Le criptovalute stanno cercando di “stabilizzarsi” dopo il recente e brusco sell-off, mentre Bitcoin continua a consolidarsi tra i 65.000 e i 70.000 dollari, chiudendo per la quarta settimana consecutiva in rosso. Nonostante ciò, il mercato manca ancora di una risposta decisiva della domanda che permetta a Bitcoin di riconquistare e mantenere i 70.000 $ per un periodo più lungo. Michael Saylor ha suggerito durante il weekend che la sua azienda rimane altamente resiliente a un potenziale mercato ribassista prolungato, ma la domanda aziendale di BTC sta indebolendosi: a gennaio, il 97,5% degli acquisti era attribuito a Strategy (MSTR.US).
I dati on-chain mostrano flussi molto limitati verso Bitcoin e un rallentamento dell’attività su futures e opzioni, con una domanda chiaramente dominante per hedging al ribasso ancora presente.
L’area dei 60.000 $ rimane una zona di supporto chiave — psicologicamente, dal punto di vista della price action e della posizione degli investitori. Una rottura sotto questo livello potrebbe probabilmente innescare liquidazioni massive di posizioni long.
Il fondo associato all’Università di Harvard ha ridotto l’esposizione in Bitcoin del 21%, aumentando invece le posizioni in Ethereum a 87 milioni di dollari.
Secondo Mike McGlone, Bitcoin potrebbe scendere fino a 10.000 $ a causa di una “crisi narrativa” e di un cambiamento fondamentale nel sentiment, soprattutto dopo non essere riuscito a seguire l’aumento dell’oro e aver sottoperformato significativamente gli indici azionari, pur rimanendo molto più volatile.
Un rialzo del 10% di Bitcoin attiverebbe attualmente circa 4,34 miliardi di dollari in liquidazioni short, mentre un calo del 10% implicherebbe circa 2,35 miliardi in liquidazioni long.
Cosa dicono i dati on-chain di CryptoQuant?
I dati on-chain suggeriscono quasi unanimemente che 60.000 $ non rappresentano il “bottom” di questo bear market. Lo indicano sia l’SOPR sia la deviazione dal Realized Price, che in passato ha agito come barriera chiave nei mercati rialzisti e ribassisti. Secondo CryptoQuant, il bottom “definitivo” del bear market per Bitcoin si situa intorno a 55.000 $.
Dal punto di vista on-chain, gli indicatori chiave rimangono in Bear Phase, e non nella Extreme Bear Phase storicamente osservata ai minimi di ciclo. In altre parole: il mercato è sotto pressione, ma non ancora al livello di capitolazione estrema che ha segnato i bottom definitivi del passato. La struttura attuale suggerisce una debolezza crescente, ancora lontana dal classico panico di ciclo necessario a preparare un nuovo impulso rialzista.

Fonte: CryptoQuant
L’Adjusted SOPR (aSOPR) di Bitcoin è nuovamente sceso verso la zona 0,92–0,94, un livello che storicamente è apparso durante i momenti di stress più intenso nei mercati ribassisti. L’aSOPR misura se i BTC che si muovono on-chain vengono venduti in profitto o in perdita.
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Un valore sopra 1 indica presa di profitto.
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Un valore sotto 1 indica vendite in perdita.
Letture intorno a 0,92–0,94 implicano che i BTC che cambiano mano vengono venduti con una perdita media di circa 6–8%. Questo non rappresenta una “correzione normale”. Storicamente, questi livelli corrispondono a momenti in cui le mani più deboli tendevano a capitolare.
Tali letture sono apparse tipicamente:
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nelle fasi finali dei bear market,
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durante sell-off intensi,
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quando il sentiment era estremamente negativo e l’offerta guidata dal panico dominava la domanda.
Dal punto di vista on-chain, si tratta di un segnale di stress strutturale: il mercato sta smaltendo leva e capitale emotivo in eccesso. Paradossalmente, queste zone sono spesso state i punti in cui si sono formati bottom di lungo periodo, poiché la capitolazione a breve termine trasferiva le monete nelle mani di investitori più forti e pazienti.
Una discesa dell’aSOPR a 0,92–0,94 non indica “questo è il bottom”. Indica che il mercato è entrato in un’area storicamente associata a dolore, vendite forzate e un reset delle aspettative.

Fonte: CryptoQuant
Fonte: XTB Research, Bloomberg Finance L.P.

Fonte: XTB Research, Bloomberg Finance L.P.
Bitcoin e Ethereum (timeframe D1)
Dal punto di vista tecnico, entrambe le criptovalute — nonostante una situazione già complessa — presentano ancora un rischio elevato di un ulteriore impulso ribassista, simile a quanto avvenuto nel bear market del 2022. D’altra parte, un ritorno sopra i 80.000 $ e un rimbalzo a V migliorerebbe significativamente i segnali tecnici e ridurrebbe il rischio di una fase ribassista prolungata.

Source: xStation5

Fonte: xStation5
Le onde di flusso degli ETF confermano inoltre che i fondi statunitensi contribuiscono al rallentamento generale: recentemente hanno mostrato un’attività di acquisto relativamente limitata, con le vendite a predominare.
Fonte: XTB Research, Bloomberg Finance L.P.

Fonte: CryptoQuant
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