Azioni
Dopo una seduta di lunedì relativamente positiva, i future sul Nasdaq 100 sono in calo di oltre l'1%. Il sentiment nei confronti dei leader della rivoluzione dell'intelligenza artificiale, ovvero le società che finora hanno registrato i maggiori rialzi, sta nuovamente peggiorando.
Il fattore scatenante della vendita è stato l'annuncio dei risultati preliminari del secondo trimestre di Samsung. Un utile operativo record (58,4 miliardi di dollari) e ricavi record (112 miliardi di dollari) non sono stati sufficienti a soddisfare gli investitori. Le aspettative erano ancora più elevate e uno scenario estremamente positivo era già ampiamente incorporato nel prezzo del titolo. Dopo la pubblicazione dei dati, le azioni perdono quasi il 10%.
Sulla scia di Samsung, anche l'intero indice sudcoreano KOSPI è finito sotto pressione. Le vendite sono state così intense che le contrattazioni sono state sospese per 20 minuti. Attualmente l'indice registra un calo giornaliero del 6%.
Anche gli altri principali listini asiatici sono in territorio negativo: lo Shanghai SE Composite perde l'1,6%, l'Hang Seng meno dello 0,5% e il Nikkei il 2,2%. Tra i titoli peggiori in Giappone figura Kioxia (-11%), la società con la maggiore capitalizzazione della Borsa giapponese e uno dei maggiori produttori mondiali di memoria NAND flash e SSD (in precedenza nota come Toshiba Memory).
Geopolitica
Le dichiarazioni del presidente Trump sulla situazione in Medio Oriente hanno avuto un impatto limitato sui mercati. Trump ha affermato che "l'Iran deve firmare un accordo", altrimenti "gli Stati Uniti torneranno e porteranno a termine il lavoro". La reazione dei mercati è stata tuttavia marginale e i prezzi delle materie prime energetiche sono rimasti pressoché invariati.
Materie prime
Si osserva una stabilizzazione dei prezzi del petrolio: il Brent quota circa 73 dollari al barile (+0,9% oggi), mentre il WTI si attesta intorno ai 69 dollari.
Il gas TTF europeo sale a poco più di 46 euro per MWh (+4,9% nella giornata), mentre il gas naturale statunitense scende a 3,23 dollari (-0,6% dall'inizio della giornata).
I metalli preziosi sono in ribasso, anche a causa del nuovo aumento dei rendimenti dei titoli di Stato nelle principali economie. L'oro quota circa 4.125 dollari l'oncia troy (-1%), mentre l'argento si mantiene poco sopra i 60 dollari l'oncia (-2,4%).
Dati macroeconomici
I dati pubblicati ieri sugli ordinativi all'industria in Germania hanno sorpreso positivamente, con un aumento del 6,2%. Anche la produzione industriale di maggio, diffusa oggi, ha superato le attese, registrando una crescita dello 0,9% su base mensile.
Il Paese è ancora in attesa degli effetti del massiccio piano di stimolo fiscale annunciato nel marzo dello scorso anno dal cancelliere Friedrich Merz. All'epoca furono stanziati 500 miliardi di euro per investimenti in infrastrutture, sanità, energia e modernizzazione digitale.
Anche l'inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) dell'Eurozona è aumentata, attestandosi al 5,9%, un dato comunque sostanzialmente in linea con le aspettative.
Anche le vendite al dettaglio, cresciute dell'1,6% su base annua, non hanno riservato sorprese.
Negli Stati Uniti è stata effettuata una lieve revisione al ribasso degli indici PMI di giugno. L'indice composito si è attestato a 51,9 punti, indicando un rallentamento della crescita economica rispetto al robusto +2,7% registrato nel primo trimestre.
Valute
Grazie al moderato rialzo del Brent (+0,8% rispetto alla chiusura di venerdì) e all'aumento più marcato del GNL quotato sul mercato olandese TTF (+3% nello stesso periodo), la corona norvegese (+0,5%) guida la classifica delle valute più forti della settimana.
Al contrario, le tradizionali valute rifugio sono in calo, in particolare lo yen giapponese e il franco svizzero, entrambi in ribasso dello 0,3%.
Criptovalute
Bitcoin (-1,2%) ed Ethereum (-1,4%) proseguono la loro fase di ribasso.
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