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14:02 · 15 gennaio 2026

La società madre di Cartier e IWC annuncia i guadagni 💡Cosa guarderanno gli investitori nel 2026❓

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Richemont (CFR.CH), gruppo svizzero di beni di lusso (marchi di gioielleria come Cartier e Van Cleef & Arpels e produttori di orologi come IWC, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin), ha ancora una volta confermato la sua posizione nel mercato, sorprendendo gli analisti con risultati più elevati per il periodo settembre-dicembre 2025. Le vendite in questo periodo hanno raggiunto l’impressionante cifra di 6,4 miliardi di euro, rappresentando un incremento dell’11% a cambi costanti, superando nettamente le previsioni degli analisti, che si attendevano solo un +7,4%. I risultati delle vendite hanno superato le aspettative del mercato grazie alla forte domanda globale di gioielli e al continuo recupero economico in Cina, che rappresenta il secondo mercato dell’azienda e un trendsetter nel settore del lusso (la Cina contribuisce a meno del 20% delle vendite complessive della società).

Ricordiamo che negli ultimi anni la Cina è stata il principale motore di crescita del mercato dei beni di lusso, ma attualmente sta affrontando una crisi del mercato immobiliare e una generale debolezza nella propensione dei consumatori agli acquisti discrezionali.

Tuttavia, i margini stanno attualmente temperando l’ottimismo intorno all’azienda. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, la combinazione di prezzi dell’oro record e di un franco svizzero forte è destinata a continuare e potrebbe influenzare le previsioni di profitto del gruppo per il prossimo esercizio se non verrà compensata da ulteriori aumenti dei prezzi. Rimane incerta la questione di come ciò influenzerà i consumatori. Da un lato, la reazione tipica dei consumatori agli aumenti dei prezzi dovrebbe essere negativa, ma nel caso di Richemont ci troviamo nell’universo ultra-premium, dove un prezzo più elevato, considerato sinonimo di lusso, non porta necessariamente a un calo dell’interesse dei clienti per i prodotti dell’azienda e, paradossalmente, può persino aumentarlo, come descritto dal noto paradosso dell’effetto Veblen in economia.

Risultati chiave rispetto alle previsioni

  • Vendite a cambi costanti +11%, previsione +7,47%

  • Vendite di gioiellerie a cambi costanti +14%, previsione +9,47%

  • Vendite dei produttori di orologi specializzati a cambi costanti +7%, previsione -0,12%

  • Ricavi in Europa a cambi costanti +8%, previsione +5,25%

  • Ricavi in America a cambi costanti +14%, previsione +9,83%

  • Ricavi nella regione Asia-Pacifico a cambi costanti +6%, previsione +4,8%

  • Ricavi in Medio Oriente e Africa a cambi costanti +20%, previsione +14%

  • Ricavi in Giappone a cambi costanti +17%, previsione +8,36%

  • Vendite retail a cambi costanti +12%, previsione +7,5%

  • Vendite totali €6,40 miliardi, previsione €6,25 miliardi

  • Vendite gioiellerie €4,79 miliardi, previsione €4,68 miliardi

  • Vendite produttori di orologi specializzati €872 milioni, previsione €802,2 milioni

  • Vendite in Europa €1,55 miliardi, previsione €1,53 miliardi

  • Vendite nella regione Asia-Pacifico €1,87 miliardi, previsione €1,88 miliardi

  • Vendite in America €1,74 miliardi, previsione €1,72 miliardi

  • Vendite in Giappone €632 milioni, previsione €590,9 milioni

  • Ricavi Medio Oriente e Africa €607 milioni, previsione €587,5 milioni

  • Vendite retail €4,60 miliardi, previsione €4,55 miliardi

Il rapporto finanziario di Richemont fornisce le prime indicazioni sulla domanda di beni di lusso per il 2026. LVMH pubblicherà i risultati annuali alla fine di questo mese, seguito da Hermès e Kering, proprietario di Gucci, a febbraio.

Le azioni della società restano in una tendenza al rialzo di lungo periodo, nonostante il significativo calo odierno di valore. Dal punto di vista tecnico, il livello di supporto chiave resta la media mobile a 50 giorni (EMA) (curva blu nel grafico), che non è stata ritestata dal lato dell’offerta per quasi sei mesi.

 

Fonte: xStation

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