Giornata debole quella di ieri per i mercati azionari, con l'Europa che scende dopo i fortissimi rialzi dei giorni scorsi e un' America che sente i massimi come livelli sensbili per respirare di nuovo. Dax e Ftse Mib cedono circa un -1%, un ribasso consistente se messo a confronto con i rialzi visti di recente, un evidente segnale di debolezza che necessita di conferme nelle prossime sedute se vogliamo iniziare a considerare l'ipotesi di un ritracciamento consistente nel lungo periodo. Oggi la giornata si caratterizza per l'uscita dei dati sull'inflazione in Europa, un dato preliminare che vedrebbe la conferma del dato precedente al 2,6% mentre la componente Core dell'inflazione vedrebbe un calo dal 3,1% al 3%. Nel pomeriggio abbiamo invece abbiamo i dati sull'occupazione di Automatic Data Processing (ADP) che vedrebbero un rialzo dagli attuali 140k a 148k, un dato rilasciato prima dell'apertura del cash Usa. Subito dopo l'apertura del cash sará la volta dei dati PMI di S&P Global mentre alle 16:00 ci saranno i dati ISM sullo stato dell'economia Usa per quanto riguarda l'occupazione, i nuovi ordini, le attivitá, i prezzi e i PMI. In sostanza una giornata nutrita dal punto dei vista dei dati che coprono gran parte della giornata ma gli occhi sono puntati ai dati di venerdí sul tasso di disoccupazione e sui Non Farm Payrolls.
DAX E FTSE MIB ASPETTANO L'INFLAZIONE
I mercati europei mostrano debolezza e stamani sará la volta dell'uscita del dato preliminare sull'inflazione. Al momento il dato flash previsto per stamani non dovrebbe intaccare in modo definitivo l'andamento di lungo periodo di questi mercati che, seppur mostrando debolezza, hanno ancora un trend forte al rialzo, un trend minacciato dalla situazione di ipercomprato storico su base settimanale di cui abbiamo parlato largamente nel corso dei precedenti report. In sostanza, per invertire una tendenza del genere servono diverse giornate come quella di ieri, pertanto l'attesa potrebbe essere ancora lunga prima di vedere dei chiari segnali di inversione su questi mercati, segnali che arriverebbero solamente con una fase intermedia di indebolimento che é ancora in fase di costruzione. I ribassi di ieri potrebbero segnare solamente l'inizio di questa fase di indebolimento. Al momento sul Ftse Mib risulta interessante il fatto che stiamo giá testando i minimi della scorsa settimana, minimi che al momento potrebbero fare da supporto in questa fase di mercato mentre ulteriori allunghi ribassisti potrebbero vedere i prezzi ritornare sui massimi della settimana del 3 marzo a ridosso dei 33500 punti.
Ftse Mib al test dei minimi della scorsa settimana - Fonte:XStation
UNICREDIT IN IPERCOMPRATO STORICO
Iniziamo a considerare delle situazioni che risultano interessanti anche su titoli singoli e questa volta é il turno di uno dei cardini del Ftse Mib, il titolo Unicredit. Il titolo ha mostrato, cosí come la maggior parte dei bancari italiani, una forza eccezionale al rialzo con progressi a doppia cifra da inizio anno e rialzi a tripla cifra se prendiamo in considerazione tutto il 2023. Dato l'andamento molto consistente al rialzo, é doveroso paragonare la situazione tecnica del titolo con l'indice di riferimento e in tal merito possiamo notare come Unicredit, su base settimanale, abbia di recente registrato il suo record storico sull'ipercomprato dell'oscillatore RSI setup standard a 14 periodi. Al momento il record vede l'RSI a 87,5 mentre il precedente record si rifa a febbraio del 2023 a ridosso degli 86. In quel caso il titolo scese di circa il -24% in qualche settimana per poi riprendere il trend di lungo al rialzo, ad oggi abbiamo giusto timidi segnali di debolezza come nel caso di ieri con l'indice che ha chiuso a ridosso del -1% mentre il titolo ha registrato giusto un semplice ritracciamento dell'ordine del -0,10%. Attenzione quindi a possibili ribassi sul titolo che in questo momento si trova in una condizione di forza fin troppo eccezionale.
Nella parte del grafico l'indicatore RSI che segna il suo record storico su base settimanale - Fonte:XStation
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