07:26 · 24 settembre 2026

Titoli di Stato, cosa succede?

Forte rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato globali, mercati azionari in discesa e EurUsd torna sotto 1,14 grazie alla forza del dollaro 

Titoli di Stato, cosa sta succedendo? 

Benchmark a 10 anni tutti venduti, il decennale Usa supera il 5,10% ritornando ai livelli di giugno 2007 nel pre-Lehman, il due anni al 4,89%, rialzo dei rendimenti poderoso anche per tutti gli altri titoli globali. Il Gilt Uk al 5,36%, il nostro Btp arriva al 4,5%, Bund al 3,57% e Oat al 4,67%, la situazione risulta essere preoccupante dal punto di vista tecnico con questi rialzi che proseguono sulla scia di uno scenario a tassi previsti al rialzo che non giustifica minimamente un rialzo del genere. Osservando la situazione tecnica a mente fredda, lo spread tra i titoli di Stato a 2-10 anni Usa ritorna a 20 punti, livelli che abbiamo visto nel 2025, le curve dei rendimenti non segnalano recessione in quanto nessuna curva a livello globale risulta invertita sulle economie piú sviluppate, le aspettative di rialzo di inflazione non giustificano una salita dei rendimenti cosí ripida in quanto tra il 2022 e il 2024 abbiamo visto una situazione complessiva ben peggiore rispetto a quella attuale. Il dollaro sta giocando un ruolo fondamentale, la situazione é infatti peggiorata drasticamente quando ha iniziato la sua fase di apprezzamento contro tutte le valute: EurUsd infatti scende sotto 1,14, UsdJpy é ritornato pericolosamente a 158, la situazione sul valutario é ora instabile. Proprio questa forza di dollaro potrebbe giustificare un movimento del genere, infatti salta momentaneamente anche la correlazione con il petrolio, driver assoluto dell'inflazione. Il petrolio infatti ha perso circa un -15% dai massimi della scorsa settimana ma questo non ha sortito alcun effetto sui rendimenti dei titoli di Stato che invece si sono mossi nel senso opposto. Al momento questa risulta essere una vera e propria anomalia di mercato, un movimento che potrebbe rientrare a breve se non giustificato da un peggioramento delle condizioni economiche globali che, stando alle parole dei banchieri centrali, non é assolutamente uno scenario da prendere in considerazione. Il movimento é quindi anomali, le curve dei rendimenti sono teoricamente sane, i rendimenti superano di netto l'inflazione, la situazione dovrá rientrare alla normalitá nel corso dei prossimi giorni, pena una destabilizzazione pesante dei mercati. 

Mercati, cede il Nasdaq. Prosegue la debolezza

Dax fallisce il test rialzista dei massimi della scorsa settimana, la dinamica tecnica risulta ora debole con il ritorno sui minimi dei giorni scorsi. Il Dow Jones segue il Dax nella dinamica di indebolimento su base settimanale mentre il Nasdaq scende forte dai massimi andando peró a testare i minimi della giornata precedente. In sostanza Nasdaq rimane ancora rialzista su base settimanale ma le premesse per un proseguimento del ribasso ci sono. Nella giornata di oggi si dovrá fare attenzione proprio all'eventuale test dei minimi di Dax e Dow Jones che risultano essere i piú deboli in questo contesto, mentre il Nasdaq potrebbe seguire la debolezza andando a limare i guadagni settimanali. A poche giornate dalla chiusura dei grafici mensili, alcuni indici presentano delle dinamiche tecniche di indebolimento molto importanti che, se confermate, potrebbero portare al proseguimento di questa fase di debolezza anche nel mese di ottobre. 

Dollaro troppo forte

Il cambio UsdJpy é la spia che segna l'allarme sul mercato valutario. Seppur in presenza di una politica a tassi alti e dopo una moltitudine di interventi diretti sul forex, lo yen non riesce ad apprezzarsi quanto dovrebbe e torna a 158 contro il dollaro. UsdJpy é tornato su livelli molto alti dopo aver provato l'accelerazione al ribasso che non é andata in porto. L'unico fattore che puó far sperare ad un possibile ritorno al ribasso é la chiusura mensile negativa del cambio, per il resto la situazione tecnica sembra essere una situazione di recupero. Questo é un problema perché segnala un dollaro forte che al momento non fa bene all'economia globale, inoltre vediamo anche la sua diretta influenza sui rendimenti dei titoli di Stato, altro elemento che genera tensione. EurUsd torna sotto 1,14, GbpUsd a ridosso di 1,32, tutte dinamiche tecniche che propendono per un apprezzamento a lungo termine del dollaro che andrebbe solamente a peggiorare la situazione attuale. Attendiamo le chiusure mensili ed eventuali segnali di ripresa nel brevissimo su questi livelli tecnici molto importanti su tutti i cambi.  

 

David Pascucci

Market Analyst

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