07:44 · 3 giugno 2026

Nikkei ancora Record

Punti chiave
Punti chiave
  • Nuovo record del Nikkei a 123,8% da aprile 2025
  • Rialzo tassi in Europa con una probabilitá del 97% 
  • In Usa tassi fermi e titoli di Stato con uno spread ai minimi del 2025

Nikkei segna un altro record con una salita da oltre 2,5% nella notte, nel frattempo le probabilitá di un rialzo dei tassi in Europa salgono al 97% dopo l'uscita dell'inflazione nella giornata di ieri 2 giugno. Oggi l'uscita dei dati Jolts in Usa sul mercato del lavoro. 

Mercati senza sosta

Un Nikkei impressionante dal punto di vista tecnico che prova a scendere nel pre-market con un ribasso del -1% totalmente riassorbito a ridosso dell'apertura e andamento unidirezionale che porta a nuovi massimi storici. Il rendimento dai 30792 del 7 aprile 2025 sale al 123,8%, rendimento a dir poco incredibile in cosí poco tempo. La situazione sembra essere insostenibile ma a livello tecnico i segnali di ribasso mancano totalmente e di conseguenza non si puó far altro che osservare questa salita inerziale dovuta principalmente alle normali dinamiche di mercato. Se i market maker continuano a fare da controparte e continuano ad esaurire venditori su tutti i livelli di prezzo, il risultato é una salita che non trova freni. I fondamentali per giustificare un rialzo di oltre il 120% in poco piú di 12 mesi non ci sono, o meglio, é difficile giustificare un rendimento cosí elevato. Rialzisti sono ancora anche gli altri mercati ad eccezione del Dax che rimane ancora a testare i massimi degli scorsi mesi seppur con fatica. 

Rialzo tassi in Europa? 

Lo strumento Ecb Watch Tool da un rialzo dei tassi per scontato con una probabilitá del 97%, molto alta. L'inflazione area euro é salita al 3,2%, sicuramente piú alta del target ma non cosí preoccupante da far intervenire una banca centrale. L'inflazione attuale é infatti un'inflazione da shock esogeno e non un'inflazione da domanda, non é l'economia a strutturare al rialzo l'inflazione bensí l'improvviso aumento del prezzo del petrolio e le relative voci di spesa legate ad esso. Ricordiamo che il petrolio ha chiuso il mese di maggio in negativo, buon segno per vedere un eventuale ribasso nel mese di giugno, ma allo stesso tempo rimane ancora alto a ridosso dei 90 dollari al barile se prendiamo come riferimento il benchmark Wti. Se da una parte il rialzo dei tassi potrebbe essere doveroso vista la situazione, dall'altro lato, se ragioniamo in prospettiva dell'aumento dei prezzi del petrolio, l'economia potrebbe risentirne con un rallentamento economico dovuto ad un rialzo dei prezzi e dall'aumento dei tassi di interesse che vanno ad erodere il potere creditizio dei consumatori. La situazione é molto legata al petrolio e le prospettive non sono delle migliori dal punto di vista economico. Non si esclude comunque che i tassi potrebbero rimanere fermi proprio per via di queste prospettive. 

Titoli di Stato e Tassi in Usa 

In Usa la situazione invece sembra statica, con un'inflazione al 3,8% abbiamo le probabilitá di rialzo tassi praticamente a 0%, infatti il Fed Watch Tool si ancora ad un 99% di probabilitá di tassi fermi. Nel frattempo i titoli di Stato Usa vedono uno spread ridursi in modo significativo a circa 40 punti base, livelli molto bassi che non si vedevano dal 2025. I titoli di Stato europei, per lo meno sulle scadenze decennali, sembrano ancora reggere la dinamica di inversione dei rendimenti che abbiamo visto a maggio, in sostanza per il mese di maggio potremmo vedere dei rendimenti in discesa, un vero e proprio controsenso con quanto vediamo dalle stime sul rialzo dei tassi. 

Occhio allo Yen 

Da non sottovalutare la situazione del Giappone che vede forti rialzi dell'azionario e allo stesso una nuova forte discesa dello yen che va a toccare di nuovo 160 con il cambio UsdJpy. Livelli che giusto un mese fa hanno visto l'intervento della BoJ direttamente sul mercato, un vero e proprio nulla fi datto che costringerebbe la BoJ a intervenire anche sui tassi. Attenzione, il Giappone ha faticato molto per uscire dalla spirale inflazione-deflazione che ha visto per ben 35 anni e questa volta l'inflazione sta riuscendo a tenere anche se si trova ancora su livelli relativamente bassi intorno a 1,4%. Un rialzo dei tassi porterebbe il Giappone in una situazione di pericolo di ritorno della disinflazione, di conseguenza un nuovo intervento della BoJ é da considerare anche a breve per via dei livelli di intervento visti negli scorsi mesi e anni. 

 

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