L’indice Nasdaq 100 (US100) opera in un contesto ricco di segnali contrastanti, in cui risultati eccellenti di singole aziende si scontrano con crescenti rischi geopolitici e cambiamenti strutturali nel settore tecnologico.
Lo stallo tra Stati Uniti e Iran, ormai alla nona settimana, sta spingendo i prezzi del petrolio al rialzo di oltre il 10% a settimana, traducendosi in pressioni inflazionistiche crescenti e complicando il percorso di politica monetaria della Fed. Allo stesso tempo, il settore tecnologico sta vivendo una spaccatura interna: Intel è salita del 20% grazie a risultati trimestrali eccellenti, sostenendo i futures del Nasdaq, mentre le società software sono state pesantemente vendute dopo i report di IBM (-9,5%) e ServiceNow (-17,5%), con gli investitori che temono che l’intelligenza artificiale possa cannibalizzare i modelli di business software tradizionali.
Meta ha annunciato il licenziamento di 8.000 dipendenti nell’ambito di una riallocazione delle risorse verso l’AI; Microsoft ha offerto per la prima volta nella sua storia pacchetti di uscita volontaria; e OpenAI ha presentato GPT-5.5. Tutto ciò rafforza la percezione che l’industria tecnologica stia attraversando una trasformazione profonda.
Il mercato azionario resta in una fase di “narrow leadership”, con i rialzi guidati quasi esclusivamente dai semiconduttori: l’ETF iShares Semiconductor ha registrato la 17ª sessione consecutiva di guadagni, mentre l’ETF del software è già in calo del 16% da inizio anno.
Sul grafico giornaliero del US100 si osserva un chiaro trend rialzista in atto dal minimo di circa 24.959 punti a cavallo dell’inizio dell’anno, che ha portato l’indice agli attuali livelli intorno a 27.095 punti. Il prezzo si muove all’interno di un canale ascendente ordinato, segnando sistematicamente massimi e minimi crescenti, confermando la forza dei compratori.
Tuttavia, è importante notare l’indicatore RSI(14), che ha raggiunto il valore di 73,29, entrando così in area di ipercomprato sopra la soglia di 70, condizione che storicamente segnala un aumento del rischio di correzione o almeno di consolidamento. Le ultime candele mostrano inoltre una certa esitazione in prossimità dei massimi recenti, e la seduta di giovedì — in cui l’indice ha segnato un nuovo massimo intraday per poi chiudere in ribasso — potrebbe essere un primo segnale di indebolimento dello slancio rialzista.

Fonte: xStation
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