GEOPOLITICA E MEDIO ORIENTE
• Lo stallo nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran dura ormai da nove settimane: le due parti non sono riuscite a concordare una data per il secondo round di colloqui in Pakistan. L’Iran rifiuta di negoziare finché il blocco navale resterà in vigore, mentre Trump ha dichiarato di “avere tutto il tempo del mondo” e di non avere intenzione di affrettare una soluzione del conflitto. Da ricordare che inizialmente Trump aveva promesso una soluzione entro “quattro o cinque settimane”.
• Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e Libano dopo un incontro alla Casa Bianca con rappresentanti di entrambe le parti. L’ottimismo del presidente è stato però subito ridimensionato: l’ambasciatore israeliano all’ONU, Danny Danon, ha dichiarato a CNN che la proroga “non è certa al 100%”, avvertendo che Hezbollah sta lanciando razzi contro alcune postazioni, minando la tregua.
• Trump ha ordinato alla Marina statunitense di “sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione” che posi mine nello Stretto di Hormuz, sostenendo allo stesso tempo che gli Stati Uniti controllano ormai lo stretto. In realtà, l’Iran continua a mantenere uno stretto controllo su questa via d’acqua strategica e la situazione resta tesa.
• Trump ha minacciato il Regno Unito con “pesanti dazi” se Londra non ritirerà la Digital Services Tax, che colpisce i colossi tecnologici americani Apple, Google e Meta. Si tratta dell’ennesimo punto di tensione nei rapporti transatlantici in vista della visita di Stato di Trump nel Regno Unito.
ECONOMIA E DATI MACROECONOMICI
• L’inflazione core giapponese (core CPI) si è attestata all’1,8% su base annua a marzo, in linea con le attese ma sotto il target del 2% della BOJ per il secondo mese consecutivo. Allo stesso tempo, il PPI dei servizi ha sorpreso al rialzo: 3,1% contro attese del 3,0% e precedente del 2,7%, segnalando persistenti pressioni sui prezzi lungo la filiera. Lo shock energetico legato alla guerra con l’Iran dovrebbe riportare l’inflazione sopra il target nei prossimi mesi, mantenendo sul tavolo un rialzo dei tassi a giugno da parte della BOJ.
• Il ministro delle Finanze giapponese Katayama ha intensificato la propria retorica interventista sullo yen, avvertendo di “azioni decisive” contro la speculazione valutaria, in stretto coordinamento con gli Stati Uniti. Lo yen oscilla attorno al livello psicologico di 160 per dollaro. Il riferimento al coordinamento con Washington richiama le condizioni che precedettero il primo intervento congiunto USA-Giappone sul mercato valutario dopo 15 anni.
• Trump ha avvertito gli americani che i prezzi della benzina resteranno elevati “ancora per un po’ di tempo” a causa dell’inasprimento delle sanzioni contro l’Iran. Il commento ha implicazioni reali per l’inflazione: il trasferimento dei costi energetici su trasporti, logistica e beni di consumo potrebbe aggiungere ulteriore pressione sui prezzi, complicando il percorso dei tassi della Fed.
• Lufthansa ha cancellato 20.000 voli a causa dell’aumento del prezzo del carburante per aerei, diretta conseguenza della crisi petrolifera derivante dal conflitto nell’area del Golfo Persico. È un segnale che la crisi energetica sta iniziando ad avere un impatto concreto sul settore dei trasporti europeo.
MERCATI AZIONARI – WALL STREET E ASIA
• Wall Street ha chiuso la seduta di giovedì in calo: l’S&P 500 ha perso lo 0,4% e il Nasdaq Composite lo 0,9% (peggior giornata in quasi un mese), nonostante entrambi gli indici avessero segnato nuovi massimi intraday durante la sessione. Su base settimanale, l’S&P 500 cede appena lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,1%, sorprendentemente poco considerando il balzo settimanale del petrolio del 16–17%.
• I futures sugli indici USA sono misti prima della seduta di venerdì: futures S&P 500 quasi invariati, futures Nasdaq 100 in rialzo di circa lo 0,4% (trainati da Intel), futures Dow in calo di circa lo 0,2%. Il mercato resta in modalità “narrow leadership”: Cameron Dawson di NewEdge Wealth osserva che i rialzi sono guidati quasi esclusivamente dai semiconduttori, e l’iShares Semiconductor ETF (SOXX) ha registrato la 17ª seduta consecutiva di rialzo.
• I mercati asiatici hanno scambiato in ordine sparso venerdì. Il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,71% grazie alla forza del settore tecnologico, mentre il Topix è salito dello 0,30%. In calo invece l’Hang Seng (-0,61%), il CSI 300 (-0,28%), il Kospi (-0,23%) e l’ASX 200 australiano (-0,29%). L’estensione del cessate il fuoco Israele-Libano non è riuscita a rassicurare gli investitori.
