- I mercati asiatici hanno mostrato un andamento contrastato. Mentre i principali indici cinesi hanno registrato un lieve arretramento, i future sul Nikkei 225 giapponese sono saliti di oltre l’1% verso la chiusura (con il mercato cash in rialzo di oltre il 3%). Anche le azioni sudcoreane hanno messo a segno solidi guadagni.
- Il rally in Giappone è stato trainato dai titoli finanziari e tecnologici. In particolare, Mizuho Financial Group è balzata del 5% dopo una pubblicazione degli utili positiva, un miglioramento della guidance e l’annuncio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie.
- I future di Wall Street sono in lieve rialzo nelle prime fasi di contrattazione, con l’US100 in aumento dello 0,4% e l’US500 in progresso dello 0,25%.
- Le azioni Palantir sono balzate del 5% nel post-mercato dopo risultati eccellenti. I ricavi sono cresciuti del 70% su base annua a 1,4 miliardi di dollari, superando il consensus, mentre l’EPS di 0,25 dollari ha battuto le attese di 0,23 dollari.
- Al contrario, le azioni Nvidia hanno perso quasi il 3% nelle contrattazioni after-hours. Il sentiment è stato appesantito dalle dichiarazioni del CEO di OpenAI, che ha indicato come la società stia valutando architetture di chip alternative per l’espansione della propria infrastruttura.
- La Reserve Bank of Australia ha deciso un rialzo dei tassi, portando il cash rate al 3,85%. La mossa, in parte già scontata dai mercati, ha spinto l’AUDUSD in rialzo di oltre l’1%, recuperando dal recente calo registrato insieme ai metalli preziosi.
- La governatrice Michele Bullock ha ribadito che l’economia australiana rimane resiliente. In particolare, la RBA ha alzato la previsione del tasso di interesse a fine anno al 4,2%, citando prospettive di inflazione ancora elevate.
- I metalli preziosi stanno trovando un livello di supporto. L’argento è balzato di oltre l’8% fino a 85 dollari l’oncia, mentre l’oro è salito del 5% scambiando intorno ai 4.900 dollari l’oncia.
- Goldman Sachs ha osservato che l’oro continua a essere sostenuto dalla domanda strutturale, fungendo da “copertura strategica” per investitori istituzionali e banche centrali.
- I mercati energetici restano deboli. Il Brent scambia sotto i 66 dollari al barile, con il WTI leggermente al di sotto dei 62 dollari. L’attenzione del mercato si è spostata dalle tensioni con l’Iran verso il patto commerciale tra Stati Uniti e India e il shutdown del governo statunitense.
- I premi geopolitici rischiano di essere azzerati. L’Iran ha segnalato la disponibilità ad avviare colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. Gli analisti suggeriscono che, se i negoziati dovessero iniziare senza attriti, il premio geopolitico di 5–10 dollari attualmente incorporato nei prezzi del petrolio potrebbe essere eliminato.
- Uno storico accordo commerciale tra Stati Uniti e India prevede la riduzione dei dazi sui beni indiani al 18% dall’attuale 50% (che includeva un’aliquota base del 25% e una penalità del 25% legata alle importazioni di petrolio russo). In cambio, l’India ridurrà le barriere per i prodotti americani. Le azioni indiane hanno registrato un forte rally sulla notizia.
- In base ai termini dell’accordo, l’India si è impegnata a cessare gli acquisti di greggio russo, promettendo invece di aumentare le importazioni di petrolio statunitense.
- Sul fronte interno, Donald Trump ha esortato la Camera dei Rappresentanti ad accelerare l’approvazione della legge di bilancio per porre fine al shutdown parziale del governo.
- Il report sui non-farm payrolls statunitensi, originariamente previsto per questo venerdì, dovrebbe ora essere rinviato.
L'AUDUSD ha annullato tutti i movimenti al ribasso legati alla svendita dei metalli. Fonte: xStation5
Grafico del giorno: AUDUSD in rialzo 📈
Nuovi Massimi Nikkei. Oggi i Jolts
Anteprima Palantir: la perfezione è già nel prezzo?
US Open: l'America sale, i metalli preziosi crollano!
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