10:22 · 17 luglio 2026

Notizie del mattino: Wall Street sotto pressione. L'IA perde slancio, Netflix delude e il Golfo Persico esplode

📈 Mercati azionari – Nord America e Asia

Wall Street ha chiuso la seduta di ieri con ribassi moderati: l'indice S&P 500 ha perso lo 0,5%, mentre il Dow Jones è sceso dello 0,2%. Il settore tecnologico ha registrato la performance peggiore, con il Nasdaq che ha ampliato le perdite chiudendo in calo di circa l'1,5%.

Le società legate all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori sono tornate sotto pressione, nonostante gli ottimi risultati finanziari del produttore taiwanese di chip TSMC. Gli investitori sono sempre più preoccupati che le valutazioni delle aziende AI siano eccessive e che gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale possano non generare i rendimenti attesi, alimentando un'ampia ondata di vendite nel comparto tecnologico.

Forti ribassi hanno colpito anche i produttori di chip di memoria: Micron ha perso oltre il 5,5%, mentre SanDisk è crollata di oltre il 12%.

Anche Google è finita sotto pressione dopo indiscrezioni secondo cui il lancio del suo modello di punta di intelligenza artificiale, Gemini 3.5 Pro, sarebbe stato rinviato di diversi mesi per il mancato raggiungimento degli obiettivi di performance interni. La notizia ha rafforzato i timori degli investitori che Alphabet stia perdendo terreno nella corsa alla leadership nel settore dell'AI.

Le vendite sul comparto tecnologico legato all'intelligenza artificiale si sono poi estese ai mercati asiatici, dove i titoli tecnologici e dei semiconduttori hanno subito forti pressioni, trascinando al ribasso i principali indici della regione. Le perdite più marcate sono state registrate dal Nikkei 225 giapponese, in calo di oltre il 5,5%, e dall'Hang Seng di Hong Kong, in flessione di circa il 2,5%, mentre il KOSPI sudcoreano è rimasto chiuso per festività nazionale.

📊 Stagione delle trimestrali – Netflix

Le azioni Netflix sono finite sotto pressione dopo la pubblicazione delle previsioni per il prossimo trimestre, risultate inferiori alle aspettative di Wall Street.

La società prevede ricavi pari a 12,86 miliardi di dollari e un utile per azione (EPS) di 0,82 dollari, rispetto alle stime degli analisti che indicavano 13 miliardi di dollari di ricavi e un EPS di 0,84 dollari. Le prospettive più deboli hanno provocato un calo del titolo nelle contrattazioni after-hours.

Gli investitori sono sempre più concentrati sui segnali che indicano una fase di maggiore maturità del business di Netflix, con una crescita in rallentamento mentre la società punta a nuove fonti di ricavo, come la pubblicità, lo streaming live e il gaming.

Netflix ha inoltre annunciato che ridurrà la frequenza con cui pubblicherà i dati sulle ore di visualizzazione, suscitando preoccupazioni tra alcuni investitori riguardo alla trasparenza futura e alla possibilità di valutare pienamente le performance della piattaforma.

Nonostante le prospettive del terzo trimestre abbiano deluso le attese, i fondamentali dell'azienda restano solidi. Netflix continua infatti a registrare una crescita costante dei ricavi, ad ampliare il proprio business pubblicitario e ad aumentare l'impiego dell'intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti e nella personalizzazione dell'esperienza utente.

La società ha inoltre sottolineato che il totale delle ore di visualizzazione non rappresenta più il principale indicatore del valore del business, mentre redditività e capacità di generare ricavi stanno assumendo un'importanza sempre maggiore.

🌍 Geopolitica

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran torna a intensificarsi dopo che le forze armate statunitensi hanno condotto la sesta notte consecutiva di attacchi aerei, ampliando gli obiettivi alle infrastrutture di trasporto e logistica iraniane, inclusi ponti, ferrovie e l'area circostante il porto di Bandar Abbas. Washington ha inoltre confermato operazioni volte a far rispettare un blocco navale dell'Iran, comprendente il fermo e la neutralizzazione delle imbarcazioni dirette verso i porti iraniani, limitando così il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

L'Iran ha risposto con nuovi attacchi contro obiettivi statunitensi nella regione e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato che nessun carico di petrolio greggio o gas naturale attraverserà lo Stretto di Hormuz finché continueranno i bombardamenti americani. Inoltre, sono emerse notizie non confermate di un attacco al King Fahd Causeway, il ponte che collega Bahrein e Arabia Saudita, alimentando i timori di un'ulteriore escalation nel Golfo Persico.

🛢️ Materie prime

Le tensioni geopolitiche stanno sostenendo il rialzo dei prezzi del petrolio, avviando la materia prima verso il maggiore guadagno settimanale dallo scorso aprile, mentre gli investitori temono interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente, una delle principali aree esportatrici di greggio a livello mondiale.

I futures sul petrolio restano su livelli elevati, con il Brent intorno agli 84 dollari al barile e il WTI a circa 78 dollari al barile.

🪙 Metalli preziosi

Il mercato dei metalli preziosi registra un avvio di giornata contrastato: l'oro guadagna leggermente, pur rimanendo sotto la soglia dei 4.000 dollari l'oncia.

L'argento, invece, è in calo e torna a testare l'area dei 55 dollari l'oncia.

🪙 Criptovalute

Il mercato delle criptovalute continua a essere sotto pressione. Il Bitcoin perde circa l'1,9%, scendendo sotto i 63.000 dollari, mentre Ethereum cede oltre il 2,5%, portandosi al di sotto della soglia dei 1.830 dollari.

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