10:36 · 4 agosto 2026

Notizie del mattino: Wall Street torna all'attacco mentre Palantir alimenta l'ottimismo sull'IA

📈 Mercato azionario USA e trimestrali societarie

La seduta di Wall Street si è conclusa in un clima decisamente positivo, con tutti i principali indici statunitensi che hanno chiuso la giornata in netto rialzo.

Il migliore è stato il Nasdaq, che ha guadagnato oltre il 2,1%.

L'S&P 500 è salito dell'1,5%, mentre il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell'1,3%.

A trainare il mercato sono stati soprattutto i titoli tecnologici e growth.

Gli investitori hanno nuovamente puntato con decisione sulle società legate all'intelligenza artificiale, alle infrastrutture AI, alla cybersecurity, al cloud computing e alla produzione di semiconduttori.

A mercati chiusi, Palantir ha pubblicato risultati eccezionali relativi al secondo trimestre del 2026, superando ancora una volta in modo significativo le aspettative del mercato.

I ricavi della società sono aumentati del 93% su base annua, raggiungendo 1,94 miliardi di dollari (contro gli 1,81 miliardi attesi).

L'utile per azione rettificato (EPS) si è attestato a 0,41 dollari, rispetto ai 0,34 dollari previsti, confermando il forte ritmo di crescita del business.

Anche l'attività contrattuale si è mostrata molto solida e l'ottimismo del management si è riflesso in un miglioramento delle previsioni per l'intero esercizio.

Palantir prevede ora ricavi per il 2026 compresi tra 8,15 e 8,16 miliardi di dollari, pari a una crescita annua di circa l'82%.

🌏 Mercati asiatici

I mercati asiatici hanno chiuso la seduta con un andamento misto, mentre gli investitori sono rimasti prudenti dopo la recente volatilità del settore tecnologico.

In Cina, l'Hang Seng ha perso circa lo 0,8%, mentre il FTSE China 50 è sceso di quasi lo 0,9%. Nonostante il recupero di alcuni titoli tecnologici e il miglioramento del sentiment sull'intelligenza artificiale, la pressione in vendita è rimasta evidente sui principali gruppi cinesi.

In Giappone, il Nikkei 225 ha ceduto circa lo 0,3%, rimanendo sotto pressione per i timori di un possibile intervento delle autorità sul mercato valutario.

Un eventuale rafforzamento dello yen potrebbe infatti penalizzare gli utili degli esportatori giapponesi, limitando l'interesse degli investitori per i principali titoli del Paese.

Anche la Corea del Sud ha registrato una performance negativa, con il KOSPI in calo di circa lo 0,4%, sebbene le perdite siano rimaste contenute dopo le forti vendite che avevano colpito il comparto tecnologico nelle sedute precedenti.

Il KOSDAQ, invece, ha registrato un deciso rimbalzo, segnalando un parziale ritorno degli investimenti verso le società a maggiore crescita.

L'Australia si è distinta come il mercato più forte della regione, con l'S&P/ASX 200 in rialzo di quasi l'1,3%, avvicinandosi ai massimi intraday.

Le azioni australiane sono state sostenute dal miglioramento del sentiment globale e dal rialzo dei titoli legati alle materie prime.

🌍 Geopolitica

Un ulteriore fattore di supporto al sentiment di Wall Street è arrivato dalle ultime dichiarazioni di Donald Trump sui colloqui con l'Iran.

Il presidente statunitense ha affermato che i negoziati sarebbero già in corso su richiesta di Teheran, definendoli la "ultima possibilità" per raggiungere un accordo.

Tra i principali temi sul tavolo figurano la riapertura dello Stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano.

Trump ha dichiarato che un'intesa sulla libera navigazione attraverso lo stretto potrebbe essere raggiunta rapidamente, mentre il processo di denuclearizzazione richiederà tempi più lunghi.

Secondo il presidente americano, la decisione di sospendere un'ulteriore ondata di attacchi contro l'Iran è legata proprio alla prospettiva di un accordo imminente.

Le autorità iraniane, tuttavia, hanno smentito l'esistenza di negoziati diretti con Washington, sottolineando come le posizioni delle due parti rimangano ancora molto distanti.

Le speranze di una de-escalation sono state inoltre ridimensionate dalle dichiarazioni di Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana, che ha avvertito come le navi da guerra e le forze militari statunitensi presenti nei pressi dello Stretto di Hormuz possano essere esposte a gravi rischi se l'attuale blocco dovesse proseguire.

Rezaei ha invitato Washington a modificare il proprio approccio, ribadendo che Teheran non intende accettare indefinitamente l'attuale situazione.

Il rappresentante iraniano ha inoltre escluso la possibilità di creare un secondo corridoio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, confermando il rifiuto di consentire una rotta alternativa che aggiri il controllo iraniano su uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di materie prime.

Per il momento, i mercati interpretano queste dichiarazioni come una forma di pressione politica e retorica, piuttosto che come un segnale di un'imminente escalation militare.

🛢️ Materie prime

Il mercato ha inizialmente reagito positivamente alla prospettiva di una de-escalation, provocando un forte calo dei prezzi del petrolio e una riduzione del premio per il rischio geopolitico.

Nel corso della seduta di lunedì, il WTI è sceso di quasi il 6%, avvicinandosi agli 80 dollari al barile, mentre il Brent è arretrato verso gli 83 dollari al barile.

Donald Trump ha inoltre criticato gli elevati profitti delle compagnie petrolifere, invitandole a ridurre il prezzo dei carburanti per i consumatori americani.

La situazione sul mercato delle materie prime rimane comunque complessa: dopo il forte ribasso iniziale, il petrolio ha recuperato parte delle perdite a causa delle incertezze sulla tenuta di un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran.

Le tensioni persistenti intorno allo Stretto di Hormuz e l'assenza di corridoi alternativi continuano infatti a sostenere il premio geopolitico incorporato nei prezzi del greggio, rendendo il mercato vulnerabile a nuovi episodi di volatilità in caso di un'ulteriore escalation.

⛏️ Metalli preziosi

L'avvio della giornata è improntato alla cautela anche sul mercato dei metalli preziosi.

L'oro guadagna circa lo 0,1%, mantenendosi intorno ai 4.050 dollari l'oncia.

L'argento sale di oltre l'1%, avvicinandosi ai 59 dollari l'oncia.

🏛️ Macroeconomia

In Giappone, l'attenzione degli investitori si è concentrata sulle dichiarazioni del ministro dell'Economia Minoru Kiuchi e sui piani di ulteriori misure di sostegno fiscale.

Kiuchi ha affermato che, per il momento, l'impatto dell'aumento dei costi legati al conflitto in Medio Oriente sui prezzi al consumo rimane limitato.

Ha però avvertito che tali pressioni potrebbero progressivamente trasferirsi ai prezzi degli alimenti e di altri beni di consumo nei prossimi mesi.

Il governo giapponese condivide inoltre le previsioni della Bank of Japan, secondo cui l'inflazione potrebbe accelerare nella seconda metà dell'anno.

🪙 Criptovalute

Un moderato ottimismo è visibile anche sul mercato delle criptovalute.

Il Bitcoin guadagna circa lo 0,4%, avvicinandosi alla soglia dei 64.000 dollari.

L'Ethereum registra invece un rialzo marginale, mantenendosi intorno ai 1.860 dollari.

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