18:50 · 21 maggio 2026

🛢️Grafico del giorno: il petrolio reagisce di nuovo alle parole di Trump. Un calo reale o solo una correzione?

Il mercato petrolifero ha dimostrato ancora una volta quanto possano essere potenti—ma spesso di breve durata—i catalizzatori rappresentati dalle parole di Donald Trump. Le dichiarazioni di ieri, secondo cui gli Stati Uniti sarebbero nelle “fasi finali dei negoziati” con l’Iran e starebbero trattando con funzionari di Teheran “molto più ragionevoli”, hanno immediatamente ribaltato il sentiment di mercato. Questo ha portato un sollievo evidente tra gli investitori e ha innescato un forte calo dei prezzi del greggio. Tuttavia, la domanda chiave resta: si tratta di un reale progresso o, come ogni volta in passato, soltanto di un’illusione di speranza?

La dura realtà si nasconde dietro la retorica politica ottimistica. Oggi segna il giorno 83 della guerra e lo Stretto di Hormuz, vitale per il commercio globale, è bloccato da 12 settimane. Sebbene l’Iran stia inviando segnali su una lenta ripresa del traffico, i dati indipendenti mostrano che la navigazione è quasi completamente paralizzata. Passano solo poche navi più piccole o imbarcazioni rimaste bloccate nella regione per settimane; Goldman Sachs sottolinea che il traffico navale è pari solo al 5% delle condizioni normali. Inoltre, l’amministrazione statunitense (incluso il vicepresidente Vance) sta ridimensionando le aspettative, avvertendo che l’esercito è pronto a riprendere gli attacchi, a cui l’Iran ha risposto con minacce di un’escalation del conflitto “oltre la regione”.

In questo contesto, il calo temporaneo del petrolio guidato dalle dichiarazioni di Trump si scontra con le previsioni a lungo termine delle istituzioni finanziarie e delle agenzie energetiche per il 2026.

Analisi tecnica del greggio WTI
Il greggio WTI ha subito ieri un forte calo, scendendo di oltre il 5%, da circa 104,5 dollari al barile a livelli inferiori a 99 dollari. Oggi il mercato attende ulteriori segnali dal Medio Oriente.

 

Da un punto di vista tecnico, è importante notare che il mercato si sta muovendo all’interno di una figura a triangolo e sta attualmente testando il limite inferiore rappresentato da una trendline ascendente e dalla media mobile a 25 periodi (25 SMA), che sta frenando cali più marcati del petrolio. Solo una rottura al di sotto della fascia 90–93 dollari al barile potrebbe segnalare un ingresso reale in una correzione più profonda. Detto questo, anche nell’ipotesi di una riapertura dello Stretto di Hormuz, il mercato fisico del petrolio resterebbe estremamente tirato e i prezzi probabilmente rimarrebbero sopra gli 80 dollari al barile per garantire la stabilizzazione del sistema.

Aspettative delle grandi banche di Wall Street: Goldman Sachs e JPMorgan

Le principali banche d’investimento guardano a questi sviluppi politici con un elevato grado di scetticismo, mantenendo previsioni sui prezzi su livelli elevati a causa di una crisi strutturale dell’offerta.

Goldman Sachs: a fine aprile, la banca ha rivisto le sue previsioni per il quarto trimestre del 2026, alzando il prezzo atteso del Brent a 90 dollari al barile e quello del WTI a 83 dollari (rispettivamente da 83 e 78 dollari). Gli analisti hanno posticipato le aspettative di normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz alla fine di giugno. Goldman sottolinea che la perdita di circa 14,5 milioni di barili al giorno (bpd) di capacità produttiva in Medio Oriente sta generando un drenaggio record delle scorte globali.

JPMorgan Chase: nel report di maggio, la banca prevede che il Brent si attesterà in media a 96 dollari al barile nel 2026 (con 103 nel Q2, 104 nel Q3 e un calo a 98 nel Q4), mentre il WTI dovrebbe attestarsi in media a 89 dollari. Gli esperti osservano che, sebbene il mercato sia entrato nel 2026 con scorte elevate, il blocco in corso ha completamente alterato gli equilibri. Avvertono inoltre che, se il conflitto dovesse prolungarsi, il principale canale di impatto sull’economia sarà rappresentato da prodotti raffinati estremamente costosi, con conseguente distruzione della domanda.

Posizione delle agenzie ufficiali: report IEA ed EIA (maggio 2026)
Sia l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) sia l’Energy Information Administration (EIA) del governo USA confermano nei loro ultimi report che il mercato sta affrontando uno shock di offerta storico.

International Energy Agency (IEA): nel report di maggio stima che la domanda globale di petrolio nel 2026 si contrarrà di 420.000 barili al giorno (bpd) su base annua (a 104 milioni bpd). Si tratta di un livello inferiore di 1,3 milioni bpd rispetto alle previsioni precedenti all’escalation. Le cause sono prezzi elevati, deterioramento del contesto macroeconomico e programmi di risparmio energetico. Nel frattempo, l’offerta globale è diminuita di ulteriori 1,8 milioni bpd ad aprile, portando le perdite totali da febbraio a 12,8 milioni bpd. L’agenzia prevede che il mercato rimarrà in forte deficit fino all’ultimo trimestre del 2026, quando (secondo le ipotesi) il traffico nello Stretto di Hormuz inizierà gradualmente a normalizzarsi.

U.S. Energy Information Administration (EIA): nell’ultimo Short-Term Energy Outlook (STEO) ha ampliato drasticamente il deficit globale previsto per il 2026. Ora stima un deficit di 2,56 milioni bpd per l’intero anno (contro lo 0,30 milioni del mese precedente). L’agenzia prevede un forte calo delle scorte globali nel secondo trimestre (fino a 8,5 milioni bpd), con Brent attorno ai 106 dollari al barile tra maggio e giugno. Assumendo una progressiva riapertura dello stretto da giugno, il Brent potrebbe poi scendere a una media di 89 dollari nel Q4 2026 e 79 nel 2027.

Sintesi
Sebbene le parole di Donald Trump sulle “trattative finali” abbiano un effetto calmante sugli operatori, i dati fondamentali di Goldman Sachs, JPMorgan, IEA ed EIA attenuano questo ottimismo. Il mercato petrolifero nel 2026 è sottoposto a una pressione senza precedenti. Finché lo Stretto di Hormuz non sarà fisicamente, stabilmente e completamente riaperto al traffico di massa, ogni correzione dei prezzi guidata dalle notizie deve essere considerata principalmente come un movimento tecnico di breve durata.

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