EUR/USD sta registrando un moderato ritracciamento oggi, dopo un forte movimento al rialzo da circa 1,135 a 1,152. La giornata potrebbe rivelarsi cruciale per il cambio, poiché il mercato è in attesa della decisione della Fed e delle proiezioni aggiornate previste per le 17:00 GMT. Lo scenario base per la riunione di marzo del FOMC prevede nessuna variazione dei tassi di interesse e la prosecuzione dell’approccio prudente e attendista della Fed, in un contesto di elevata incertezza geopolitica legata al conflitto in Medio Oriente.
L’elemento chiave della riunione non sarà la decisione in sé, ma le proiezioni aggiornate sui tassi. Il cosiddetto “dot plot” potrebbe spostarsi in direzione più restrittiva (hawkish), sostenendo il dollaro USA e mettendo pressione al ribasso su EUR/USD. Alcuni membri del FOMC potrebbero ridurre le aspettative di tagli dei tassi precedentemente previste.
Di conseguenza, lo scenario mediano appare finemente bilanciato, con il Comitato potenzialmente quasi diviso a metà. Un contesto in cui metà dei membri non vede più spazio per tagli, mentre alcuni iniziano a considerare rialzi, rafforzerebbe il vantaggio relativo dei tassi USA e favorirebbe la forza del dollaro rispetto all’euro.
In uno scenario più restrittivo, se un numero maggiore di membri iniziasse a prevedere rialzi dei tassi, il mercato potrebbe reagire con ulteriori ribassi di EUR/USD. Allo stesso tempo, anche uno scenario relativamente accomodante (dovish) — con un percorso dei tassi solo leggermente più elevato — limiterebbe il potenziale di rialzo del cambio.
Il cambiamento chiave riguarda il rinvio e la riduzione dell’entità dei tagli dei tassi, suggerendo che la divergenza di politica monetaria tra Fed e BCE potrebbe continuare a sostenere il dollaro più a lungo.
L’inflazione core persistentemente elevata negli Stati Uniti continua infatti a giustificare il mantenimento di una politica restrittiva, limitando lo spazio per un indebolimento duraturo del dollaro.
Sebbene dati più deboli sul mercato del lavoro possano temporaneamente sostenere aspettative più accomodanti e offrire un certo supporto a EUR/USD, il loro impatto resterà probabilmente limitato senza un chiaro miglioramento del trend inflazionistico.
I mercati saranno particolarmente sensibili a eventuali segnali che la Fed inizi a discutere apertamente la possibilità di rialzi come prossima mossa. Anche un lieve aumento del numero di membri che indicano tale scenario potrebbe rafforzare il dollaro.
Negli ultimi giorni, le aspettative di mercato si sono già spostate verso uno scenario meno accomodante, con previsioni che indicano ora un solo taglio dei tassi quest’anno e uno il prossimo, probabilmente nella seconda metà dell’anno. Questo fornisce già un certo supporto al dollaro, ma ulteriori revisioni potrebbero amplificare il movimento.
Lo scenario base resta quello di una Fed divisa: alcuni membri non prevedono tagli, i più moderati propendono per una pausa prolungata, mentre le “colombe” limitano le aspettative a un solo taglio verso fine anno. I membri più restrittivi continuano invece a prevedere un rialzo, mantenendo rischi al ribasso per EUR/USD.
Di conseguenza, anche senza una modifica dei tassi, la riunione di marzo potrebbe influenzare significativamente EUR/USD attraverso cambiamenti nelle aspettative di politica monetaria. Se i mercati acquisissero fiducia in un percorso più restrittivo, sono probabili ulteriori ribassi del cambio. Al contrario, se emergessero segnali accomodanti — soprattutto da parte di Jerome Powell — non si può escludere un ritorno sopra quota 1,16.
EUR/USD (timeframe D1)

Fonte: xStation5
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