Negli ultimi due anni, gli investitori si sono concentrati principalmente sulla corsa tecnologica tra le più grandi aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, sta emergendo sempre più una nuova domanda: dove l’AI inizierà a generare valore economico concreto per le imprese?
La più recente partnership tra IBM e OpenAI potrebbe fornire parte della risposta. Le due aziende hanno annunciato una collaborazione volta a sfruttare modelli di intelligenza artificiale avanzati nel campo della cybersecurity aziendale. Sebbene a prima vista possa sembrare solo un’altra partnership tecnologica, il suo significato potrebbe andare ben oltre il settore della sicurezza informatica stesso.

La cybersecurity è da tempo un settore che fatica a far fronte alla carenza di professionisti qualificati. Allo stesso tempo, le organizzazioni devono analizzare un numero crescente di alert, incidenti e potenziali minacce. In pratica, questo genera una domanda enorme di soluzioni in grado di automatizzare attività che oggi sono svolte dagli analisti di sicurezza.
È proprio qui che l’intelligenza artificiale potrebbe trovare una delle sue applicazioni commerciali più naturali. I modelli di AI stanno diventando sempre più efficaci nell’analisi di grandi volumi di dati, nell’identificazione di pattern e nella generazione di raccomandazioni. Queste attività rispecchiano molto da vicino le responsabilità quotidiane dei team di cybersecurity.
Dal punto di vista di OpenAI, la collaborazione con IBM si inserisce in una più ampia strategia di espansione di mercato. Finora l’azienda è stata principalmente associata a ChatGPT e a prodotti orientati al consumatore. Tuttavia, diventa sempre più evidente che le sue ambizioni a lungo termine vadano ben oltre questo perimetro. Il mercato enterprise offre budget significativamente più ampi e flussi di ricavi più prevedibili rispetto al segmento consumer.
Per IBM, la partnership è altrettanto rilevante. L’azienda ha trascorso anni a costruire la propria posizione come fornitore di soluzioni per grandi imprese e istituzioni. Integrare i modelli più avanzati di OpenAI nelle proprie piattaforme di sicurezza potrebbe consentire a IBM di offrire ai clienti una nuova generazione di servizi basati sull’automazione della cybersecurity.
È inoltre utile inquadrare questa mossa nel più ampio contesto dell’evoluzione del mercato dell’AI. Negli ultimi mesi molta attenzione è stata rivolta ai produttori di chip, agli operatori di data center e ai fornitori di infrastrutture. Tuttavia, emergono sempre più segnali che la prossima fase di crescita potrebbe avvenire a livello applicativo — cioè nei casi d’uso specifici di business alimentati dall’intelligenza artificiale.

Se l’AI dovesse davvero iniziare a prendere in carico alcune delle responsabilità attualmente gestite dai team di sicurezza IT, potrebbe diventare uno dei primi esempi di monetizzazione su larga scala di questa tecnologia in ambito enterprise. Per il mercato, questo rappresenterebbe un segnale importante: l’intelligenza artificiale sta gradualmente passando dalla fase di costruzione dell’infrastruttura a quella in cui genera benefici operativi concreti per le imprese.
Da questa prospettiva, la partnership tra IBM e OpenAI è molto più di una semplice collaborazione tra due aziende tecnologiche. È un’ulteriore evidenza del fatto che il mercato dell’AI si sta progressivamente spostando dalle domande su cosa i modelli di intelligenza artificiale siano in grado di fare alle domande su dove e come questa tecnologia genererà ricavi.
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