L’argento è in calo oggi sui mercati globali, riportandosi verso gli 85 dollari l’oncia. I principali fattori alla base del ribasso sembrano essere non solo un dollaro statunitense più forte e l’aumento dei rendimenti obbligazionari, ma anche le crescenti preoccupazioni sull’outlook economico e sull’attività industriale in un contesto di forte aumento dei prezzi del petrolio. Nel medio termine, un aumento marcato dei prezzi dei carburanti (uno shock esterno) potrebbe tradursi in una riduzione dell’attività manifatturiera e, di conseguenza, influire negativamente sulla domanda di argento.
Il conflitto in Medio Oriente prosegue, con l’Iran che avverte le navi di non attraversare lo Stretto di Hormuz. Gli investitori mostrano chiaramente una preferenza per l’oro, che tende a performare meglio dell’argento in un contesto di rischio geopolitico elevato.
SILVER (D1)
Il prezzo è attualmente intorno alla EMA50 (linea arancione), e questa zona acquisisce ulteriore importanza per la possibile formazione di un triangolo simmetrico, che solitamente segnala la continuazione del trend di lungo periodo (in questo caso, rialzista).
Un movimento al di sopra di 88 dollari l’oncia potrebbe suggerire una rottura al rialzo e un ulteriore impulso positivo.
Uno scenario simile richiederebbe probabilmente un dollaro USA più debole, rendimenti dei Treasury in calo e prezzi del petrolio in diminuzione.
Allo stesso tempo, un crollo sotto gli 80 dollari l’oncia potrebbe invalidare la formazione.

Fonte: xStation5
USDIDX (D1)
Il contratto futures sull’indice del dollaro USA è in aumento oggi e ha superato la media mobile esponenziale a 200 sessioni (EMA200) (linea rossa).
Fonte: xStation5
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