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17:11 · 6 maggio 2026

L'oro sale del 3% a fronte del calo dei rendimenti dei titoli di Stato e del dollaro USA

Oro e argento stanno registrando forti rialzi mercoledì 6 maggio, con il dollaro USA più debole che agisce come principale motore dei guadagni. Il dollaro è sotto pressione a causa del calo dei prezzi del petrolio, che sta attenuando le preoccupazioni sulle pressioni inflazionistiche. Solo una settimana fa, i metalli preziosi erano sotto pressione in vista della riunione della Fed, ma l’attuale momentum è sostenuto da segnali di potenziali progressi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e dal calo dei rendimenti obbligazionari.

L’oro rimbalza mentre dollaro USA e rendimenti dei Treasury scendono

Gold ha registrato un forte rimbalzo mercoledì, beneficiando principalmente del calo dei rendimenti dei Treasury e di un dollaro più debole. I mercati hanno reagito a notizie che suggeriscono possibili progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, spostando temporaneamente il sentiment sui mercati dei metalli preziosi. Per l’oro, rendimenti più bassi sono particolarmente importanti perché riducono il costo opportunità di detenere asset che non generano interessi. Quando i rendimenti obbligazionari salgono, l’oro tende a perdere parte della sua attrattiva proprio perché non produce reddito da interessi. Mercoledì questa pressione si è attenuata, permettendo ai prezzi dell’oro di avvicinarsi alla media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA) in area 4.800 dollari l’oncia.

Tuttavia, questo non conferma ancora un’inversione di tendenza più ampia. Sono emerse prese di profitto quando i prezzi hanno raggiunto quest’area di resistenza tecnica, segnalando che gli investitori restano cauti sulla possibilità di una svolta geopolitica. I mercati hanno già reagito molte volte a notizie simili, motivo per cui alcuni operatori interpretano il movimento attuale come un rimbalzo di breve termine piuttosto che l’inizio di un trend rialzista sostenibile.

Nel breve periodo, la EMA a 50 giorni rimane un livello di resistenza chiave. Un breakout stabile sopra questa zona potrebbe migliorare il quadro tecnico dell’oro e sostenere ulteriori rialzi. Al contrario, un peggioramento della situazione in Medio Oriente potrebbe rapidamente aumentare la volatilità e riportare i prezzi verso l’area dei 4.600 dollari. Per ora, il mercato dell’oro rimane altamente sensibile ai rendimenti dei Treasury, ai movimenti del dollaro USA e alle notizie geopolitiche provenienti dal Medio Oriente.

Fonte: xStation5

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