Si è verificato un cambiamento significativo sui mercati finanziari nelle ultime ore. Il tasso di cambio della principale coppia valutaria, EURUSD, ha registrato un forte rimbalzo dopo che i cali precedenti, più marcati, lo avevano temporaneamente spinto sotto il livello di 1,16. L’euro sta attualmente guadagnando circa lo 0,1% rispetto al dollaro USA, scambiando intorno a quota 1,1630. Questo movimento deriva da una combinazione di dati macroeconomici statunitensi deludenti, segnali restrittivi da parte della Banca Centrale Europea e nuovi sviluppi sul fronte geopolitico.
Dati macro USA più deboli e sollievo sull’inflazione
Il principale catalizzatore del indebolimento del dollaro è arrivato dalle ultime pubblicazioni macroeconomiche oltre Atlantico, che hanno raffreddato le aspettative più aggressive del mercato:
- Crescita del PIL deludente: il Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti ha pubblicato la seconda revisione del PIL del primo trimestre, abbassando la stima di crescita economica all’1,6% rispetto al precedente 2,0%. Il mercato si aspettava ampiamente che il dato rimanesse invariato al 2,0%.
- Inflazione PCE in linea con le attese: l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), la misura dell’inflazione preferita dalla Fed, è salito al 3,8% su base annua ad aprile (dal 3,5% di marzo), perfettamente in linea con il consensus di mercato.
- Stabilizzazione del Core PCE: l’indice Core PCE (al netto di alimentari ed energia) si è attestato al 3,3% su base annua, anch’esso in linea con le attese. Inoltre, su base mensile, l’inflazione core è aumentata dello 0,2%, risultando leggermente inferiore alle previsioni dello 0,3%.
La revisione del PIL del primo trimestre mostra una crescita economica inferiore. Il fatto che il conflitto con l'Iran fosse già in corso a marzo potrebbe suggerire che anche i dati del secondo trimestre risentiranno in modo significativo di questo impatto negativo. Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB

L’inflazione PCE rimbalza in linea con le aspettative. Questo contrasta nettamente con la pubblicazione dell’inflazione CPI, che aveva sorpreso gli investitori con valori sensibilmente più alti. Fonte: Bloomberg Finance LP
Il fatto che l’inflazione non abbia sorpreso al rialzo, nonostante un forte aumento dei prezzi delle materie prime, ha portato sollievo agli investitori. Insieme al chiaro rallentamento della crescita del PIL, questo si è tradotto in un calo del dollar index. Un’inflazione in linea e una crescita più debole potrebbero attenuare le aspettative di rialzi rapidi dei tassi da parte della Fed.
BCE restrittiva e pressione sull’Eurozona
Mentre l’economia statunitense mostra segnali di raffreddamento, dall’Europa arrivano informazioni a supporto della valuta comune. Il verbale della riunione di aprile della Banca Centrale Europea (i cosiddetti minutes) indica chiaramente che i fattori di rischio inflazionistico nell’Eurozona si sono significativamente intensificati.
I funzionari BCE hanno evidenziato pressioni sui prezzi in aumento, suggerendo che l’autorità monetaria europea potrebbe essere costretta a mantenere i tassi d’interesse a livelli restrittivi per un periodo più lungo. La divergenza tra una Fed potenzialmente più accomodante e una BCE ancora preoccupata per l’inflazione ha fornito un forte impulso al rafforzamento dell’EURUSD. Il mercato sta attualmente prezzando una probabilità del 93% di un rialzo dei tassi BCE a giugno.
Geopolitica: sanzioni e possibile svolta nucleare
Parallelamente, l’attenzione dei mercati resta concentrata sul Medio Oriente. I prezzi delle materie prime energetiche sono saliti a causa delle nuove tensioni tra forze statunitensi e iraniane nella regione del Golfo Persico. Il petrolio WTI è balzato di oltre il 3% durante la sessione mattutina europea. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla decisione del Segretario al Tesoro USA Scott Bessent, che ha annunciato sanzioni contro una nuova istituzione iraniana che aveva dichiarato unilateralmente il controllo dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, il sentiment di mercato è migliorato dopo le notizie del canale saudita Al Hadath. Secondo tali report, Islamabad sarebbe pronta a proporre a Washington un compromesso secondo cui l’uranio iraniano verrebbe trasferito a Pechino sotto stretto controllo internazionale. Una mossa diplomatica di questo tipo potrebbe ridurre significativamente l’escalation regionale, riducendo il premio al rischio sui mercati e indebolendo la domanda di beni rifugio come il dollaro. D’altra parte, Trump ha recentemente dichiarato di non voler accettare che l’uranio iraniano finisca né in Russia né in Cina.
Prospettive tecniche su EURUSD
La combinazione tra crescita economica USA inferiore alle attese, tono restrittivo della BCE e possibile svolta diplomatica sul programma nucleare iraniano ha fornito una base solida per il forte rimbalzo dell’EURUSD. Gli investitori hanno così trovato argomenti per ritenere che la banca centrale americana non sarà costretta a un immediato inasprimento della politica monetaria.
La chiusura dell’EURUSD con una candela caratterizzata da una lunga ombra inferiore potrebbe indicare che il supporto chiave a 1,16 sta reggendo, aprendo potenzialmente la strada a un test della resistenza al livello di ritracciamento del 50,0%.

Il Nasdaq sale grazie alla ripresa del settore software 📈 Il rally di Wall Street è ancora lontano dalla fine?
🚨Axios riporta che Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo, ma necessitano ancora dell'approvazione finale di Trump.
L'argento perde l'1,5% 🚩 Bank of America intravede un potenziale di ripresa
Grafico del giorno: l'ORO si posiziona sulla media mobile esponenziale a 200 periodi (EMA200) mentre la svendita si intensifica 🟡 📉 (28.05.2026)
Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.