10:10 · 23 luglio 2026

Notizie del mattino: una nuova minaccia di conflitto in Medio Oriente 🚨 (23.07.2026)

L'escalation in Medio Oriente è giunta alla dodicesima notte consecutiva: Stati Uniti e Iran continuano a scambiarsi attacchi e Donald Trump ha minacciato che, per ogni attacco contro una petroliera nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti distruggeranno un ponte o una centrale elettrica in Iraq. L'Iran ha risposto affermando che, in caso di attacco alle proprie infrastrutture, colpirà impianti energetici e ponti nella regione, compresi quelli legati agli interessi statunitensi. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato lo Stretto di Hormuz "completamente chiuso", avvertendo che nessuna petroliera potrà attraversarlo senza la loro autorizzazione e minacciando di bloccare completamente il flusso di petrolio in caso di attacco alle infrastrutture iraniane.

Gli Houthi stanno estendendo il blocco anche al Mar Rosso: sostengono di aver attaccato le petroliere saudite Layla ed Encelia, anche se la UKMTO ha confermato che è stata colpita soltanto una nave. Circa 9-10 imbarcazioni hanno rinunciato a transitare nello stretto di Bab el-Mandeb dopo l'annuncio del blocco dei porti sauditi. Il Kuwait ha riferito di aver intercettato droni sul proprio territorio, segnale che il rischio si sta estendendo oltre i due principali "colli di bottiglia" del trasporto marittimo. Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno dispiegando forze speciali, caccia e personale medico nella regione, approvando inoltre altri 73 miliardi di dollari per finanziare il conflitto con l'Iran.

I mercati statunitensi hanno chiuso in ribasso nonostante solidi risultati societari: gli indici hanno cancellato i guadagni iniziali, con il Dow Jones a -0,01%, l'S&P 500 a -0,14% e il Nasdaq Composite a -0,57%. Anche i futures di giovedì restano sotto pressione (Dow -0,1%, S&P -0,2%, Nasdaq -0,2%) a causa delle preoccupazioni per gli investimenti nell'intelligenza artificiale e per l'aumento del prezzo del petrolio. Il rendimento del Treasury decennale USA resta stabile al 4,661%, mentre quello del biennale si attesta al 4,304%, con un'elevata probabilità che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella prossima riunione.

Le borse asiatiche avanzano nonostante le tensioni geopolitiche, sostenute dagli investimenti nell'intelligenza artificiale. Il Kospi ha guadagnato oltre il 3% (terza seduta consecutiva in rialzo), il Nikkei è salito tra lo 0,55% e l'1%, mentre l'ASX 200 ha registrato un progresso dello 0,72%. SK Hynix è balzata del 6,5% e Samsung del 4,8%, grazie all'aumento delle previsioni di spesa in conto capitale di Google e ai solidi risultati di Tesla. In Corea del Sud il PIL del secondo trimestre è cresciuto dello 0,6% trimestrale (contro lo 0,4% atteso), sostenuto dalle esportazioni di semiconduttori, aumentando però le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Bank of Korea.

Anche il mercato del lavoro australiano ha sorpreso positivamente: a giugno sono stati creati 76.300 posti di lavoro, ben oltre i 15.000 previsti, il dato migliore da oltre un anno, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,4%. Il dollaro australiano e i rendimenti obbligazionari a breve termine sono saliti, aumentando leggermente le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia ad agosto. Tuttavia, l'elevato tasso di sotto-occupazione (6,5%, massimo degli ultimi 22 mesi) rende meno scontata un'interpretazione pienamente restrittiva.

Il dollaro si indebolisce leggermente, mentre yen e franco svizzero restano osservati speciali. Euro, dollaro canadese, dollaro australiano e franco svizzero guadagnano terreno contro il biglietto verde, mentre il cambio USD/JPY rimane stabile. Il ministro delle Finanze giapponese ha dichiarato di essere pronto a intervenire "con decisione" sul mercato valutario se necessario. Sulle piattaforme di trading, l'EUR/USD quota intorno a 1,1429, il GBP/USD a 1,3382 e l'USD/JPY vicino a 163,10.

Il petrolio raggiunge i massimi delle ultime sei settimane: il Brent sale di circa il 2% fino a sfiorare i 96 dollari al barile, dopo l'attacco a una petroliera al largo dell'Arabia Saudita, mentre il WTI guadagna circa l'1,7%, attestandosi a 88,27 dollari al barile. HSBC sottolinea che l'evoluzione dei prezzi dipenderà dalla capacità della diplomazia di ripristinare la prevedibilità dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. L'oro arretra leggermente (-0,23%) nonostante le tensioni geopolitiche, un comportamento insolito, mentre il miliardario John Paulson ritiene che il rally del metallo prezioso sia ancora nelle "prime fasi" di un mercato rialzista di lungo periodo.

Risultati contrastanti per le big tech, con l'attenzione rivolta agli investimenti nell'intelligenza artificiale. Alphabet perde oltre il 4% dopo aver aumentato la guidance sulle spese in conto capitale per il 2026 a 195-205 miliardi di dollari, nonostante ricavi pari a 119,8 miliardi, superiori alle attese (116,93 miliardi). Tesla cede tra il 3% e il 4% dopo un utile per azione deludente (0,33 dollari contro gli 0,51 dollari attesi), pur avendo registrato ricavi superiori alle previsioni (28,24 miliardi di dollari). ServiceNow guadagna oltre il 2% grazie a risultati migliori delle attese e all'aumento delle previsioni sugli abbonamenti. Texas Instruments perde il 3% nonostante abbia superato le stime sugli utili, mentre IBM sale del 2% pur avendo riportato risultati inferiori alle aspettative. Uber ha annunciato il taglio del 10% del personale del servizio clienti, citando la crescente adozione dell'intelligenza artificiale.

Le criptovalute restano sotto pressione a causa del generale clima di avversione al rischio. Bitcoin perde circa lo 0,67%, scendendo nell'area compresa tra 65.488 e 65.678 dollari, penalizzato dalle tensioni geopolitiche e dal calo dell'appetito per gli asset più rischiosi.

Nella seduta odierna l'attenzione sarà rivolta alla decisione della BCE, ai dati settimanali sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (ore 14:30 italiane, consenso 212.000) e alle trimestrali di American Airlines, Dow, T-Mobile, Union Pacific e Norfolk Southern prima dell'apertura di Wall Street, mentre Intel pubblicherà i risultati dopo la chiusura dei mercati. In Europa, i futures indicano un'apertura leggermente negativa (DAX -0,21%, Euro Stoxx 50 -0,10%, FTSE 100 invariato), con i mercati che continueranno a monitorare le tensioni in Medio Oriente e le reazioni all'ultima tornata di trimestrali delle Big Tech, in vista dei risultati della prossima settimana di Meta, Microsoft, Amazon e Apple.

Attualmente è evidente una certa volatilità sui principali strumenti. Il comportamento divergente tra OIL e OIL.WTI è dovuto al rollover del contratto future OIL. Fonte: xStation

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