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17:04 · 25 febbraio 2026

L'enorme aumento del greggio infrange le aspettative. Il WTI scende dell'1%

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Gli ultimi dati della Energy Information Administration indicano un massiccio aumento delle scorte di greggio, ben al di sopra delle previsioni del mercato:

  • Scorte di petrolio greggio: +15,99 milioni di barili (Previsto: +1,2 milioni di barili)

  • Scorte di benzina: -1,01 milioni di barili (Previsto: -0,6 milioni di barili)

  • Scorte di distillati: +0,25 milioni di barili (Previsto: -1,9 milioni di barili)

  • Scorte a Cushing: +0,88 milioni di barili

  • Utilizzo delle raffinerie: calato di 2,4 punti percentuali (Previsto: +0,5 punti percentuali)

  • Produzione di greggio USA: stabile a circa 13,5 milioni di barili/giorno (-33.000 bpd)

Pur tornando ai livelli osservati lo scorso anno, le scorte restano significativamente al di sotto della media quinquennale. Tuttavia, le tendenze attuali iniziano a confermare che il mercato si trova effettivamente di fronte a un notevole eccesso di offerta.

Le scorte di greggio stanno rimbalzando bruscamente, in linea con la stagionalità.

Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB

Commento di mercato: Tensioni con l’Iran vs. lo spettro dell’eccesso di offerta globale

Il mercato del petrolio si trova attualmente sospeso tra un premio per il rischio geopolitico e dati concreti che indicano un eccesso di offerta. Si stima che il premio geopolitico rappresenti attualmente tra 3 e 10 dollari al barile.

Da un lato, la retorica di Donald Trump verso l’Iran si è intensificata. Il Presidente ha accusato Teheran di riprendere ambizioni nucleari “sinistre”, alimentando timori di un blocco dello Stretto di Hormuz — attraverso cui passa il 20% del petrolio mondiale — e di un possibile picco dei prezzi sopra i 100 dollari. I mercati attendono con ansia i colloqui di giovedì, mentre le forze USA nella regione restano in massima allerta. È importante sottolineare, tuttavia, che durante il discorso sullo Stato dell’Unione Trump ha espresso la preferenza per raggiungere un accordo con l’Iran, pur ribadendo che non permetterà al paese di perseguire armi nucleari.

Dall’altro lato, i fondamentali fisici del mercato continuano a indebolirsi. Il report EIA odierno, che mostra un aumento di quasi 16 milioni di barili, rappresenta un segnale “ribassista” che conferma l’eccesso di offerta globale. Russia e Iran stanno già tagliando aggressivamente i prezzi (offrendo alla Cina sconti di 11–12 dollari al barile) per smaltire il greggio in eccesso. Inoltre, il declino della narrativa “Net Zero” nelle comunicazioni dei leader mondiali lascia spazio a politiche orientate ad aumentare la produzione.

Nel medio termine, ciò potrebbe mantenere sotto controllo i prezzi del WTI (attualmente intorno ai 66 dollari), a patto che non scoppi un conflitto militare aperto.

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