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18:38 · 17 aprile 2026

Il dollaro crolla dopo l'apertura dello Stretto di Hormuz 💲📉 L'inizio di una brusca correzione❓

L’indice del dollaro USA (USDIDX) scende dello 0,5%, riprendendo il trend ribassista dopo l’annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz.

Nonostante una volatilità contenuta all’inizio della sessione, il mercato FX è diventato turbolento verso la fine della settimana in risposta a un report pubblicato da Axios riguardante un piano di pace negoziato in tre pagine tra Iran e Stati Uniti. L’annuncio del ministro degli Esteri iraniano sulla piena riapertura dello Stretto di Hormuz ha consolidato il movimento, accentuando il calo del dollaro e innescando un clima di euforia sui mercati azionari.

Il crollo dei contratti sul petrolio ha trascinato al ribasso anche il dollaro, mentre il biglietto verde ha ceduto i guadagni accumulati a causa dell’incertezza geopolitica. L’USDIDX è scambiato ai minimi da oltre un mese e mezzo, e il momentum ribassista è confermato dall’incrocio della EMA10 al di sotto della EMA30 e della EMA100. L’RSI non è ancora sceso sotto la soglia di ipercomprato, sebbene il prezzo si sia arrestato a livello di ritracciamento Fibonacci del 61,8% dell’ultima onda rialzista. Fonte: xStation5

EURUSD ai massimi di 2 mesi

Con lo scoppio della guerra in Iran, sono tornate le discussioni sulla possibile parità euro-dollaro in caso di un prolungato rallentamento della ripresa economica europea. Tuttavia, il mercato ha rapidamente prezzato un ritorno alla normalità, e l’EURUSD è tornato in fase rialzista poco dopo la rottura di un minimo locale in area 1.1400. Attualmente, la coppia si trova sopra 1.18, su livelli visti prima del conflitto in Medio Oriente, quando la narrativa dominante era il previsto ritorno ai tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.

Insieme ai guadagni dell’EURUSD (giallo), stiamo osservando un forte rimbalzo dell’indicatore Risk Reversal nel mercato delle opzioni (bianco). In altre parole, gli investitori hanno improvvisamente smesso di coprirsi contro un calo dell’EURUSD (in questo caso su un orizzonte di 1 mese). Fonte: Bloomberg Finance LP

Le banche centrali tornano al centro della scena

Con la graduale de-escalation del conflitto in Medio Oriente, la politica monetaria tornerà ad essere il principale driver della volatilità nel mercato FX. Nelle ultime due settimane abbiamo osservato un chiaro calo dei rendimenti obbligazionari su entrambe le sponde dell’Atlantico, segnale che gli investitori stanno già scontando una riduzione del rischio di un aumento prolungato dei prezzi energetici e quindi un ritorno globale ai rialzi dei tassi.

Il mercato degli swap ha già abbandonato l’ipotesi di rialzi dei tassi USA, mentre per la BCE resta prezzata con una probabilità del 98% una mossa “hawkish” da +25 punti base a luglio. Il posizionamento degli investitori è stato inoltre rafforzato dalle dichiarazioni odierne del membro della BCE Madis Müller, secondo cui “non si può escludere un intervento ad aprile”. Tuttavia, queste parole sono state pronunciate prima dell’apertura dello Stretto di Hormuz, evento che dovrebbe comunque spiegare la pressione sullo spread obbligazionario tra Germania e Stati Uniti.

Il tasso EURUSD si è di fatto allineato allo spread tra i rendimenti a 2 anni di Germania e Stati Uniti, che è cresciuto in modo costante nonostante il caos geopolitico.

Sebbene la possibile fine della guerra e l’apertura dello Stretto di Hormuz riducano il rischio di rialzi dei tassi su entrambe le sponde dell’Atlantico, la BCE dovrebbe mantenere un orientamento relativamente più hawkish rispetto alla Fed, per la quale lo scenario prebellico prevedeva ulteriori tagli dei tassi e, di conseguenza, una pressione ribassista sul dollaro. Fonte: Team di Ricerca di XTB

Aleksander Jablonski
Quant Analyst, XTB

17 aprile 2026, 17:55

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