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16:20 · 12 febbraio 2026

Le azioni CME raggiungono un livello record 📈 Il maggiore beneficiario della crescente attività di mercato?

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Le azioni di CME Group (CME.US) sono attualmente scambiate ai massimi storici, vicino a 300 dollari per azione, e hanno registrato un rialzo di oltre il 10% da inizio anno, in un contesto misto per Wall Street. Il titolo è sostenuto da una forte partecipazione istituzionale al mercato, dalla crescente importanza sistemica della borsa e da nuovi prodotti che offrono prospettive di miglioramento del momentum di crescita dei ricavi.

La società beneficia sia dell’elevata volatilità sia dei volumi record nel mercato dei metalli (in quanto proprietaria del COMEX), della solida posizione nelle materie prime agricole (CBOT), del trading su Bitcoin ed Ethereum (dove è leader indiscusso) e di altri derivati su criptovalute.
CME trae inoltre vantaggio dai volumi molto elevati nel mercato dei Treasury statunitensi, nonché nei futures sull’indice azionario S&P 500 (E-mini).

I futures sulle terre rare spingeranno CME ancora più in alto?

Ieri, l’operatore della borsa di Chicago ha dichiarato di stare lavorando al primo contratto futures al mondo sui metalli delle terre rare: secondo fonti Reuters, il progetto dovrebbe concentrarsi su neodimio e praseodimio (NdPr).

L’obiettivo del contratto è consentire a governi, aziende e banche di coprire l’esposizione al mercato delle terre rare, attualmente dominato dalla Cina.
Anche ICE starebbe valutando un prodotto simile, ma secondo due fonti si troverebbe in una fase di sviluppo meno avanzata rispetto a CME.

Le terre rare (17 elementi) sono fondamentali per la transizione energetica, l’elettronica e il settore della difesa; NdPr sono particolarmente importanti perché utilizzati per produrre magneti permanenti presenti, tra l’altro, nei motori dei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche, nei caccia militari e nei droni.

Le fonti sottolineano che uno strumento di questo tipo rappresenta attualmente un “tassello mancante” dal punto di vista dei mercati e della gestione del rischio lungo la catena di approvvigionamento.

Non è stata ancora presa una decisione definitiva sul lancio del contratto; il principale ostacolo è rappresentato dalla scarsa liquidità delle terre rare e dalle dimensioni relativamente ridotte del mercato rispetto ad altri metalli negoziati sui mercati futures.

Il tema sta acquisendo rilevanza mentre l’Occidente intensifica gli sforzi per aumentare la produzione di minerali critici: gli Stati Uniti hanno creato un blocco commerciale preferenziale con gli alleati e avviato una riserva strategica del valore di circa 12 miliardi di dollari.

I prezzi dell’NdPr sono attualmente determinati principalmente in Cina e riflessi negli indici di agenzie come Fastmarkets, Benchmark Mineral Intelligence e Shanghai Metals Market.

In Cina esistono due borse spot per le terre rare (Ganzhou Rare Metal Exchange e Baotou Rare Earth Products Exchange), e la Guangzhou Futures Exchange ha segnalato l’intenzione di lanciare contratti futures sulle terre rare.

Cosa ha riportato la società per il Q4 2025?

I risultati del quarto trimestre 2025 sono stati sostanzialmente in linea con le attese del mercato. CME ha evidenziato una crescita diffusa dell’attività su tutte le asset class e un aumento della quota di investitori retail (con volumi in crescita, tra gli altri, su tassi d’interesse, energia, metalli, prodotti agricoli e crypto).

Dati chiave:

  • Ricavi: 1,65 miliardi di USD (vs 1,64 miliardi consensus; +8,1% a/a)

  • EPS rettificato: 2,77 USD (vs 2,74 USD attesi)

  • EBITDA rettificato: 1,13 miliardi di USD (in linea con le attese; margine 68,6%)

  • Margine operativo: 61,8% (simile all’anno precedente)

  • Capitalizzazione di mercato: circa 110 miliardi di USD

Qual è stato il “driver” del trimestre secondo il management? I nuovi cosiddetti “event contracts” e la forte attività retail nei micro-prodotti. La società ha inoltre sottolineato la diversificazione della base clienti e condizioni solide sia nel segmento istituzionale sia in quello retail in un contesto di elevata volatilità.

Principali spunti dalla conference call con gli analisti

Resilienza della base clienti in un contesto di volatilità e cambiamenti nei margini: il management ha evidenziato una domanda solida sia da parte dei clienti retail sia istituzionali, con open interest e volumi in aumento come prova di un “ecosistema sano”.

Prediction markets e rischi regolamentari: sono state sollevate domande sul coinvolgimento di CME e sulla supervisione legale; la società ha ribadito un approccio prudente e la focalizzazione su prodotti all’interno del framework CFTC (basati su swap).

Modifiche di pricing e impatto sulle diverse asset class: CME ha parlato di crescita diversificata dei ricavi da market data, aggiustamenti selettivi delle commissioni (inclusi metalli e micro-prodotti) e revisione dei programmi di incentivazione.

Sostenibilità dei ricavi da market data nell’era dell’AI + ritorno di capitale: il management ha sostenuto che i dati proprietari restano centrali nelle strategie dei clienti; il tema dei buyback è stato collegato all’utilizzo dei fondi (inclusi quelli derivanti da una transazione in Austria) per il riacquisto di azioni.

Migrazione a Google Cloud e costi: la società ha riportato progressi nel processo; la spesa tecnologica futura dovrebbe essere incorporata nella guidance complessiva man mano che i costi “legacy” verranno eliminati.

Grafico del prezzo delle azioni CME (CME.US), intervallo D1.

Fonte: xStation5

Valutazione di CME

La valutazione di CME, misurata attraverso il tradizionale rapporto prezzo/utili (P/E intorno a 28; P/E forward 25), non appare eccessivamente onerosa, considerando gli elevati margini del business, la relativa prevedibilità della crescita e un certo grado di “resilienza”, poiché la società genera ricavi principalmente dai volumi di negoziazione — non dalla direzione degli indici né dai movimenti di prezzo dei singoli asset.

Negli ultimi cinque anni, la crescita media annua dell’utile è stata pari al 14% e, qualora questo ritmo venisse mantenuto nei prossimi cinque anni, con un margine netto analogo, si può ragionevolmente affermare che l’aumento del prezzo delle azioni non sia ancora scollegato dai fondamentali di CME.

Il differenziale tra ROIC e WACC indica che la società è orientata alla creazione di valore per gli azionisti e offre un rendimento medio annuo da dividendo di circa il 2%.

Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB Research

Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB Research

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