Dopo i potenti rally del 2024 e del 2025, il boom del cacao è ormai un lontano ricordo, con il mercato bloccato da mesi in un forte trend ribassista. Oggi i futures sul cacao sono scesi sotto i 5.000 dollari per tonnellata, toccando il livello più basso dal 26 novembre, sotto la pressione di segnali di domanda debole e di prospettive di offerta in miglioramento in Africa occidentale.
Cosa sta spingendo al ribasso il cacao?
Le macinazioni europee sono diminuite drasticamente nel quarto trimestre del 2025, in calo dell’8,3% su base annua a 304.470 tonnellate. Si tratta del sesto calo consecutivo ed è un dato nettamente peggiore rispetto alle previsioni, che indicavano una flessione del 2,9%. L’Europa rimane il principale mercato mondiale del cacao, rendendo questo dato un indicatore chiave dei consumi globali.
Le macinazioni in Asia nel quarto trimestre dovrebbero scendere del 12% su base annua, raggiungendo il minimo degli ultimi dieci anni. La lavorazione è sotto pressione a livello globale, evidenziando una distruzione della domanda e le difficoltà del mercato del cioccolato, in un contesto di rallentamento degli acquisti.
Un dollaro statunitense forte e l’utilizzo, da parte di esportatori e produttori, dei precedenti picchi di prezzo per coprire l’offerta tramite posizioni corte stanno inoltre pesando sulla domanda di futures.
Le condizioni favorevoli dei raccolti in Africa occidentale stanno aggiungendo ulteriore pressione ribassista. Il gruppo Tropical General Investments ha dichiarato venerdì scorso che condizioni meteo favorevoli dovrebbero aumentare la produzione di cacao nei mesi di febbraio e marzo in Costa d’Avorio e Ghana. Gli agricoltori segnalano baccelli più grandi e più sani rispetto a un anno fa.
Mondelez ha osservato che il numero di baccelli di cacao in Africa occidentale è superiore del 7% alla media degli ultimi cinque anni e “sensibilmente più alto” rispetto alla scorsa stagione. Allo stesso tempo, in Costa d’Avorio è iniziata la raccolta principale, con agricoltori ottimisti sulla qualità del raccolto.
Le scorte limitate erano state a lungo un fattore rialzista, ma il quadro sta iniziando a stabilizzarsi: le scorte di cacao monitorate dall’ICE nei porti statunitensi sono scese il 26 dicembre al minimo di 9,75 mesi a 1.626.105 sacchi, per poi risalire a un massimo di quattro settimane pari a 1.660.515 sacchi.
Va inoltre ricordato che il 26 novembre il Parlamento europeo ha confermato un rinvio di un anno delle norme che limitano le importazioni di cacao legate al rischio di deforestazione. Il regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) è progettato per ridurre la deforestazione associata a materie prime chiave come soia e cacao, il che significa che nel 2026 le importazioni rimarranno in gran parte non soggette a tali restrizioni.
Cosa potrebbe sostenere i prezzi?
Attualmente il cacao trova solo un supporto limitato nei segnali di spedizioni più contenute dalla Costa d’Avorio, il maggiore produttore mondiale. Dall’inizio della stagione (dal 1° ottobre al 4 gennaio), gli agricoltori hanno consegnato ai porti 1,073 milioni di tonnellate, in calo del 3,3% rispetto agli 1,11 milioni di tonnellate dello stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo Peak Trading Research, il ribilanciamento annuale degli indici sulle materie prime potrebbe innescare acquisti per circa 37.000 contratti futures sul cacao, equivalenti a quasi il 31% dell’open interest totale delle opzioni sul cacao, contribuendo potenzialmente a sostenere i prezzi intorno ai livelli attuali.
Il cacao è inoltre destinato a entrare questo mese nel Bloomberg Commodity Index (BCOM). Secondo le stime di Citigroup, l’inclusione potrebbe attirare fino a 2 miliardi di dollari di acquisti di futures sul cacao di New York.
COCOA (D1)
Fonte: xStation5
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