Il conglomerato francese del lusso Kering (KER.FR) ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2026, che hanno deluso investitori e analisti. Il fatturato del gruppo ha raggiunto 3,57 miliardi di euro, segnando un calo del 6,2% su base annua a dati riportati, con crescita nulla su base comparabile. Le azioni Kering sono crollate di oltre il 10% alla Borsa di Parigi, inserendosi in un’ondata di vendite che ha colpito l’intero settore del lusso europeo.

Gucci — il marchio di punta del gruppo — continua a rappresentare il principale fattore negativo sui risultati, con un fatturato in calo del 14,3% a 1,35 miliardi di euro e dell’8% su base organica, rispetto a una previsione di consenso degli analisti che indicava un calo del 4,3%.
Berenberg ha sottolineato esplicitamente che i clienti cinesi di Gucci registrano ancora un calo di oltre una dozzina di punti percentuali rispetto agli anni precedenti, e che la ripresa del marchio in questo mercato chiave del lusso resta molto lenta.
L’unico dato positivo a livello geografico è stato il Nord America, che ha registrato una crescita a una cifra alta.
Fonte: Kering Investor Relations

I gioielli e l’occhialeria sono stati i segmenti più brillanti dell’intero report. Kering Jewelry ha raggiunto un fatturato trimestrale record di 269 milioni di euro (+22% su base comparabile), mentre Kering Eyewear ha registrato il miglior risultato di sempre — 489 milioni di euro (+7% su base comparabile). Marchi come Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga e Brioni hanno inoltre registrato una crescita, trainata in particolare dalla domanda in Nord America.
Un altro fattore che ha pesato sui risultati è stato il conflitto in Medio Oriente, che dalla fine di febbraio ha fortemente compromesso il turismo e la spesa dei consumatori nella regione. Le vendite retail di Kering in Medio Oriente sono diminuite dell’11% nel trimestre, e la CFO Armelle Poulou ha stimato l’impatto negativo del conflitto in circa 1 punto percentuale sulla crescita comparabile dell’intero trimestre. L’azienda ha sottolineato che il Medio Oriente rappresenta circa il 5% dei suoi ricavi retail e che sta monitorando attentamente gli sviluppi futuri.
Il nuovo CEO Luca de Meo ha annunciato che “il rilancio di Gucci è in corso” e presenterà un piano strategico completo durante il Capital Markets Day a Firenze questo giovedì. Gli analisti di Citi hanno definito i risultati del primo trimestre “secondari” rispetto al roadshow “ReconKering” atteso, mentre Barclays ha osservato che il riposizionamento strategico del marchio sta iniziando a mostrare i primi risultati in Nord America.
Il mercato è ora in attesa di segnali concreti che il tanto atteso rilancio di Gucci — e dell’intero gruppo — sia una questione di mesi, e non di anni.

Le azioni Kering restano in un chiaro trend ribassista sul grafico giornaliero: il prezzo di 251,60 è significativamente al di sotto della EMA(100) = 270,30 e della EMA(200) = 266,25, confermando che la pressione di vendita è dominante.
L’ultima sessione ha registrato un range tra 250,60 e 265,15, con un’apertura a 263,80 e una chiusura vicino ai minimi, segnalando una pressione ribassista persistente.
Il supporto più vicino si colloca nell’area 250–252 (minimo locale a 250,60); una rottura al ribasso di questo livello aprirebbe la strada verso i successivi livelli psicologici di 240/220 visibili sul grafico.
Sul lato delle resistenze, il livello chiave è la convergenza tra EMA(200) ed EMA(100) nell’area 266–270; una rottura al rialzo e un consolidamento sopra questa zona indicherebbero un miglioramento del sentiment e il potenziale per un rimbalzo verso 300.
Finché queste medie mobili non verranno recuperate, lo scenario di base resta ribassista e eventuali rimbalzi possono essere considerati movimenti correttivi.
Fonte: xStation
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