Le azioni dei produttori automobilistici europei sono state sotto pressione mercoledì dopo che BMW ha ridotto in modo significativo le proprie previsioni finanziarie per il 2026.
L’avvertimento del gruppo tedesco ha colpito non solo il prezzo delle azioni BMW, ma ha anche alimentato timori per altre società del settore, in particolare Mercedes-Benz e Volkswagen.
BMW perde oltre il 6%, Mercedes oltre il 3% e Volkswagen più dell’1%.
- Il sell-off mostra che gli investitori non stanno interpretando i problemi di BMW come un rischio specifico della singola società, ma come un segnale d’allarme per l’intero settore automobilistico.
- BMW ha tagliato in modo significativo la previsione del margine EBIT 2026 nel segmento automotive, portandola al 1–3% dal precedente 4–6%. La società ha inoltre indicato che l’utile lordo del gruppo scenderà di oltre il 15%. In precedenza, sia BMW sia il mercato si aspettavano solo un deterioramento moderato dei risultati.
- La principale causa del downgrade è il peggioramento del rallentamento in Cina, in particolare nel segmento delle auto con motore a combustione interna (ICE).
- Un’ulteriore fonte di pressione rimane la guerra in Iran, che secondo l’azienda ha aumentato in modo significativo i costi energetici e peggiorato il sentiment dei consumatori globali più di quanto precedentemente stimato.
- Gli analisti di Barclays hanno sottolineato che Mercedes potrebbe subire un impatto comparativo negativo particolarmente forte, a causa di un’esposizione simile alla Cina e della sensibilità a un deterioramento della domanda globale nel segmento delle auto premium. Tuttavia, Mercedes non ha ancora aggiornato le proprie previsioni.
Si tratta già della terza revisione degli utili da parte di BMW legata alla Cina negli ultimi due anni, un fattore che indebolisce la precedente immagine dell’azienda come realtà stabile. Inoltre, solleva interrogativi sulla presenza continua delle aziende europee nel mercato cinese e sulla loro capacità di competere con i concorrenti locali sostenuti dal governo.
Il mercato sta sempre più prezzando uno scenario in cui la pressione derivante dalla concorrenza cinese, l’indebolimento della domanda di auto ICE e l’aumento dei rischi geopolitici rappresentano un problema strutturale piuttosto che temporaneo.
BMW.DE (D1)
Il grafico della società appare piuttosto cupo. Dal picco locale registrato all’inizio dell’anno, le valutazioni sono scese di oltre il 30%. Il “death cross” di aprile ha spinto il prezzo del titolo ai livelli più bassi dalla fine del 2020.Tuttavia, vale la pena notare che i livelli di RSI hanno già raggiunto un territorio estremo (24,6), il che supporta lo scenario di un rimbalzo almeno temporaneo. Fonte: xStation5
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