GEOPOLITICA E CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE
• Il Wall Street Journal riporta che il presidente Trump ha incaricato i suoi consiglieri di prepararsi a un blocco prolungato e a tempo indeterminato dei porti iraniani. La decisione è stata presa dopo una riunione di lunedì nella Situation Room: Trump ha valutato che riprendere la campagna di bombardamenti o disimpegnarsi dal conflitto comporterebbe rischi maggiori rispetto al mantenimento della pressione economica. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa il 20% del petrolio e del GNL globale, rimane chiuso.
• La diplomazia resta in stallo. Due giorni fa l’Iran ha dichiarato che non discuterà il proprio programma nucleare alle condizioni attuali. Teheran chiede riparazioni, alleggerimento delle sanzioni e una qualche forma di controllo sullo Stretto di Hormuz, mentre Washington insiste sullo smantellamento del programma nucleare iraniano. Un alto funzionario USA ha dichiarato che il blocco “sta avendo effetti evidenti” – l’Iran sta facendo fatica a stoccare il petrolio invenduto.
PROSPETTIVE ECONOMICHE
• La stagione delle trimestrali USA resta solida: oltre l’80% delle aziende ha superato le attese, con una crescita degli utili nel primo trimestre intorno al 16%. Tuttavia, i mercati necessitano di nuovi catalizzatori per salire ulteriormente. Qualsiasi segnale di aumento dei costi potrebbe innescare una reazione negativa, soprattutto per i colossi tech la cui ponderazione negli indici è enorme. Oggi si conclude la stagione dei risultati delle “Mag7”.
• Le banche centrali non offrono segnali di svolta accomodante. Né la BCE né la Bank of England hanno margine per tagliare i tassi a causa dell’inflazione persistente legata alla crisi energetica. Anche la Fed non prevede cambiamenti: l’inflazione sta risalendo. In serata sono attese la decisione del FOMC (tassi previsti invariati al 3,50–3,75%) e quella della Bank of Canada (attesa invariata al 2,25%).
• Il NIESR ha tagliato le previsioni di crescita del Regno Unito, avvertendo che la guerra in Iran manterrà l’inflazione sopra target fino al 2028. Anche il Canada ha ridotto le previsioni di crescita, pur registrando un deficit inferiore alle attese nella dichiarazione di primavera.
PETROLIO E COMMODITIES
• Il petrolio continua il rally multi-sessione. Il superamento del livello di 100$ per il WTI potrebbe attirare ulteriore momentum da strategie algoritmiche e trend-following.
• I dati API confermano un irrigidimento dell’offerta fisica: le scorte di greggio USA sono diminuite di 1,79 milioni di barili (seconda settimana consecutiva di calo), la benzina di 8,47 milioni e i distillati di 2,60 milioni. Questo indica che la chiusura dello Stretto di Hormuz si sta traducendo in carenze reali, non solo volatilità finanziaria.
• La Cina ha raddoppiato le quote di esportazione di carburanti per maggio a 500.000 tonnellate metriche, ma i volumi restano molto inferiori ai livelli pre-bellici. Pechino usa le esportazioni come strumento strategico, con assegnazione centralizzata di volumi e destinazioni. Per le economie asiatiche minori l’impatto è limitato: diesel e jet fuel restano scarsi.
• Il gas naturale (NATGAS) è tra le poche materie prime in calo (-0,30%). Oro in lieve rialzo (+0,10%), argento più forte (+0,90%).
SESSIONE ASIATICA
• I mercati giapponesi sono chiusi per lo Showa Day, riducendo significativamente la liquidità regionale ed eliminando il trading cash dei Treasury USA in Asia.
• Gli indici asiatici registrano rialzi moderati: Cina (CHN.cash) +1,05%, futures Giappone (JP225) +0,73%. Futures USA in pre-market: US100 +0,35%, US500 +0,17%, riflettendo ottimismo sugli utili ma mancanza di nuovi driver rialzisti.
VALUTE
• Il dollaro USA si rafforza nella sessione asiatica, sostenuto dalle notizie sul blocco prolungato dell’Iran. USDPLN sale a 3,6296–3,6309, EURPLN a 4,2476–4,2493. Dollar index (USDIDX) stabile (+0,01%) a 98,55.