VALUTE
• Il dollaro si è rafforzato leggermente, muovendosi in un range ristretto. USD/JPY resta attorno a 159,8, vicino alla soglia chiave di 160, livello al quale le autorità giapponesi hanno segnalato la disponibilità a intervenire. EUR/USD è in lieve calo (-0,04%) a 1,168, mentre GBP/USD è praticamente invariato a 1,346.
• Lo zloty perde leggermente terreno: USD/PLN a 3,63 (+0,06%), EUR/PLN a 4,24 (+0,08%). Nel mercato valutario più ampio, le valute legate alle materie prime e dei mercati emergenti mostrano debolezza: corona norvegese, rand sudafricano e peso messicano arretrano contro il dollaro. La PBOC ha fissato il cambio USD/CNY a 6,8674, ben sopra le stime di mercato (6,8400), suggerendo un ulteriore indebolimento controllato dello yuan.
MATERIE PRIME
• I prezzi del petrolio restano elevati nel contesto dello scontro USA-Iran e del blocco in corso dello Stretto di Hormuz. Il Brent guadagna quasi il 17% su base settimanale, mentre il WTI circa il 16%. Venerdì mattina il WTI tratta attorno a 96 dollari (-1,0% sulla sessione) e il Brent vicino a 99 dollari (-1,2%). Si tratta di una correzione dopo il forte rally settimanale, ma il trend resta rialzista.
• L’oro restituisce parte dei guadagni: -0,36% a circa 4.677 dollari l’oncia. L’argento perde lo 0,60%. Il gas naturale (NATGAS) cala dello 0,51%. Goldman Sachs stima che la produzione petrolifera nel Golfo Persico potrebbe riprendersi rapidamente dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma per ora resta uno scenario ipotetico.
• La crisi dei carburanti colpisce le raffinerie asiatiche: la guerra con l’Iran costringe gli impianti in Asia a ridurre la lavorazione, minacciando le forniture di diesel e carburante aereo nella regione. È proprio questo il fattore che ha portato Lufthansa a cancellare 20.000 voli.
AZIENDE
• Intel – il titolo è salito del 19% dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre nettamente superiori alle attese (EPS di 0,29 dollari contro consenso di 0,01; ricavi di 13,58 miliardi contro 12,42 miliardi). La società ha inoltre alzato la guidance per il secondo trimestre. È il principale motore dei rialzi del Nasdaq.
• SAP è salita del 5% nell’after-hours grazie a risultati superiori alle attese (EPS di 1,72 dollari contro 1,69) e a una crescita del 19% dei ricavi cloud. Tuttavia, l’azienda ha precisato che la guidance 2026 presuppone una de-escalation del conflitto in Medio Oriente.
• Nike ha annunciato il licenziamento di 1.400 dipendenti: si tratta del secondo round di tagli quest’anno.
• DeepSeek ha rilasciato una versione preview del modello V4, nuovo capitolo della corsa cinese all’AI. Il modello è open-source ed è progettato per competere con i principali LLM globali. Alibaba ha annunciato l’integrazione del proprio modello Qwen nei veicoli prodotti da BYD e Volkswagen (joint venture locale), riflettendo la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nell’industria automobilistica.
CRIPTOVALUTE
• Bitcoin perde lo 0,38%, scambiando in area 77.500–77.700 dollari. Il mercato crypto attende il summit sulle criptovalute di sabato a Mar-a-Lago, dove Trump terrà un discorso: l’evento è riservato esclusivamente ai 297 maggiori detentori del memecoin $TRUMP. Questo potrebbe generare volatilità nel segmento memecoin durante il weekend.
COSA ASPETTARSI DALLA SEDUTA ODIERNA
• Prima dell’apertura dei mercati USA pubblicheranno i risultati trimestrali Procter & Gamble, Norfolk Southern, Charter Communications e SLB. In particolare i risultati di SLB (settore oil) potrebbero offrire indicazioni sull’impatto della crisi energetica sul comparto.
• Alle 16:00 CET sarà pubblicata la lettura finale dell’Indice di Fiducia dei Consumatori dell’Università del Michigan per aprile. Sullo sfondo degli avvertimenti di Trump sui prezzi della benzina, il dato potrebbe confermare un peggioramento del sentiment delle famiglie americane.
• I mercati resteranno sensibili alle notizie provenienti dal Medio Oriente: il weekend si prospetta turbolento per l’aumentato livello di allerta di Israele in vista di una possibile escalation. La leadership ristretta del mercato (dominata dai semiconduttori) e il disallineamento tra ottimismo degli investitori e realtà geopolitiche creano un contesto fragile, nel quale qualsiasi headline negativa potrebbe innescare una brusca correzione.
Volatilità attuale dei mercati. Fonte: xStation
Gli indici PMI statunitensi superano le aspettative 📈 Le azioni tornano in territorio positivo
Il grano cerca di proseguire la tendenza al rialzo nonostante il miglioramento delle condizioni meteorologiche negli Stati Uniti🔎Cosa succederà ora?
💶L'indice PMI europeo crolla a causa del conflitto in Iran che colpisce duramente l'attività economica
Grafico del giorno: dove si sta dirigendo lo yen all'ombra di Hormuz e della Banca del Giappone?
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