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08:03 · 26 marzo 2026

Pressione su UsdJpy

Punti chiave
Punti chiave
  • Mercati al test di livelli tecnici, rimbalzo in atto
  • Titoli di Stato con rendimenti in calo, inversione? 
  • UsdJpy in forte pressione verso i 160

Mercati che testano livelli tecnici, queste sono le prove di un rimbalzo dovuto ai forti ribassi visti nel corso dei giorni scorsi. Al momento la situazione risulta quindi molto tecnica, nel frattempo alcuni asset fondamentali come UsdJpy e i titoli di Stato mostrano delle tendenze particolari. 

Forte pressione su UsdJpy

Il cambio piú importante sul forex sta tentando di andare di nuovo sui massimi in area 160, le recenti prove di inversione al ribasso sembrano essere andate fallite ma di fatto il vero test é l'area al di sopra dei 160 che risulta essere fondamentale per la tenuta dell'economia giapponese. Uno yen troppo debole é in questo momento un problema, prima dal punto di vista finanziario per via dei tassi positivi allo 0,75% e nettamente superiori rispetto a qualche anno fa, quando il cambio quotava i 160 ma con tassi a 0%. In seconda battuta il problema é sul commercio internazionale, principalmente sul petrolio che solitamente é pagato in dollari e uno yen debole fa risultare molto piú costoso l'approvvigionamento energetico. Il prossimo test é quello dei 160, qualora dovessimo vedere quotazioni al di sopra di questi livelli, molto probabilmente potremmo assistere ad un intervento da parte della BoJ. 

Titoli di Stato, ribasso rendimenti 

L'andamento del mercato dei titoli di Stato risulta slegato da quelle che sono le normali correlazioni con il mercato azionario. Dallo scoppio della guerra stiamo assistendo ad una correlazione vera e propria tra azionario e obbligazionario statale, quando si vende l'azionario si vende anche l'obbligazionario, cosí come per gli acquisti, una situazione del tutto anomala che sottolinea la confusione presente ora sui mercati. Di fatto i titoli di Stato presentano dei rendimenti che sono superiori all'inflazione e ai tassi di interesse di riferimento, il tutto di fronte a livelli di inflazione rivisti al rialzo per via del prezzo del petrolio. Al momento i rendimenti dei titoli di Stato sono in discesa, questo é palese sui nostri Btp che scendono dal 4,1% al 3,84%, oppure sui Gilt che scendono dal 5,12% al 4,84%. Unica nota negativa é sicuramente lo spread tra il 2 e il 10 anni Usa che torna in basso, sotto i 50 punti base, il che farebbe pensare ad un rialzo dell'inflazione tale da dover interrompere la politica monetaria "meno restrittiva" da parte della Fed. 

Inflazione scontata troppo alta? 

Palese che i mercati, soprattutto l'obbligazionario, stiano "scontando" un ritorno dell'inflazione tale da dover far intervenire le banche centrali. Il problema di un'inflazione alta é peró legato anche all'andamento dell'economia. In questa situazione, un 'inflazione alta porterebbe ad un probabile rallentamento economico che di fatto non dovrebbe far salire l'inflazione a livelli troppo alti. Altro elemento fondamentale é la disoccupazione, ossia, se la disoccupazione dovesse salire ulteriormente, difficilmente le banche centrali promuoverebbero dei rialzi dei tassi, sarebbe un colpo durissimo per l'economia giá in sofferenza per l'aumento del costo dell'energia. 

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