I prezzi dell’oro continuano a crollare oggi, con perdite superiori al 2,5%, scendendo intorno a 4.700 USD l’oncia, i livelli più bassi osservati dall’inizio di febbraio 2026. Questo movimento non rappresenta semplicemente una correzione “cosmetica”, ma una vera e propria rottura al ribasso dopo un periodo rialzista di diversi mesi nel mercato dell’oro, ulteriormente amplificata dal significativo rafforzamento del dollaro statunitense a seguito delle recenti decisioni e dichiarazioni della Fed, che hanno aumentato le aspettative di tassi di interesse più alti mantenuti per un periodo più lungo. Un altro fattore rilevante che contribuisce alla pressione al ribasso è la situazione in Iran, che sta spingendo al rialzo i prezzi globali dei carburanti e aumentando ulteriormente le aspettative di una politica più conservativa da parte della banca centrale statunitense.
Il grafico sopra riportato mostra la ripartizione per stato dei prezzi al dettaglio attuali del carburante. I prezzi sono più alti negli Stati Uniti occidentali, principalmente a causa delle aliquote fiscali locali relativamente elevate. Fonte: gasprices.aaa

È interessante notare che a gennaio il prezzo della benzina normale si aggirava ancora intorno a 2,90 USD al gallone. Secondo i dati del 12 marzo, il tasso di aumento è ora ancora più elevato. Fonte: gasprices.aaa
Il calo attuale dei prezzi dell’oro può essere in gran parte interpretato come un repentino riposizionamento a seguito di un lungo mercato rialzista durato oltre un anno, che ha spinto i prezzi dell’oro a nuovi massimi storici e attratto un enorme capitale speculativo. Dopo un rally così sostenuto, è naturale che una parte del mercato decida di realizzare profitti, soprattutto con il rischio di “tassi più alti per più tempo” in aumento e con il mutamento dell’ambiente di liquidità, come è stato evidente anche nelle recenti correzioni marcate dei prezzi dell’oro nel marzo 2026. Questa rottura rispetto alla precedente tendenza quasi unidirezionale al rialzo implica che, nel breve termine, prevale la psicologia del “flight-to-safety” e il movimento al ribasso è alimentato sia dagli stop-loss sia dalla chiusura di posizioni a leva.
Un fattore separato ma cruciale è il rimbalzo del dollaro: l’oro è quotato globalmente in USD, quindi un rafforzamento della valuta statunitense esercita automaticamente pressione al ribasso sui prezzi dell’oro. Storicamente, la relazione oro–USD è chiaramente negativa: quando l’indice del dollaro sale, la domanda di oro al di fuori della zona dollaro si indebolisce e i prezzi dell’oro tendono a calare, un modello frequentemente osservato nei periodi di forti tendenze rialziste del DXY. Le ricerche sulla correlazione a lungo termine mostrano che un aumento del valore del dollaro è statisticamente collegato a un calo dei prezzi dell’oro, confermando che l’attuale ribasso non è semplicemente una correzione “interna” nel mercato dell’oro, ma anche una reazione ai cambiamenti nelle condizioni del mercato dei cambi.
Il sentiment rialzista nei confronti del dollaro statunitense è aumentato notevolmente negli ultimi tempi. Questo si riflette chiaramente nel mercato delle opzioni, dove il premio pagato per le call options rispetto alle put options ha raggiunto i livelli più alti da settembre 2022. Fonte: Bloomberg Financial Lp
Quanto potrebbe durare il calo?
In teoria, il ribasso dei prezzi dell’oro potrebbe proseguire finché il dollaro manterrà la sua forza relativa rispetto alle principali valute, sostenuto dalle aspettative di tassi reali più elevati e dalla politica restrittiva della Fed. Un dollaro forte riduce l’appeal dell’oro come bene rifugio per gli investitori non statunitensi, ne aumenta il prezzo nelle valute locali e spinge alcuni operatori di mercato a spostare capitale verso asset che generano reddito, limitando ulteriormente il potenziale di domanda per il metallo. Solo un indebolimento più marcato del dollaro — sia a seguito di un cambiamento nella retorica della Fed sia per nuovi fattori di rischio globali — potrebbe creare le condizioni per fermare questa fase di vendite e riportare l’oro al suo ruolo di principale bene rifugio.
I prezzi dell’oro sono scesi al di sotto della media mobile a 50 giorni (EMA 50) per la prima volta dall’inizio di febbraio 2026 e si stanno avvicinando alla zona della EMA a 100 giorni, che, invece, non era stata testata dal basso dal dicembre 2024. Il trend rialzista affronta una prova data l’entità dei cali, ma non è affatto da escludere che, in caso di un improvviso allentamento della situazione in Medio Oriente, gli acquirenti possano riuscire a difendere i rialzi osservati finora. Fonte: xStation
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