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10:32 · 7 maggio 2026

Notizie del mattino: i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran all'ombra dell'ultimatum di Trump

 

  • La sessione di ieri a Wall Street si è conclusa con un forte rialzo. I guadagni sono stati sostenuti dalle notizie provenienti dalla regione del Golfo riguardo a un possibile accordo quadro, oltre che dalla stagione delle trimestrali societarie ancora in corso. Di conseguenza, i principali indici statunitensi hanno chiuso a livelli record. L’S&P 500 è salito di oltre l’1,5%, il Nasdaq ha guadagnato circa il 2%, mentre il Dow Jones ha terminato la seduta in rialzo dell’1,2%.
  • La situazione legata all’Iran continua a essere al centro dell’attenzione dei mercati globali. Secondo il Wall Street Journal, rappresentanti iraniani e statunitensi, con il coinvolgimento di mediatori, stanno lavorando a un breve memorandum di 14 punti che potrebbe costituire la base per un possibile accordo volto a porre fine al conflitto. Teheran dovrebbe rispondere alla proposta di pace degli Stati Uniti giovedì, attraverso canali di mediazione che coinvolgono il Pakistan.
  • Le crescenti aspettative di una possibile de-escalation sono state accolte positivamente dagli investitori. In risposta ai segnali di un possibile accordo, i prezzi del petrolio sono scesi intorno ai 100 dollari al barile. I mercati stanno sempre più scontando uno scenario di riduzione del rischio geopolitico e di maggiore stabilità regionale.
  • Allo stesso tempo, i consiglieri di Donald Trump sarebbero sempre più preoccupati per le conseguenze politiche di un conflitto prolungato con l’Iran, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato e dell’aumento dei prezzi del carburante negli Stati Uniti. All’interno dell’amministrazione cresce la convinzione che un’escalation possa influire negativamente sul sostegno ai Repubblicani, mentre gli elettori avvertono sempre di più la pressione dell’aumento del costo della vita e dei prezzi dell’energia.
  • Trump, tuttavia, mantiene una linea dura nei confronti di Teheran. Il presidente ha lanciato un ultimatum, avvertendo che il mancato accordo porterebbe a un’intensificazione dei bombardamenti. Ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti non permetteranno all’Iran di ottenere armi nucleari.
  • Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Axios, resta la possibilità che Trump possa riprendere le azioni militari prima del suo prossimo viaggio in Cina.
  • Anche i mercati asiatici hanno aperto la sessione in forte rialzo, con gli investitori che stanno aumentando chiaramente la propensione al rischio grazie alle crescenti speranze di un cessate il fuoco con l’Iran e all’assenza di interruzioni nello Stretto di Hormuz. Il miglioramento del sentiment sostiene sia i mercati azionari sia la stabilità del settore energetico.
  • A distinguersi maggiormente è il Nikkei 225 giapponese, che balza di oltre il 6% dopo il ritorno dalla festività della Golden Week, raggiungendo un livello record sopra i 63.000 punti. Forti rialzi sono visibili in tutta la regione. L’Hang Seng guadagna oltre l’1,3%, mentre il KOSPI sudcoreano sale di oltre l’1%. In rialzo anche l’S&P/ASX 200 australiano.
  • Il Giappone è intervenuto nuovamente verbalmente sul mercato valutario. Il vice ministro delle Finanze Atsushi Mimura ha dichiarato che le autorità stanno monitorando attentamente lo yen e sono pronte a reagire a movimenti eccessivi della valuta. Tuttavia, gli analisti sottolineano che l’efficacia di eventuali interventi potrebbe essere limitata, poiché il conflitto con l’Iran continua a sostenere il dollaro statunitense e ad aumentare la pressione sullo yen attraverso prezzi energetici più elevati.
  • Inoltre, i verbali della riunione di marzo della Bank of Japan hanno mostrato un atteggiamento sempre più restrittivo (“hawkish”). I responsabili della politica monetaria hanno segnalato disponibilità a ulteriori rialzi dei tassi di interesse se economia e inflazione evolveranno in linea con le previsioni, sottolineando al contempo che i tassi attuali rimangono relativamente bassi considerando le persistenti pressioni inflazionistiche.
  • I dati commerciali australiani hanno invece contrastato con il sentiment globale generalmente positivo. Il Paese ha registrato il primo deficit commerciale dalla fine del 2017, pari a 1,8 miliardi di dollari australiani nel mese di marzo.
  • Il sentiment positivo continua anche sui mercati dei metalli preziosi. L’oro sale di circa lo 0,4%, scambiando sopra i 4.700 dollari l’oncia, mentre l’argento sovraperforma con rialzi vicini all’1,5%.
  • Al contrario, oggi le criptovalute sono sotto pressione. Il Bitcoin perde circa lo 0,3%, testando il livello degli 81.000 dollari, mentre Ethereum scende di quasi l’1,5%, sotto i 2.350 dollari.

 

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