- Inflazione Europa al 2,6%
- Nasdaq +15% in 3 settimane
- Nikkei comanda ancora la dinamica del rischio sui mercati, rimane sotto i massimi storici
- Inflazione Europa al 2,6%
- Nasdaq +15% in 3 settimane
- Nikkei comanda ancora la dinamica del rischio sui mercati, rimane sotto i massimi storici
Mercati ancora sui massimi, alcuni indici sono ancora al di sotto dei massimi storici mentre altri salgono in modo aggressivo alla ricerca di nuovi massimi. Esce nel frattempo l'inflazione europea che di fatto é in linea con le stime al 2,6% ma ad incidere é solamente il prezzo dell'energia.
Inflazione Europa in forte salita
L'inflazione in Europa si attesta al 2,6%, dato superiore rispetto alla stima iniziale del 2,5%. Il dato, se osserviamo l'andamento dell'inflazione generale, é dovuto solo ed esclusivamente dal rialzo del prezzo del petrolio e dell'energia, il resto delle componenti é addirittura in calo rispetto a febbraio. In pratica i prezzi dell'energia salgono mentre tutti gli altri prezzi vedono una crescita a ritmo rallentato rispetto la media, pertanto questa condizione va a confermare il fatto che l'effetto del rialzo del prezzo del petrolio é limitato ai prezzi dell'energia e ha un effetto negativo sulla domanda da parte dei consumatori. In pratica, il dato di ieri ci suggerisce che i prossimi dati potrebbero non essere cosí preoccupanti al punto tale da far intervenire una banca centrale sui tassi.
Settimana Tecnica. Mercati ancora volatili
Spicca il rialzo settimanale del Nasdaq che si porta sui massimi storici, un rialzo di oltre il 15% in 3 settimane. Questo rialzo é molto ampio in termini di volatilitá, un classico movimento da mercato ribassista, eppure ci troviamo ancora sui massimi. L'ampiezza del movimento suggerisce che la situazione attuale dei mercati é la stessa di qualche settimana, quando é scoppiato il conflitto in Iran, pertanto lo scenario rimane di fatto "risk-off". L'ampia volatilitá, il fatto che alcuni mercati come Nikkei, Dax, Dow Jones, si trovino ancora nettamente al di sotto dei massimi storici, un Buffett Indicator a 223%, un Nikkei che registra un rialzo di oltre il 90% in meno di 12 mesi, sono tutti fattori che pongono dei dubbi enormi sulla bontá di queste riprese e identificano queste come dei movimenti tecnici di rimbalzo. Ricordiamo inoltre che l'ultima volta che abbiamo visto Nasdaq registrare un rialzo cosí forte in 3 settimane era il 2022, anno ribassista per i mercati.
Nikkei comanda la dinamica dei mercati
Il Nikkei comanda ancora la dinamica base dei mercati, registra infatti un rialzo di oltre il 95% in circa 12 mesi, un rendimento assolutamente assurdo rispetto alle normali medie di rendimento annuo. Questo fattore fa si che il Nikkei sia il riferimento per la forza direzionale al rialzo del mercato. Proprio nel mese di marzo abbiamo visto il concretizzarsi di una dinamica ribassista su base mensile, segno del fatto che il Nikkei si sta indebolendo e conseguentemente abbiamo visto anche un forte aumento della volatilitá e delle oscillazioni di mercato. Un eventuale ribasso di Nikkei nel corso delle prossime settimane, potrebbe far ripartire la dinamica ribassista sui mercati globali, anche in presenza di trimestrali importanti come quelle tech Usa previste per la fine del mese.
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