10:28 · 8 luglio 2026

Notizie del mattino: la tensione nel Golfo Persico sta tornando a salire e il petrolio è di nuovo sotto i riflettori

📈 Mercato azionario

La seduta di martedì a Wall Street si è conclusa in calo per i principali indici.

  • Il Dow Jones ha perso oltre lo 0,2%, scendendo sotto la soglia dei 53.000 punti.
  • L'S&P 500 ha ceduto quasi lo 0,5%, riflettendo un peggioramento del sentiment degli investitori.
  • Il Nasdaq, fortemente esposto al comparto tecnologico, è stato il più penalizzato, perdendo oltre l'1,1%, con il settore dei semiconduttori sotto la maggiore pressione.

I ribassi più marcati hanno riguardato i produttori statunitensi di memorie Micron e SanDisk, i cui titoli hanno perso rispettivamente circa il 5% e il 7%.

Tra gli altri principali titoli tecnologici, Intel è crollata di quasi il 10%, mentre AMD ha lasciato sul terreno quasi il 7%.

Le società del gruppo degli hyperscaler – Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet – hanno invece mostrato una buona tenuta, chiudendo la seduta in territorio positivo.

Sui mercati asiatici prevale un clima negativo e la maggior parte delle borse della regione continua la fase di vendite.

La peggiore performance è quella del KOSPI sudcoreano, in calo di oltre il 5%, penalizzato dai rischi globali e dal deterioramento del sentiment nei confronti del settore dell'intelligenza artificiale.

Il Nikkei giapponese perde circa l'1%, seguendo il trend ribassista della regione.

Le borse cinesi mostrano invece una maggiore resilienza, con l'Hang Seng di Hong Kong in rialzo di oltre il 2,5%.

🌍 Geopolitica e settore energetico

Il sentiment degli investitori è peggiorato a causa dell'aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, innescate da un attacco iraniano contro una nave metaniera (LNG) del Qatar nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dagli attacchi guidati dagli Stati Uniti contro obiettivi militari in Iran, in risposta ai precedenti attacchi contro navi commerciali.

Dopo la chiusura della seduta, il rialzo delle materie prime ha accelerato in seguito alla decisione degli Stati Uniti di revocare la licenza (autorizzazione) per la vendita di petrolio iraniano e alle ulteriori azioni militari contro l'Iran, aumentando il rischio di nuove sanzioni e restrizioni dell'offerta.

Teheran ha definito il ripristino delle sanzioni petrolifere una violazione dei precedenti accordi di pace e il comando iraniano ha annunciato una "rappresaglia devastante", accusando Washington di aver infranto gli accordi di cessate il fuoco in vigore.

Fonti non confermate indicano la possibilità che la marina iraniana possa chiudere lo Stretto di Hormuz, uno scenario che rappresenterebbe una grave escalation del conflitto.

Le interruzioni del traffico lungo una delle principali rotte mondiali per il trasporto di petrolio e GNL hanno aumentato le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture energetiche globali, alimentando l'avversione al rischio sui mercati.

Negli ultimi giorni la Cina ha acquistato almeno 26 milioni di barili di petrolio dai Paesi del Golfo Persico, con consegne previste tra luglio e agosto.

Pechino ha approfittato dei forti sconti praticati dall'Arabia Saudita, i più elevati dal 2020, con l'obiettivo di ricostituire le proprie scorte strategiche dopo un periodo di importazioni contenute.

🛢️ Materie prime

  • I contratti sul Brent sono saliti di circa il 3%, raggiungendo i 74 dollari al barile, in risposta all'escalation del conflitto in Medio Oriente.
  • Il WTI statunitense ha chiuso la giornata in rialzo di quasi il 3%, a circa 70 dollari al barile.

Sul mercato dei metalli preziosi prevale invece un sentiment misto, riflesso dell'incertezza degli investitori.

  • L'oro perde circa lo 0,4%, testando l'area dei 4.100 dollari l'oncia, in una fase di lieve correzione.
  • L'argento si mantiene sostanzialmente invariato, scambiando intorno ai 61 dollari l'oncia.

💵 Macroeconomia e valute

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ), in linea con le aspettative del mercato, ha aumentato il tasso ufficiale di riferimento (Official Cash Rate – OCR) di 25 punti base, portandolo al 2,50%.

La banca centrale ha inoltre segnalato che i persistenti rischi inflazionistici potrebbero rendere necessario un ulteriore inasprimento della politica monetaria.

Il tono restrittivo (hawkish) del comunicato ha sostenuto il dollaro neozelandese (NZD), poiché gli investitori hanno aumentato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi.

La governatrice della RBNZ, Anna Breman, ha dichiarato che l'inflazione in Nuova Zelanda potrebbe aver già raggiunto il suo picco.

La banca centrale mantiene comunque un approccio prudente, alla luce dell'incertezza ancora presente sulle pressioni inflazionistiche.

È stato ribadito che le future decisioni sui tassi di interesse dipenderanno dai dati macroeconomici in arrivo, pur restando valido lo scenario di un graduale irrigidimento della politica monetaria.

🪙 Criptovalute

Si osserva un netto deterioramento del sentiment nel comparto degli asset digitali, con gli investitori che stanno riducendo l'esposizione al rischio.

  • Bitcoin perde circa lo 0,8%, scendendo sotto la soglia dei 63.000 dollari.
  • Ethereum cede oltre l'1%, mettendo alla prova il supporto in area 1.750 dollari.
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Mercati Deboli

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