16:53 · 30 luglio 2026

La BoE lascia i tassi invariati

La Bank of England, in linea con le attese del mercato, ha mantenuto il tasso d'interesse di riferimento al 3,75% durante la riunione odierna del Monetary Policy Committee (MPC).

Figura 1: Tassi d'interesse e rendimenti obbligazionari nel Regno Unito (1998–2026).

Fonte: Team di ricerca di XTB 30/07/2026

Particolarmente interessante è stata la distribuzione dei voti. Non solo Huw Pill e Megan Greene hanno votato a favore di un rialzo dei tassi, ma anche Catherine Mann, rendendo l'esito della votazione più equilibrato di quanto il mercato si aspettasse (6 voti a 3 a favore del mantenimento dei tassi). Vale la pena ricordare che Mann era stata una delle sole due componenti del Comitato a non votare per un taglio dei tassi nel maggio 2025.

Secondo Mann, il fattore determinante è stata la decisione del presidente Donald Trump di interrompere il memorandum di pace concluso con l'Iran. Inoltre, come ha dichiarato, "i costi derivanti dal contrastare un rischio di aumento dell'inflazione che alla fine potrebbe non materializzarsi sarebbero inferiori rispetto ai costi di una risposta insufficiente qualora tale rischio si concretizzasse."

Il riferimento è soprattutto ai possibili effetti di secondo impatto (second-round effects), ossia al rischio che l'aumento iniziale dei prezzi si trasmetta all'intera economia attraverso salari e altri costi, un aspetto evidenziato anche da Megan Greene.

Figura 2: Distribuzione dei voti della Bank of England (2025–2026).

Fonte: Elaborazione propria su dati della Bank of England, 30/07/2026

In termini semplici, gli effetti di secondo impatto (second-round effects) possono manifestarsi quando aumentano le aspettative di inflazione, ossia la convinzione diffusa che l'inflazione rimarrà elevata più a lungo, indipendentemente dal fatto che tale percezione sia pienamente giustificata dal punto di vista economico. Questo fenomeno tende spesso ad alimentare richieste di aumenti salariali che, in un mercato del lavoro particolarmente solido e caratterizzato da un basso tasso di disoccupazione, si traducono in una crescita effettiva dei salari.

Se gli stipendi aumentano più rapidamente dell'inflazione (ossia crescono in termini reali) e le famiglie non hanno la necessità di ricostituire i propri risparmi, il risultato è generalmente un aumento dei consumi, che può a sua volta alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche.

Sebbene la maggioranza dei membri del Comitato non abbia ritenuto necessario un rialzo dei tassi in questa fase e il governatore Andrew Bailey abbia sottolineato che "mantenere i tassi invariati è la scelta corretta", soprattutto perché "la situazione interna appare nel complesso più favorevole dal punto di vista delle prospettive d'inflazione", sembra che un eventuale aumento dei tassi sia stato più rinviato che escluso.

Tuttavia, interpretiamo la comunicazione della Bank of England come leggermente meno restrittiva (hawkish) rispetto a quella diffusa dai funzionari della banca centrale nel mese di giugno. Swati Dhingra ha infatti affermato che potrebbe essere opportuno attendere ancora prima di valutare pienamente gli effetti dell'attuale shock energetico. Alla luce di queste dichiarazioni, non si può escludere che la riunione di settembre si concluda senza un rialzo dei tassi.

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