotto i 70.000 USD potrebbe aprire la strada al test del livello di 68.000 USD (zona gialla) o addirittura del supporto di lungo periodo a 54.000 USD.
Fonte: xStation5

La fine del “AI Trade” riduce l’appetito per il rischio

Le criptovalute sono principalmente penalizzate da un declino globale dell’appetito per il rischio, innescato da una forte correzione nel settore tecnologico. Preoccupazioni relative ai CAPEX di Microsoft, previsioni deludenti di AMD e una perdita di 285 miliardi di USD di capitalizzazione su Wall Street a seguito del debutto del modello linguistico Claude AI di Anthropic fungono da catalizzatori per la crisi del trend di investimento nell’AI, durato diversi anni.

Gli investitori hanno chiaramente perso fiducia nel trend “buy everything” e hanno spostato il capitale verso vincitori più sicuri della corsa all’AI. Il panico risultante sulle valutazioni attuali ha di fatto approfondito i cali delle criptovalute, in particolare quelli registrati dal Bitcoin da ottobre 2025.

Fonte: Bloomberg Finance LP

La nomina di Warsh segnala disciplina

Oltre al sentiment generale, uno dei principali fattori fondamentali alla base del trend ribassista è la nomina di Kevin Warsh a nuovo Chair della Federal Reserve. Pur avendo espresso opinioni pro-crypto, riconoscendo il ruolo del Bitcoin in molti portafogli, il mercato si è concentrato principalmente sulla sua posizione complessiva in tema di “disciplina monetaria” e sulle critiche al bilancio ampio della Fed.

Con la liquidità in diminuzione e i tassi reali in aumento (Warsh è percepito come “hawkish”), il Bitcoin potrebbe diventare progressivamente meno attraente rispetto al dollaro USA o ai Treasury.

Va tuttavia sottolineato il significativo cambio di narrativa di Warsh riguardo ai tassi, in particolare il suo commento secondo cui l’inflazione potrebbe calare anche in un contesto di tassi bassi, se accompagnata da adeguata crescita della produttività.

La Fed ha ridotto costantemente il proprio bilancio (totale degli asset detenuti) tra il 2023 e il 2025, concludendo il Quantitative Tightening (QT) alla fine dello scorso anno. Tuttavia, Kevin Warsh potrebbe spingere per ulteriori riduzioni del bilancio, limitando potenzialmente la liquidità.
Fonte: Fed St. Louis

Le basi istituzionali si stanno sciogliendo

Il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha dichiarato che il governo federale non ha l’autorità per acquistare o salvare le criptovalute, segnalando l’assenza di una rete di “sicurezza sistemica” per gli asset digitali. Le sue osservazioni hanno raffreddato le aspettative di supporto politico, rafforzato i confini normativi e aumentato la percezione del rischio associato alle criptovalute. Gli investitori sono stati così costretti a rivalutare il ruolo dei token nel sistema finanziario e a rivedere le proprie aspettative sulla possibile istituzionalizzazione del Bitcoin.

Inoltre, il trend del “bull run degli ETF” sta svanendo, con i fondi di investimento in Bitcoin che registrano solo deflussi da tempo. Un problema chiave è il prezzo medio di acquisizione dei fondi, spesso superiore all’attuale valutazione. Questo crea un rischio reale di liquidazioni forzate, poiché i risk manager, obbligati a riferire con il metodo mark-to-market, potrebbero ordinare vendite per contenere le perdite. Un simile meccanismo potrebbe alimentare una spirale ribassista autoalimentata, minando la fiducia diffusa nel Bitcoin come fondamento stabile per le tesorerie aziendali.

Fonte: Team di ricerca di XTB

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