La vendita sull’oro si intensifica ulteriormente (GOLD: -1,5%), portando i futures sul metallo prezioso fino alla loro media mobile esponenziale a 200 giorni per la prima volta da marzo. Questo importante test tecnico è alimentato da una potente combinazione di rafforzamento del dollaro USA — visto come bene rifugio — e dalla crescente pressione derivante da una politica monetaria statunitense compatta e restrittiva (“hawkish”).

L’oro (GOLD) si è attualmente stabilizzato sulla sua media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni, mentre l’RSI oscilla solo pochi punti sopra la soglia di ipervenduto (>30). Da notare che questa recente ondata di volatilità geopolitica è stata accompagnata da volumi di scambio inferiori rispetto a quelli registrati nei trimestri precedenti. Fonte: xStation5
Cosa sta guidando il GOLD oggi:
- Escalation militare USA-Iran: gli Stati Uniti hanno abbattuto quattro droni iraniani e distrutto una stazione di controllo terrestre vicino allo Stretto di Hormuz, provocando una rappresaglia iraniana contro una base aerea americana in Kuwait. Mentre i colloqui di pace restano bloccati, il presidente Trump ha respinto una proposta Iran-Oman per il ripristino e la gestione congiunta del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, minacciando di “portare a termine il lavoro” se Teheran non si conformerà.
- Tregua in Libano vicina al collasso: nel frattempo, Israele ha intensificato drasticamente la propria campagna contro Hezbollah nel Libano meridionale, colpendo 550 obiettivi questa settimana e dichiarando una nuova zona di combattimento. L’intensità degli scontri sta spingendo la fragile tregua di aprile verso il collasso e ha costretto oltre 1,2 milioni di persone a lasciare le proprie case.
- Il dollaro si rafforza sullo stallo geopolitico: il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, alimentato dallo scambio di ostilità nella regione, ha bruscamente interrotto il recente ottimismo legato a un possibile accordo di pace. Questo peggioramento dello stallo geopolitico ha riattivato una forte domanda di beni rifugio, spingendo aggressivamente il dollaro USA verso livelli chiave visti l’ultima volta durante il picco del conflitto a metà marzo.
- La Fed “hawkish” riduce l’attrattiva dell’oro: la retorica aggressiva dei responsabili della Federal Reserve ha indebolito significativamente l’appeal dei metalli preziosi privi di rendimento. La governatrice della Fed Lisa Cook ha dichiarato di essere pronta a riprendere gli aumenti dei tassi se l’inflazione persistente lo richiedesse, mentre Neel Kashkari ha osservato che la solidità del mercato del lavoro offre ampio margine per un ulteriore irrigidimento della politica monetaria. Questo fronte compatto ha indirizzato capitali verso un dollaro statunitense in rafforzamento, aumentando drasticamente il costo opportunità di detenere oro rispetto ad asset che generano rendimento.
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