- Donald Trump ha avvertito che potrebbero esserci nuovi attacchi contro l'Iran, ma oggi i prezzi del petrolio sono in lieve calo, attestandosi a 92,5 dollari al barile.
- Gli investitori stanno monitorando attentamente l'evoluzione del conflitto anche in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per questo autunno.
- Donald Trump ha avvertito che potrebbero esserci nuovi attacchi contro l'Iran, ma oggi i prezzi del petrolio sono in lieve calo, attestandosi a 92,5 dollari al barile.
- Gli investitori stanno monitorando attentamente l'evoluzione del conflitto anche in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per questo autunno.
I futures sul petrolio Brent (OIL) sono in lieve calo oggi, ma continuano a essere scambiati intorno ai 92,5 dollari al barile, dopo aver registrato un rialzo di circa il 35% dall'inizio del mese. Ieri Donald Trump ha dichiarato di stare valutando un'azione militare contro l'Iran più ampia di qualsiasi altra intrapresa in precedenza e di essere vicino a prendere una decisione definitiva. Sebbene ciò non significhi necessariamente che un intervento militare sia imminente, la dichiarazione evidenzia l'eccezionale livello di tensione tra i due Paesi, con nessuna delle due parti che al momento sembra considerare una de-escalation come lo scenario più probabile.
- D'altra parte, la Casa Bianca guarda con crescente attenzione alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per questo autunno. Le considerazioni politiche potrebbero ridurre la disponibilità dell'amministrazione a sostenere un conflitto prolungato nella parte finale dell'anno, restringendo di fatto la finestra temporale per un'eventuale escalation alle prossime settimane, prima che la campagna elettorale entri nel vivo.
- Se un'escalation su larga scala non dovesse concretizzarsi, gli investitori potrebbero iniziare a scontare con maggiore convinzione un ritorno ai negoziati diplomatici come scenario più probabile. In questo contesto, mantenere il prezzo del petrolio stabilmente sopra i 100 dollari al barile potrebbe rivelarsi difficile nei prossimi mesi, nonostante l'attuale equilibrio ancora ristretto tra domanda e offerta sul mercato fisico.
- Nel frattempo, i continui attacchi degli Houthi alle navi commerciali nel Mar Rosso e la possibilità di un intervento militare statunitense più ampio contro l'Iran continuano ad alimentare i rischi per l'offerta. Gli investitori temono inoltre che le scorte globali di petrolio, attualmente relativamente basse, possano amplificare gli effetti di eventuali shock sull'offerta qualora le rotte di trasporto o la produzione subissero ulteriori interruzioni.
- L'aumento dei prezzi del petrolio torna inoltre ad accrescere il rischio di un'inflazione persistente, sostenendo i rendimenti dei titoli di Stato e aumentando la probabilità che le banche centrali mantengano i tassi d'interesse elevati più a lungo. Allo stesso tempo, il rincaro dell'energia pesa sulle prospettive dell'economia globale, aumentando i costi di trasporto, produzione ed elettricità e riducendo il potere d'acquisto reale delle famiglie.
Analisi tecnica del petrolio (OIL, D1)
Sul grafico giornaliero, il Brent si muove tra i livelli di ritracciamento di Fibonacci del 38,2% e del 61,8% dell'ultimo movimento ribassista. Le principali resistenze si trovano attualmente in area 98 dollari al barile (ritracciamento del 61,8%) e 102,5 dollari al barile (ritracciamento del 78,6%). Al ribasso, i livelli di supporto più importanti sono situati in prossimità di 87 dollari e 81 dollari al barile, corrispondenti rispettivamente ai ritracciamenti di Fibonacci del 38,2% e del 23,6%.

Fonte: xStation5
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