15:08 Ā· 22 maggio 2026

Notizie del mercato: i titoli tecnologici tengono a galla i mercati europeišŸ’”

Gli indici azionari europei stanno negoziando senza una direzione chiara nella giornata di venerdì — l’Euro Stoxx 50 segna un calo dello 0,13% e il DAX (DE40) perde lo 0,16%, mentre i futures sull’S&P 500 (US500) restano leggermente in territorio positivo (+0,12%).

Il principale fattore che sta alimentando la cautela sui mercati è il conflitto in corso con l’Iran e la sua pressione sui prezzi delle materie prime energetiche, che si traduce in un aumento dell’inflazione e in revisioni delle aspettative sui tassi d’interesse nell’area euro.

Gli strategist avvertono sempre più spesso che, se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso per un periodo prolungato, potrebbe materializzarsi uno scenario ribassista per le azioni europee.

 

Vale la pena notare che, sebbene il target medio di fine anno degli analisti per lo Stoxx Europe 600 si collochi a soli 624 punti — suggerendo un potenziale di rialzo inferiore all’1% — il quadro relativo alle revisioni degli utili per azione (EPS) rimane positivo. L’EPS forward “blended” dello Stoxx 600 è in costante crescita da anni e il consenso prevede una crescita a doppia cifra nel 2026, sostenuta dal settore energetico e da una ripresa dei consumi. Se questa traiettoria dovesse proseguire, gli analisti potrebbero essere costretti a rivedere al rialzo i target di prezzo, riducendo così il divario tra i livelli attuali e le previsioni. Fonte: Bloomberg Financial LP.

Il petrolio WTI rimane sopra la soglia dei 98 dollari al barile (+0,20%), alimentando le preoccupazioni sui margini aziendali e sul potere d’acquisto dei consumatori. Il dollaro USA (USDIDX) è stabile con un lieve rialzo dello 0,08%, mentre il cambio EUR/USD scende dello 0,13% a 1,1604. In questo contesto di mercato, l’oro registra una lieve flessione (-0,21%), suggerendo che gli investitori non stanno ancora ricercando in modo aggressivo asset rifugio.

Il settore tecnologico è il migliore performer all’interno dello Stoxx Europe 50, in rialzo fino al +2,07%, contribuendo in modo significativo alla direzione dell’indice.

 

Fonte: XTB

Anche il settore industriale (+0,75%) e quello finanziario (+0,56%) stanno registrando buone performance. Sul versante opposto si colloca il settore energetico, che con un risultato di -1,48% è di gran lunga il più debole della giornata — la pressione su TotalEnergies (-1,51%) e Eni (-1,41%) sta trascinando il comparto al ribasso.

Perdite vengono registrate anche nei settori Healthcare (-0,22%) e Utilities (-0,15%).

 

Fonte: XTB

Company information

 

  • Richemont — proprietaria del marchio Cartier — ha pubblicato i risultati annuali, che hanno ricevuto una reazione mista da parte del mercato: le azioni inizialmente sono balzate di oltre il 5% per poi chiudere in calo dell’1,9%.
  • Le vendite del gruppo sono salite a 22,42 miliardi di euro (+4,8% su base annua) e, a tassi di cambio costanti, la crescita ha raggiunto il +11% contro un consensus del +9,78%, superando chiaramente le aspettative. I principali contributori sono stati le Jewellery Maisons, le cui vendite a tassi costanti sono cresciute del 14% rispetto a una previsione del 13%, con un margine operativo del segmento pari al 30,5%.
  • I risultati sono stati tuttavia penalizzati dagli effetti valutari: l’utile operativo si è attestato a 4,49 miliardi di euro contro i 4,60 miliardi attesi dal mercato, mentre il margine operativo del gruppo è sceso al 20,0% dal 20,9% dell’anno precedente. Richemont ha proposto un dividendo di 3,30 CHF per azione (consensus: 2,93 CHF), elemento che gli analisti di Vontobel hanno interpretato come conferma della qualità del business e della fiducia del management negli utili futuri: nonostante le pressioni valutarie, la società resta un “quality compounder” in un settore volatile.
  • Deutsche Post DHL Group è salita di oltre il 4% dopo un upgrade di Deutsche Bank, che ritiene concluso il ciclo di revisioni al ribasso degli utili e considera eccessive le preoccupazioni su disruption legata all’IA e alla concorrenza.
  • Puig ha registrato un crollo del 15% dopo il fallimento dei colloqui di fusione con Estée Lauder. In precedenza era emerso che Estée Lauder aveva incaricato JPMorgan di strutturare un pacchetto di finanziamento da 5 miliardi di euro per una possibile acquisizione.
  • Julius Baer è scesa di oltre il 10% dopo una trimestrale deludente: i deboli afflussi netti di asset non hanno raggiunto le attese degli analisti, nonostante il titolo fosse già salito del 9% su base annua fino a giovedì.
  • Softcat è invece in rialzo fino al +12% dopo aver alzato le previsioni di utile operativo annuale: gli analisti evidenziano un’accelerazione degli ordini e si aspettano revisioni al rialzo del consensus.
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