L’argento perde oggi l’1,5%, estendendo la forte fase di vendita osservata nelle ultime sedute. Allo stesso tempo, Bank of America mantiene una visione costruttiva sull’argento e continua a vedere il potenziale per un rialzo fino a 100 USD per oncia nel quarto trimestre del 2026, anche se la banca avverte che un simile rally sarebbe probabilmente temporaneo e non sostenibile. Secondo gli analisti di BofA, l’attuale momentum rialzista dell’argento è guidato principalmente dal continuo rialzo dell’oro, dalle tensioni geopolitiche e dalla liquidità limitata nel mercato fisico dell’argento.
Punti chiave
- Tuttavia, la banca ritiene che i fondamentali industriali dell’argento stiano iniziando a indebolirsi, con prezzi elevati che stanno diventando un problema rilevante, poiché i produttori cercano sempre più di ridurre l’uso dell’argento o sostituirlo con alternative più economiche.
- Il rischio principale riguarda il settore fotovoltaico, che negli ultimi anni è stato uno dei principali motori della domanda di argento. Secondo BofA, la domanda proveniente da questo segmento potrebbe aver già raggiunto il picco nel 2025.
- La banca segnala inoltre un rallentamento della produzione di pannelli solari in Cina e un possibile calo delle nuove installazioni nel 2026, fattori che potrebbero limitare ulteriormente la crescita della domanda industriale di argento.
- I prezzi elevati dell’argento stanno esercitando una forte pressione sui margini dei produttori di pannelli solari, accelerando il cosiddetto processo di “thrifting”, ovvero la riduzione della quantità di argento utilizzata nei prodotti industriali.
- BofA stima che il deficit globale di argento potrebbe ridursi fino al 90% quest’anno, rendendo il mercato sempre più vulnerabile a passare in surplus di offerta anche a fronte di vendite modeste da parte degli investitori.
- La banca prevede che nei prossimi trimestri l’argento tenderà a comportarsi sempre più come un metallo prezioso piuttosto che come un metallo industriale, implicando una maggiore dipendenza dai flussi di capitale, dal sentiment degli investitori e dalle aspettative di politica monetaria.
- Nonostante l’atteggiamento più prudente, BofA sottolinea che la domanda di argento difficilmente crollerà bruscamente, poiché il metallo resta una componente critica della transizione globale verso l’energia verde.
- Il conflitto in corso con l’Iran continua inoltre a sostenere gli investimenti in energie alternative e tecnologie volte a ridurre la dipendenza dal petrolio, supportando indirettamente la domanda di argento nel lungo periodo.
- La banca avverte anche che i prezzi dell’argento potrebbero rimanere altamente volatili. All’inizio dell’anno, l’argento aveva brevemente raggiunto quota 120 USD per oncia mentre investitori e acquirenti industriali competevano per le limitate disponibilità fisiche.
- Un’altra importante fonte di rischio riguarda i negoziati commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico. Poiché Canada e Messico sono grandi fornitori di argento per gli Stati Uniti, eventuali dazi o interruzioni commerciali potrebbero nuovamente restringere l’offerta di mercato.
- BofA osserva inoltre che, nonostante i prezzi elevati, le partecipazioni degli ETF garantiti fisicamente in argento continuano a diminuire, mentre i dati CFTC mostrano un interesse limitato da parte degli investitori speculativi nell’aumentare significativamente le posizioni long sui futures. Il mercato dell’argento attuale resta estremamente sensibile ai cambiamenti di sentiment e ai flussi di capitale, creando il potenziale sia per forti rialzi sia per correzioni altrettanto aggressive nei prossimi mesi.

Fonte: xStation5
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