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08:14 · 8 gennaio 2026

Nikkei vende i massimi

Punti chiave
JP225
Indici
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Punti chiave
  • Nikkei al ribasso con un -1,6%
  • Test dei massimi settimanali per i mercati azionari 
  • Oggi Disoccupazione Italia e Europa 
  • Oggi Report Challenger e Richieste di Sussidi di Disoccupazione in Usa

Nikkei vende i massimi in una seduta particolarmente negativa che vede un calo di oltre il -1,6%. Venduti i massimi settimanali, un importante segnale anche per gli altri mercati come quelli europei che di fatto stanno cercando di andare ancora al rialzo alla ricerca di nuovi massimi. Oggi vedremo l'uscita dei dati occupazionali di Italia e Europa mentre si attende il Report Challenger sui tagli di posti di lavoro in Usa e le richieste di sussidi di disoccupazione. Domani é il turno del tasso di disoccupazione in Usa, il dato piú importante della settimana. 

Massimi venduti in Giappone e Usa. Comanda l'Europa

Massimi settimanali venduti nella sessione asiatica, in scia con i massimi venduti nella serata di ieri in Usa, massimi tecnicamente validi che oggi potrebbero fare da spinta ad un movimento ribassista nel corso del pomeriggio. Questo scenario tecnico é importante in quanto stiamo testando la bontá di questo movimento rialzista che oramai perdura da molto e sappiamo anche che il mese di gennaio é un mese notoriamente positivo per i mercati azionari, pertanto il test attuale potrebbe caratterizzare in modo determinante l'andamento del mese. La giornata di oggi avrá la funzione di preparare la chiusura settimanale di domani, fondamentale in quanto la prima vera settimana di trading del mese. Sui futures del Nasdaq abbiamo giá rotto i minimi della giornata di ieri, attendiamo l'apertura del cash che avverrá dopo l'uscita dei dati occupazionali del report Challenger e delle richieste di sussidi di disoccupazione. Gli indici europei risultano sicuramente piú tonici dal punto di vista tecnico, non abbiamo infatti segnali di debolezza evidenti come per Nikkei o Nasdaq su base settimanale, ma su base giornaliera abbiamo un indebolimento sulle strutture giornaliere. Anche in questo caso siamo in fase di test, l'Europa comanda al momento il sentiment dei mercati. 

 

 

Nikkei, grafico settimanale e i suoi massimi venduti nella notte - Fonte: XStation 


Disoccupazione Europa e Italia 

oggi usciranno idati sulla disoccupazione in Europa e in Italia, dati che non dovrebbero fare da market mover ma che di fatto risultano importanti nella lettura macroeconomica generale. Per l'Italia il dato é atteso stabile al 6%, per l'Europa la disoccupazione é attesa al 6,4%, anch'essa stabile. Facciamo attenzione a questi dati in quanto, qualora dovessero uscire negativi, potrebbero attivare la curva di Phillips, ossia quella correlazione inversa tra inflazione e disoccupazione che vediamo attiva in Uk, Canada e Usa, manca all'appello proprio l'Europa. Un peggioramento dei dati occupazionali, notoriamente in ritardo rispetto a Usa, potrebbe far rivedere nel prossimo futuro le mosse della Bce in merito ai tassi con possibili eventuali ulteriori tagli anche in presenza di inflazione al target del 2%. 

Report Challenger e Richieste di Sussidi di Disoccupazione Usa

Oggi l'uscita del report Challenger, il report sui tagli di posti di lavoro in Usa che al momento segnano un record su base annuale che non vedevamo dal post-pandemia. Infatti i tagli di posti di lavoro per quest'anno hanno superato ampiamente 1 milione di unitá, dati che abbiamo visto solamente in periodi di forte rallentamento economico, un rallentamento che in Usa ancora non si é palesato su tutti gli altri dati macro se non per un'iniziale tendenza a peggiorare, vedi ad esempio il tasso di disoccupazione. Oggi il dato relativo a dicembre che andrá a chiudere l'anno del report Challenger e che ci dará la foto definitiva del 2025. Occhio alle richieste di sussidi di disoccupazione in quanto quelle continue potrebbero ritornare a 1900k unitá, mentre le richieste iniziali a ridosso della soglia dei 210k unitá. Numeri questi non preoccupanti se messi in relazione con i dati precedenti, ma la tendenza potrebbe essere quella del ritorno al rialzo stando almeno alle stime e un rialzo forte delle richieste coincide solitamente con un rialzo del tasso di disoccupazione, quest'ultimo fondamentale per le scelte della Fed per il prossimo 28 gennaio. 

 

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