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06:49 · 1 aprile 2026

Inflazione Europa al 2,5%

Punti chiave
Punti chiave
  • Sale l'inflazione in Europa al 2,5%. 
  • Sale l'inflazione in Italia al 1,7%
  • In calo i rendimenti dei titoli di Stato 
  • Chiusure di Marzo assolutamente Negative, probabile ribasso di lungo termine 

Mercati in ripresa con i titoli di Stato che vedono dei forti cali dei rendimenti e un mercato azionario in recupero forte dopo i ribassi delle scorse settimane. Questa situazione tecnica é un classico dei recuperi che troviamo all'interno di un mercato ribassista di lungo termine. 

Ribasso di lungo molto probabile 

Le chiusure dei mercati azionari del mese di marzo sono chiaramente negative, con le rotture dei minimi dei mesi scorsi e la ripresa di livelli che non vedevamo dalla fine del 2025. In pratica gli indici azionari stanno cedendo a livello tecnico, un cedimento di lungo termine che potrebbe durare diversi mesi. In un mercato ribassista del genere che potrebbe vedere ribassi durare tra i 12 e i 18 mesi, potremmo avere l'alternanza di settimane positive e settimane negative con una volatilitá relativamente alta. Non diamo quindi per scontato che settimane fortemente positive siano l'inizio di una grande ripresa dei mercati, cosí come settimane fortemente negative siano l'inizio della fine, il risultato lo si vedrá nel lungo termine. 

Inflazione Europa al 2,5%, Italia a 1,7%

Escono le singole inflazioni in Europa e il dato preliminare per il mese di marzo é il 2,5%. Dato di poco sotto le aspettative ma comunque al rialzo rispetto al precedente 1,9%, ovviamente dovuto all'aumento del prezzo del petrolio. Un rialzo alquanto prevedibile e che potrebbe proseguire anche per il dato del mese prossimo. L'incognita principale non é se l'inflazione salirá, ma di quanto salirá e in quanto tempo. Stando alla storia, con i dazi del 2025 che dovrebbero fare scuola circa i movimenti dell'inflazione, potremmo attenderci un'inflazione che non salirá piú di tanto. Con i dazi abbiamo avuto ugualmente uno shock esogeno sui prezzi, ma l'inflazione é salita poco rispetto a quanto ci si aspettava. Il motivo risiede principalmente nella componente della domanda, ossia i consumi. Se il consumatore é sensibile ai prezzi, cala i consumi e aumenta i risparmi avendo cosí un effetto negativo sull'inflazione e in questo caso compensando l'aumento del prezzo del petrolio. 

Ripresa Titoli di Stato 

Calano i rendimenti dei titoli di Stato, buon segnale per le prossime settimane. La situazione stava diventando preoccupante soprattutto per via della staticitá dei fondamentali, ossia i tassi di interesse sono fermi e non ci sono ancora prospettive reali di rialzo dei tassi di interesse. Inoltre abbiamo assistito anche al ribasso simultaneo tra azionario e obbligazionario, un fenomeno che si scontra con i principi del flight to quality. Molto probabile il ritorno dei rendimenti delle obbligazioni al ribasso per il lungo termine, anche in presenza di un'inflazione che potrebbe salire ma non troppo, un rialzo sufficiente a tenere le banche centrali immobili. Lo spread tra il 2 e il 10 anni Usa torna a 50 punti base, probabile ritorno verso i 70 e oltre nel corso delle prossime settimane. 

 

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