10:41 · 18 giugno 2026

Grafico del giorno: GBPUSD in vista della decisione della BoE (18.06.2026)

Punti chiave
Punti chiave
  • La sterlina britannica è sotto pressione in vista dell'importante decisione della Banca d'Inghilterra.
  • Il calo dell'inflazione al 2,8% pone i responsabili della politica monetaria di fronte a un difficile dilemma.
  • I segnali contrastanti provenienti dal mercato del lavoro del Regno Unito complicano ulteriormente le prospettive della politica monetaria.

La sessione odierna sulla coppia GBP/USD è caratterizzata da una notevole incertezza in vista della decisione della Banca d'Inghilterra (BoE). Ieri, il cambio è sceso dall'area di 1,34 a quella di 1,33, toccando i livelli più bassi dall'inizio di aprile, a causa delle previsioni restrittive (hawkish) della Federal Reserve. Vale la pena notare che fino a poco tempo fa la Banca d'Inghilterra era considerata orientata con certezza verso ulteriori rialzi dei tassi d'interesse; tuttavia, grazie a un netto calo dell'inflazione e all'assenza di pressioni derivanti dai prezzi del petrolio, il quadro sta iniziando a cambiare. Il mercato monitora attentamente ogni dato pubblicato, cercando di valutare se i banchieri centrali britannici sceglieranno di mantenere l'attuale linea di politica monetaria oppure di segnalare un approccio più prudente.

L'inflazione cala inaspettatamente, mercato del lavoro solido

L'ultimo dato sull'inflazione, attestatosi al 2,8%, ha portato un certo sollievo, ma presenta una situazione ambigua per la sterlina. Da un lato, una minore pressione sui prezzi offre teoricamente alla Banca d'Inghilterra maggior margine di manovra e riduce la necessità di ulteriori rialzi dei tassi, una pressione che era rimasta elevata negli ultimi mesi a causa dei prezzi energetici sostenuti.

 

La situazione è ulteriormente complicata dagli ultimi dati sul mercato del lavoro. Si registra un calo del tasso di disoccupazione al 4,9%, insieme a un aumento dell'occupazione superiore alle aspettative, ma accompagnato da una crescente pressione salariale. La crescita dei salari, inclusi i bonus, si è mantenuta al 4,4% su base annua, nonostante le attese di un rallentamento, mantenendo vive le pressioni inflazionistiche dal lato della domanda, un ambito sul quale la banca centrale ha maggiore capacità di intervento rispetto a fattori più volatili come i prezzi dell'energia.

Di fronte a questi segnali contrastanti, la coppia GBP/USD rimane soggetta a una forte volatilità. Gli investitori cercheranno indicazioni nel comunicato della Banca d'Inghilterra successivo alla decisione e nelle più recenti proiezioni economiche: saranno infatti l'orientamento futuro della banca centrale e la sua valutazione dell'economia a determinare se la sterlina riuscirà a difendere i livelli attuali oppure se dovrà affrontare una correzione più profonda.

Analisi tecnica

Il cambio GBP/USD ha subito una brusca correzione durante la sessione di ieri, scendendo al di sotto del livello di ritracciamento del 61,8% dell'ultimo impulso rialzista. Vale la pena notare che le posizioni speculative nette sono scese a livelli estremamente bassi, un'area che negli ultimi mesi ha spesso rappresentato un supporto per la sterlina.

Se il mercato dovesse assimilare il tono restrittivo (hawkish) della Federal Reserve e concentrarsi invece sul calo delle aspettative d'inflazione, il dollaro potrebbe subire pressioni al ribasso. D'altro canto, sarà fondamentale anche l'orientamento della Banca d'Inghilterra. Se dovesse verificarsi una svolta anche da parte sua, questa volta verso una posizione più accomodante (dovish), si aprirebbe spazio per una correzione del cambio fino ai minimi registrati a marzo.

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