Dopo il forte calo di ieri sera, l’argento ha rapidamente cancellato le perdite e sta recuperando slancio, tentando nuovamente di segnare un nuovo massimo storico. La raffineria svizzera MKS PAMP ha osservato che la domanda da parte degli investitori retail è massiccia e supera di gran lunga l’offerta disponibile. Tempi di consegna sempre più stretti e una forte domanda di argento fisico fanno sì che un numero crescente di once venga spedito per via aerea anziché via mare. La pressione agli acquisti è fortemente sostenuta dagli investitori di Cina e India, mentre il persistente premio a doppia cifra dei prezzi dell’argento a Shanghai rispetto al COMEX suggerisce che i prezzi dei mercati “occidentali” potrebbero avere ancora margine di rialzo.
Dalla mattinata odierna, il dollaro statunitense si è indebolito in modo evidente, con il contratto DXY (USDIDX) sceso da circa 97 a 96,5. Gli investitori stanno prezzando uno scenario di Fed persistentemente accomodante, a seguito delle speculazioni secondo cui Nick Rieder di BlackRock potrebbe assumere un ruolo di primo piano all’interno della Federal Reserve. Allo stesso tempo, i mercati vedono un rischio crescente per la domanda di Treasury USA, legato alla politica estera più “isolazionista” della nuova amministrazione della Casa Bianca. In combinazione con i rapporti tesi con gli alleati (Europa e Canada, che ora segnala apertamente un rafforzamento dei legami con la Cina) e con un blocco BRICS complessivamente meno favorevole al dollaro, ciò sta spingendo un aumento delle allocazioni verso i metalli preziosi, in particolare l’oro (in rialzo verso quasi 5.090$ l’oncia). L’argento beneficia indirettamente di questo movimento.

Fonte: xStation5
Sul breve timeframe a 5 minuti, gli indicatori MACD e RSI, ora “raffreddati”, supportano un rimbalzo. Il prezzo sta tornando verso l’area dei 113$ l’oncia, dove nelle ultime ore si erano osservati tre impulsi brevi ma ribassisti.

Fonte: xStation5
Report CFTC Commitment of Traders (20 gennaio)
Analizzando il posizionamento sul COMEX, si osserva che i Commercials (produttori, trasformatori e utilizzatori finali) sono fortemente posizionati al ribasso: circa 24,7 mila contratti short contro circa 5 mila long. In pratica, stanno coprendo il rischio di ribasso o fissando vendite future.
Il managed money (fondi, CTA, speculatori istituzionali) è posizionato in senso opposto: circa 20,6 mila contratti long e 10,7 mila short, il che significa che rimane net long e posizionato per prezzi più alti.
Con l’aumento dei prezzi, i Commercials hanno ridotto la pressione ribassista e incrementato le posizioni long. I grandi speculatori, invece, hanno fatto l’opposto: hanno ridotto le posizioni long e aumentato leggermente l’esposizione al ribasso, come se una parte del mercato avesse iniziato a prendere profitto o a non credere più in un rally semplice, facile ed esponenziale.
Pertanto, i maggiori speculatori restano orientati al rialzo, ma nell’ultima settimana si è visto il primo segnale di cautela. I Commercials rimangono “l’altra parte del trade”, ma hanno leggermente attenuato la loro posizione, cosa che talvolta accade quando i prezzi sono già elevati e parte del rischio è stata coperta in precedenza.
Allo stesso tempo, i piccoli trader (Nonreportables, non obbligati a comunicare le posizioni alla CFTC) risultano posizionati in modo molto rialzista: circa 35,6 mila contratti long contro 14,4 mila short, rimanendo quindi fortemente net long e sostenendo il rimbalzo. Questo comportamento è spesso tipico delle fasi euforiche e dei trend forti.

Fonte: CFTC
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