TAGLIO TASSI BCE
Previsto il taglio dei tassi dal 2,65% al 2,4%, il tutto é in linea con l'andamento di lungo periodo dell'inflazione che al momento é sicuramente in calo al 2,2%. Target di inflazione quasi raggiunto, tassi molto vicini all'inflazione, una condizione ideale per la Bce che potremmo definire la banca centrale che meglio ha gestito l'andamento dell'inflazione almeno fino a questo momento. Il focus si sposta quindi di nuovo sull'inflazione, parametro che nel corso dei prossimi mesi dovrá dimostrare di rimanere a ridosso del 2% senza provare a scendere ulteriormente, questo sará dovuto principalmente all'andamento dell'economia europea che dovrá sostenere i consumi interni e non dovrá vedere alcun rallentamento economico al fine di mantenere l'inflazione relativamente alta. I dati Pmi saranno come al solito fondamentali, mentre la disoccupazione avrá l'arduo compito di rimanere sui minimi, una condizione molto difficile da mantenere nel lungo termine con un calo dell'inflazione. In sostanza, se l'inflazione vorrá rimanere a ridosso del 2%, i dati Pmi dovranno essere sempre buoni e la disoccupazione non dovrá assolutamente salire.
OBBLIGAZIONI AMERICANE
Sulle obbligazioni americane spicca l'interrogativo sullo spread di rendimento tra il 2 e il 10 anni che al momento risulta in salita e a ridosso dei 50 punti base. Il trend dello spread é chiaramente in aumento, una condizione assolutamente non favorevole per il mantenimento dei tassi sui livelli attuali, infatti il rendimento del titolo a 10 anni si porta proprio al livello superiore dei tassi di interesse della Fed. Condizione ideale per degli acquisti di lungo periodo sul titolo decennale é quella dove il rendimento supera i tassi di interesse della Fed e ovviamente anche l'inflazione, condizione che si sta avverando e che pertanto dovrebbe far allarmare la Fed. Non é un caso che a questa condizione vediamo anche un aumento delle probabilitá di taglio dei tassi che di fatto si sono riportare recentemente al 40%, per poi ritornare al 20% nella mattinata odierna.
DOLLARO SOTTO STRESS
Il dollaro risulta particolarmente venduto nel corso delle ultime settimane, un trend prevedibile vista la condizione creatasi tra fine 2024 e inizio 2025 dove si stava formando l'inversione sui cambi maggiori come EurUsd, GbpUsd, e UsdJpy, ora accompagnati da UsdChf. Questa condizione potrebbe continuare fino a prova contraria. A rafforzare i trend in atto, sicuramente le politiche dei dazi che favoriscono un dollaro debole al fine di stimolare gli scambi commerciali, condizione che aiuta anche ad una svalutazione in termini reali del valore del debito pubblico americano, assolutamente enorme rispetto al resto del mondo.
AZIONARIO IN LATERALE
La volatilitá rimane ancora molto elevata, la situazione é molto tecnica e priva di direzionalitá spiccata. Oscillazioni molto ampie rendono difficile una lettura dei mercati chiara, pertanto la situazione si fa estrema dove si cercano di comprare minimi e vendere massimi, il tutto nel breve termine. Probabili affondi sui minimi potrebbero essere sorretti da acquisti che andrebbero a ricercare massimi da vendere, anche in questo caso nel breve termine. La situazione rimane comunque ancora di riskoff, ossia si vende rischio a favore della sicurezza.
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