Tassi che rimangono fermi, nessuno sbilanciamento sull'inflazione che rimane un dato da monitorare per il futuro e silenzio sui nonfarm payrolls che vengono puntualmente evitati ad ogni riferimento in conferenza stampa. Solo Miran vota a favore di un taglio dei tassi, il resto del board d'accordo con i tassi fermi.
Inflazione al rialzo? Dato da monitorare
La domanda piú gettonata é stata quella relativa al rialzo dell'inflazione dovuto all'aumento dei prezzi dell'energia, domanda alla quale Powell ha ovviamente evitato di rispondere in maniera assolutamente chiara. Effettivamente la Fed non puó fare previsioni in tal merito in quanto queste presumono una proiezione del prezzo del petrolio, compito che sicuramente non spetta alla Fed in questo contesto. La Fed deve attendere che i dati dicano effettivamente come l'inflazione sia stata influenzata dal petrolio e dai prezzi dell'energia per poi agire di conseguenza solamente in futuro. Per il momento quindi nessuna mossa anticipata, cosí come é sempre stato.
Proiezioni economiche della Fed
Sale la proiezione per il Pil del 2026, dal 2,3% di dicembre al 2,4% attuale. Stabile il tasso di disoccupazione per quest'anno mentre sale la proiezione dell'inflazione Pce che va dal 2,4% di dicembre al 2,7%, cosí come la core sale dal 2,5% al 2,7%. Per quanto riguarda i tassi per il 2026 si prevedono al massimo 2 tagli, in leggero peggioramento rispetto alla proiezione di dicembre dove la tendenza centrale del tasso era 2,9 invece che il 3,1 attuale.

Tabella Proiezioni Economiche Fed del 18 Marzo 2026 - Fonte: Federal Reserve
Commento di XTB
Powell giustamente cauto, attende come sempre l'uscita dei dati prima di intraprendere decisioni in merito alla politica monetaria. Il tasso di disoccupazione basso oscura le preoccupazioni sui Nonfarm Payrolls che sembrano non essere rilevanti nella lettura della situazione del mercato del lavoro, mentre nelle precedenti riunioni sembravano essere dei dati di cui vantarsi. Effettivamente il tasso di disoccupazione é ancora basso, l'inflazione é ancora piú alta del 2% ma non a livelli preoccupanti, Powell rimane giustamente alla finestra e lascia i tassi fermi cosí come da tradizione Fed. Ovviamente ora il focus é sempre sul mercato del lavoro ma di fatto a preoccupare é ora il petrolio che di fatto potrebbe far salire l'inflazione. Il problema sará quello relativo all'entitá del rialzo dell'inflazione, ossia sará un buco nell'acqua come per i dazi, oppure veramente rivedremo un'inflazione accelerare sopra il 3-4%? Per il momento il prezzo del petrolio sta rimanendo sotto i 120 dollari e sta seguendo la dinamica, rivelatasi poi ribassista, del 2022. I veri sviluppi si vedranno solamente con il prossimo dato dell'inflazione in uscita ad aprile.
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