• Dollaro australiano e neozelandese tra le valute più deboli (NZD -0,4%, AUD -0,3%). L’AUD si indebolisce nonostante dati inflazionistici solidi: CPI Q1 a 4,1% a/a (in linea), ma la componente core al 3,5% risulta leggermente più debole. Il mercato ora prezza circa il 75% di probabilità di un rialzo RBA il 5 maggio (da 85% precedente).
• Forint ungherese (-0,3%), rand sudafricano (-0,3%) e corona svedese (-0,2%) in calo. Yen stabile: gli analisti sottolineano che “la Bank of Japan non può salvare lo yen”. USDJPY a 159,67–159,68.
• La PBOC fissa il cambio USD/CNY a 6,8608 (contro stima 6,8347), segnalando gestione della debolezza dello yuan. Le aziende cinesi stanno coprendo il rischio cambio in vista di una stagione di dividendi record da 70 miliardi di dollari.
• EURUSD leggermente in calo (-0,07%) a 1,17028–1,17037, GBPUSD quasi invariato (-0,02%) a 1,35086–1,35096.
TRIMESTRALI EUROPEE
• UBS registra un trimestre eccezionale: utile netto 3,04 miliardi di dollari (+80% a/a), sopra le attese (2,42 mld). Nuovi asset in wealth management a 37,4 miliardi (vs 24,9 attesi). Buyback da 3 miliardi nel Q2 e fiducia nel raggiungimento degli obiettivi 2026.
• Santander supera le attese con utile netto di 5,46 miliardi di euro (vs 4,97 attesi). Deutsche Bank: ricavi 8,67 miliardi (vs 8,55 attesi), utile netto 1,91 miliardi (+7,7% a/a).
• Mercedes-Benz: vendite 31,60 miliardi (leggermente sotto stime), ma EBIT rettificato 1,77 miliardi sopra attese. Margine auto 4,1% vs 3,17% previsto. Confermati target 2026.
PRINCIPALI TRIMESTRALI OGGI – PICCO DELLA STAGIONE
• Oggi è una delle giornate più importanti della stagione. Prima dell’apertura USA pubblicano AbbVie, ADP e TotalEnergies. Ma il momento chiave arriva dopo la chiusura.
• Quattro società “Magnificent Seven” pubblicano i risultati a mercato chiuso: Microsoft, Meta Platforms, Amazon e Alphabet. Hanno un peso enorme su S&P 500 e Nasdaq: i risultati potrebbero determinare la direzione dei mercati per giorni o settimane. Attese elevate su AI, cloud e redditività.
• Dopo la chiusura anche QUALCOMM, Ford e Carvana. QUALCOMM offrirà indicazioni sulla domanda di chip, Ford sull’impatto dei costi energetici e delle materie prime.
• In Europa già pubblicati prima dell’apertura AstraZeneca, adidas e TotalEnergies; nel complesso UBS, Deutsche Bank, Santander e Mercedes stanno guidando il sentiment.
CRIPTOVALUTE
• Bitcoin +1,13%, circa 77.109–77.311 USD. Supportato dal sentiment positivo degli utili, ma sensibile a eventuali peggioramenti geopolitici.
ATTESA PER LA SESSIONE ODIERNA
• Focus su Fed (20:00 CET) e Bank of Canada (15:45 CET): tassi attesi invariati, ma i commenti di Powell (20:30) e BoC (16:30) saranno cruciali per il percorso futuro.
• Dati macro USA (14:30 CET) su beni durevoli, permessi edilizi e nuove costruzioni. Dati EIA sulle scorte petrolifere per confermare o smentire l’API.
• In Europa attenzione all’inflazione tedesca (CPI e HICP), che influenzerà le aspettative BCE.
• Culmine della stagione earnings: Microsoft, Meta, Alphabet e Amazon dopo la chiusura. I mercati stanno comprando i ribassi, ma con petrolio sopra 100$ e Stretto di Hormuz chiuso, il rischio di mancanza di nuovi catalizzatori resta elevato.
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