16:13 · 29 luglio 2026

Un calo del 12% di Hermès pesa sul mercato (29.07.2026)

Nonostante i solidi risultati del settore bancario, oggi molti indici europei sono in territorio negativo. L'Euro Stoxx 50 paneuropeo (-0,3%) è penalizzato soprattutto dalla debole ripresa delle vendite di Hermès in Cina. Anche il rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche potrebbe continuare a pesare sugli indici. Attualmente il Brent è scambiato intorno ai 90 dollari al barile.

Figura 1: Dashboard dell'Euro Stoxx 50 (29/07/2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 29/07/2026

Società

Figura 2: Migliori e peggiori performance nell'Euro Stoxx 50 (29/07/2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 29/07/2026

Hermès

Nonostante la pubblicazione di solidi risultati finanziari, oggi le azioni Hermès hanno registrato un forte ribasso (-11,6%), che ha portato anche a una temporanea sospensione delle contrattazioni.

Nel secondo trimestre, la maison francese del lusso ha generato 4,1 miliardi di euro di ricavi (+7% su base annua, in linea con le aspettative degli analisti), mentre l'utile operativo ricorrente del primo semestre ha raggiunto 3,4 miliardi di euro, con un elevato margine operativo del 41%.

Tuttavia, la crescita a doppia cifra delle vendite in Giappone e nelle Americhe, insieme alla forte domanda di articoli in pelle (+10,2%), è stata oscurata dalle preoccupazioni degli investitori per l'elevata valutazione della società, alla luce del rallentamento in corso nel mercato cinese, considerato strategico, e del calo delle vendite in Medio Oriente.

Ulteriori timori sono stati alimentati dalla flessione del 9,5% dei ricavi della divisione profumi e cosmetici, sebbene il management continui a mostrarsi fiducioso sulle prospettive di lungo termine, annunciando, tra le altre iniziative, la presentazione della prima collezione di haute couture nel 2027.

Settore bancario

I principali istituti bancari europei, UBS e Deutsche Bank, hanno registrato una solida crescita degli utili nel secondo trimestre, sostenuta soprattutto dalla ripresa dell'investment banking e dall'aumento dell'attività di trading.

L'utile netto di UBS è aumentato del 17%, raggiungendo 2,8 miliardi di dollari, grazie ai ricavi record del trading azionario e a un significativo afflusso di nuovi capitali (36 miliardi di dollari) nella divisione di gestione patrimoniale.

Deutsche Bank, invece, ha registrato un utile netto di 1,9 miliardi di euro (+10%), trainato principalmente dall'aumento dei ricavi derivanti dal trading su obbligazioni e strumenti legati ai tassi d'interesse.

Questi risultati confermano una tendenza già osservata di recente anche a Wall Street, dove la volatilità dei mercati e il boom dei titoli legati all'intelligenza artificiale hanno sostenuto in modo significativo i ricavi delle attività di trading.

Indici

Tra gli indici europei più deboli della giornata figurano il CAC 40 francese (-0,7%) e l'Euro Stoxx 50 paneuropeo (-0,4%), entrambi penalizzati soprattutto dal forte ribasso di Hermès.

Tra i peggiori si distingue anche l'Ibex 35 spagnolo, appesantito principalmente dal crollo di CaixaBank (-6,2%).

Gli investitori sembrano aver venduto il titolo principalmente per due motivi:

  • il management della banca ha deciso di mantenere una guidance prudente per il resto dell'anno, senza rivedere al rialzo le previsioni, nonostante i solidi risultati del primo semestre, un aggiornamento che il mercato si attendeva;
  • il margine di interesse (Net Interest Income - NII) è risultato leggermente inferiore alle aspettative, mentre gli accantonamenti della banca sono aumentati di quasi il 40%.

Tra gli altri titoli in calo figura anche il gestore aeroportuale Aena (-2,2%), che ha pubblicato i propri risultati finanziari nella giornata odierna.

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