I prezzi dell’oro sono aumentati di oltre il 2% oggi, salendo fino a quasi 5.100 dollari l’oncia mentre il dollaro statunitense si indebolisce.
Polymarket ora prezza circa un 80% di probabilità di uno shutdown del governo degli Stati Uniti, dopo che i Democratici al Senato, guidati da Chuck Schumer, hanno promesso di bloccare un disegno di legge di spesa finché non verrà rimosso il finanziamento per il Dipartimento della Homeland Security (DHS). Questo avviene nel contesto di una crescente tensione pubblica in seguito all’uccisione di un infermiere americano a Minneapolis da parte di un agente della Border Patrol, evento che ha intensificato le preoccupazioni sull’abuso di potere da parte del DHS.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostiene forti tagli ai tassi, portandoli dall’attuale livello del 3,5% fino all’1%, e ora è in testa alla corsa per la nomina a presidente della Federal Reserve. Rick Rieder di BlackRock segnala che i toni della Fed sono molto accomodanti (“dovish”), osservando che una riduzione dei tassi potrebbe persino aiutare nella lotta all’inflazione.
L’incertezza più ampia, la destabilizzazione politica e la polarizzazione negli Stati Uniti rappresentano un altro fattore che pesa sulla fiducia nel dollaro, attirando l’attenzione dei mercati sul crescente onere del debito pubblico americano, che si avvicina ai 39.000 miliardi di dollari e si prevede continuerà a crescere.
Una conseguenza naturale di questo contesto è l’aumento dell’interesse verso i metalli preziosi, in particolare l’oro, che per secoli è stato considerato un “bene rifugio” in grado di preservare valore nel tempo. Il capitale sta così fluttuando verso l’oro, mentre il dollaro viene venduto (i futures sull’indice del dollaro USA, USDIDX, scivolano sotto quota 97).
Negli ultimi mesi, è diventato sempre più difficile ignorare l’impressione che l’oro non stia solo prezzando la perdita passata del potere d’acquisto delle valute fiat, ma stia anche anticipando e “assorbendo” la possibile debolezza futura delle valute negli anni a venire — soprattutto se le banche centrali dovessero subire pressioni per mantenere tassi d’interesse strutturalmente più bassi nonostante un’inflazione elevata, al fine di evitare fratture nel sistema fiscale.

Fonte: Polymarket
Fonte: xStation5
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